A quarant’anni dalla scomparsa del grande intellettuale italiano Pier Paolo Pasolini, tante le commemorazioni in sua memoria. A noi piace ricordarlo con questa frase emblematica della sua personalità: “Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere in modo sleale. Grave colpa da parte mia, lo so!

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Oggi ricorre il quarantennale della morte del regista, scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini,  ucciso il 2 novembre del 1975, all’Idroscalo di Ostia alle porte di Roma. Quella Roma in cui si rifugia nel 1949, per “sfuggire” alla vicenda giudiziaria che lo vedeva imputato per atti osceni in luogo pubblico e corruzione di minorenne e che gli era costata il licenziamento dalla scuola media in cui lavorava e l’espulsione dal PCI, in cui militava.

Qui poverissimo prosegue la sua attività letteraria mettendo in ogni sua opera tanto della sua vita, dando voce nei grandi romanzi e nelle raccolte di poesie di quegli anni, ad emarginati e reietti, come in “Ragazzi di vita” (1955) e “Una vita violenta” (1959).

Ma sono anche gli anni dell’incontro con il cinema a cui lui si affaccia dapprima come sceneggiatore, collaborando nel 1954 a “La donna del fiume” di Mario Soldati e nel 1956 firmando la parte dialettale romanesca de “Le notti di Cabiria” di Fellini. Cinema a cui si accosta perché lo vede come un altro modo per raccontare le sue storie e da autodidatta la sua firma registica, è da subito riconoscibilissima non solo per la tecnica, ma anche per l’uso di attori non professionisti, l’uso del dialetto romanesco per porre l’accento sulla critica al perbenismo e alla società italiana, da sempre al centro della sua opera.

Anna Magnani in una scena tratta da "Mamma Roma" di Pier Paolo Pasolini

Anna Magnani in una scena tratta da “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini

Il suo primo film “Accattone“, montato di fretta per la presentazione a Venezia, divenne il primo film nella storia della cinematografia italiana a essere vietato ai minori di diciotto anni, con apposito decreto. Da lì firma tanti altri capolavori da “Mamma Roma” a “Salò o le 120 giornate di Sodoma“, ultimo dei suoi film che verrà proiettato in versione integrale e restaurato, stasera, 2 Novembre, in tre sale della Campania proprio in memoria di Pier Paolo Pasolini:

  • il Ricciardi, in piazza Porta Napoli a Capua, per informazioni 0823/963 874;
  • il Modernissimo, in via Cisterna dell’Olio a Napoli per informazioni 081/580 0254;
  • l’Apollo, in via Vernieri a Salerno per informazioni 089/233 055.

Il film, uscito dopo la morte di Pasolini, ambientato nella Repubblica di Salò del 1944, fu oggetto di fortissimi attacchi da parte della censura, soprattutto per le scene crude e violente in cui il regista immagina quattro gerarchi fascisti che esercitano il loro potere assoluto su un gruppo di ragazzi e ragazze, figli di partigiani, sottoponendoli a torture e umiliazioni sessuali.

Vittime anonime, senza tratti distintivi, a voler sottolineare la disumanità del potere e il degrado sociale del tempo in cui viveva Pasolini, ma che tutt’ora può essere visto come un’attualissima metafora del nostro presente.

Tra gli altri eventi in memoria della scomparsa di Pasolini vi ricordiamo:

  • oggi 2 Novembre dalle 20 si terrà la manifestazione “Vivi nel ricordo“a Napoli, organizzata dall’assessorato comunale alla Cultura (info 081 795 4101) che prevede:
    • Concerto celebrativo” al teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, in viale Kennedy 54 a Napoli, con Roberto De Simone;
    • Scritti (ancora) corsari” al Complesso di San Domenico Maggiore, nell’omonima piazza, con più di venti attori diretti da Giovanni Meola nell’interpretazione di alcuni articoli firmati da Pasolini sui giornali.
  • 5 novembre a partire dalle 19 si terrà “Mamma Napoli“, un evento curato da Ilaria Urbani il cui tema sarà il nuovo cinema “dal basso”: dalle borgate romane degli anni Sessanta al Bronx partenopeo del nuovo millennio, con la partecipazione attori, sceneggiatori e produttori.
  • La pubblicazione del libro “Pasolini – Scatti rubati” di Cetta Brancato e Domenico Notarangelo, con prefazione di Paolo Speranza, edito da Mephite nella collana “Quaderni di Cinemasud”.