Sarà al cinema solo 4 giorni a partire dal 4 ottobre p.v., non a caso giorno in cui si rende omaggio a San Francesco. Il film su Papa Francesco che riconcilia con la vita per tutta l’umanità di cui è ricco. Distribuito da Universal Pictures

papa francescoL’intento del film/documentario di Wim Wenders, Papa Francesco – Un uomo di parola, è quello di mostrare un papa che è prima di tutto un uomo carico di umanità, che ha scelto di rifarsi al messaggio della Chiesa francescana che praticava la povertà e l’umiltà e che, proprio per questo, primo fra tutti i papi, ha scelto di portare il nome di Francesco.

Una pellicola che è una testimonianza sul primo papa proveniente dalle Americhe e dall’emisfero Sud in cui si raccontano i primi 5 anni del suo papato. Un viaggio personale in sua compagnia dove lo spettatore assiste ai pellegrinaggi del papa in giro per il mondo con immagini che lo ritraggono mentre parla alle Nazioni Unite affrontando il Congresso degli Stati Uniti, quando si unisce al lutto delle vittime a Ground Zero e a quelle dell’Olocausto di fronte al monumento Yad Vashem.

Per tutto il film assistiamo a un’interazione del pubblico faccia a faccia con il papa: un vero e proprio dialogo tra il pontefice e il popolo di tutto il mondo. Il papa si mostra sempre disponibile al confronto con tutti, pronto a dar risposta ai rifugiati, ai bambini, agli anziani, ai detenuti, ai poverissimi che vivono nelle favelas.

Assistiamo a uno spaccato di umanità che si alterna alle tante interviste dove Papa Francesco parla a cuore aperto di come vede e di come vorrebbe la sua Chiesa, in cui condanna chi si è lasciato attrarre dal richiamo della ricchezza, si esprime con solidarietà e apertura agli omosessuali, mostra con forza la sua tolleranza zero per la pedofilia.

Il richiamo a San Francesco è costante in tutto il film, con immagini in bianco e nero dalla cifra stilistica decisamente wenderiana e un attore che interpreta il santo in maniera eccelsa.

La particolarità del film risiede anche in come è stato girato. Wenders, in collaborazione con Lisa Rinzler, direttrice della fotografia, ha scelto un approccio diretto per riprendere Papa Bergoglio senza mai apparire direttamente nelle interviste né essere sentito mentre fa le domande. È stato utilizzato il sistema Interrotron: effettuando una modifica alla macchina da presa, Wenders ha consentito al papa di guardare direttamente in macchina senza rendersene conto. Mentre il papa veniva intervistato guardava il regista e vedeva la sua faccia e i suoi occhi allo stesso livello dell’obiettivo. In questo modo il papa era sempre a suo agio.

Lo spettatore resta rapito dalle parole del papa in cui traspare tutta la voglia di riportare la Chiesa vicino ai suo fedeli. Messaggi di pace e amore, parole dedicate al lavoro, all’importanza fondamentale di prendersi cura dell’ambiente e, aspetto importantissimo della vita, il senso dell’umorismo.

Wenders racconta di come, dopo aver svolto le tre lunghe interviste al papa, mancasse una vera e propria chiusa al film. Superato l’imbarazzo, e chiesto un quarto incontro al papa, fu lui stesso a guidare – spiega il regista che abbiamo incontrato nella conferenza stampa di presentazione a Roma- in maniera insospettabile, il discorso proprio verso il senso dell’umorismo rivelando che prega ogni giorno affinché non gli venga mai a mancare.

Un bellissimo ritratto di papa Francesco, un film commovente che tocca corde profonde dell’animo umano. Per chi è religioso e per chi è ateo, il messaggio è universale.

Non perdetevelo: è un piccolo gioiello di umanità che vi riconcilierà con la vita.