Dopo le polemiche legate al regista Brizzi esce oggi nelle sale italiane il nuovo cinepanettone Poveri ma ricchissimi, distribuito da Warner Bros che fatica a decollare pur avendo qualche trovata divertente (recensione in anteprima)

poveriDopo il grande successo ottenuto l’anno scorso con Poveri ma ricchi, il cinepanettone della saga De Sica, Poveri ma ricchissimi si ripropone come quei pranzi un po’ troppo pesanti che fai fatica a digerire, per vari motivi.

Innanzitutto si è parlato un bel po’ di questo film ed è stata anche in dubbio la sua uscita nelle sale cinematografiche. Il motivo è legato alle accuse di molestie mosse nei confronti del suo regista Fausto Brizzi, bandito dall’attività promozionale (anche se voci ufficiali dicono sia stato fatto per sua scelta) e dal trailer. Come il suo nome che ritroviamo solo nei titoli di coda…

Nel film si sente l’influenza dei classici cinepanettoni con l’accoppiata Boldi-De Sica (e infatti nello stesso giorno uscirà anche Natale da Chef con Boldi): Christian De Sica, infatti, cerca di portare la comicità tutta in salsa romana e ciociara, con battutine tiepide e con alcuni momenti conditi da parolacce, che però risultano fini a se stesse, usate solo per cercare “la risata facile” del pubblico affezionato al filone. Anche Brignano, di solito re dei monologhi comici, appare un po’ sotto tono, trovando a fatica la giusta alchimia con De Sica, e anche i collaudati Rossi e Mazzamauro mal si integrano nel contesto.

Nota di merito va invece a Lucia Ocone: il suo personaggio da solo potrebbe essere protagonista di un film. Simpatico lo sfottò a Donald Trump e l’idea di un paese che diventa indipendente con richiamo alla Catalogna e alla Brexit Inglese, ma è davvero troppo poco per far sì che questa pellicola lasci un segno nel filone dei film comici.

La trama si ambienta quasi tutta a Torresecca dove ritroviamo la famiglia Tucci più ricca di prima e sempre più cafona ma con una passione nuova: la politica. Ai Tucci l’ostentazione del lusso non basta più, hanno capito che la vera svolta è il potere. E così decidono di indire un referendum che permetta al loro paesino di uscire dall’Italia, dichiararsi Principato indipendente e poter proporre nuove leggi. Una vera e propria “Brexit Ciociara”, un Principato a conduzione familiare con a capo un uomo dalla pettinatura improbabile, un solido conto in banca, ma soprattutto molto cafone: Danilo Tucci, l’unico leader al mondo che fa più gaffe di Donald Trump.

La politica porta con sé i classici scandali: dagli amanti per la first lady, dove l’amante è interpretato da Massimo Ciavarro che prova a essere un signor Grey alla “50 sfumature di Gricia” più che di grigio, alla figlia illegittima di Danilo Tucci che proverà a portare via tutto il patrimonio alla famiglia, alla macchina del fango che sfocia nell’abolire Sky e il calcio per dare vita a una vera e propria sommossa popolare.
Anche questa volta fanno parte del cast Ubaldo Pantani e Lodovica Comello.

Il film verrà distribuito in 500 copie in tutta Italia. La colonna sonora è curata da Matteo Cantaluppi e Tommaso Paradiso del gruppo musicale italiano del momento: i THE GIORNALISTI.