La recensione di Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è, il film di Joe Wright che racconta le origini di Peter Pan, nelle sale cinematografiche italiane il 12 Novembre.

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Il regista britannico Joe Wright, porta sul grande schermo le inedite origini del ragazzo in grado di volare e che si rifiuta di crescere, trascorrendo un’avventurosa infanzia senza fine sull’Isola che non c’è, come capo di una banda di “Bimbi Sperduti”, in compagnia di sirene, indiani, fate e pirati, meglio conosciuto come Peter Pan, nato dalla penna dello scrittore scozzese James Matthew Barrie nel 1902.

Joe Wright si cimenta per la prima volta con un action-fantasy, molto lontano dai suoi precedenti lavori e lo fa con l’old style che contraddistingue la sua opera e che ha caratterizzato le sue precedenti pellicole da Orgoglio e Pregiudizio ad Anna Karenina, portando in scena un’idea originale e con un cast stellare: Hugh Jackman (Barbanera), Garrett Hedlund (Uncino), Rooney Mara (Giglio Tigrato), Cara Delevingne (sirene).

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Ma la voglia di stupire il pubblico è talmente tanta che, tra duelli aerei stile Mad Max, note rock della colonna sonora che include brani di Nirvana e Ramones e un giovane e affascinante James Uncino stile Indiana Jones, si “dimentica” di sviluppare la sua idea originale, che rimane purtroppo solo latente.

La vicenda ha inizio in una Londra negli anni della seconda guerra mondiale, in un orfanotrofio davanti alla cui porta è stato lasciato 12 anni prima il vivace Peter, l’atmosfera e lo sfondo disagevole tipico dei tempi di guerra, ci riporta inevitabilmente ai capitoli iniziali de “Il leone, la strega e il Guardaroba” di CS Lewiscon, con le voci allettanti di luoghi magici che trapelano da porte chiuse a chiave, offrendo una tregua alla crudeltà della guerra.

Ogni mattina, quando Peter si sveglia, si accorge della scomparsa di altri bambini dell’orfanotrofio e in prima battuta pensa ad una loro evasione, ma la verità è tutt’altra e meno piacevole: i ragazzi vengono venduti dall’arcigna direttrice, Madre Barnaba, in cambio di cibo e oro, ad un equipaggio di pirati guidati da Barbanera, che ha bisogno di manodopera a basso costo per la sua miniera di polvere di fata sull’Isola che non c’è. Ed è proprio durante una di queste incursioni, con tanto di battaglia campale tra la nave volante e una squadriglia di Spitfire sopra i tetti di Londra, che anche Peter viene rapito e fatto prigioniero dai pirati, ritrovandosi così catapultato in un mondo fantastico fatto di fate, pirati, sirene, coccodrilli giganti e il ricordo di sua madre.

Ma non saranno le nuove sventurate vicissitudini a fermare la sua lotta per la libertà, affiancato da due validi alleati, nonché compagni di sventura: Giglio Tigrato e un inedito James Uncino, in versione amica.

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Un film che non si preoccupa troppo di seguire ordinatamente la storia di Barrie, come nel tanto amato film d’animazione Disney, ma che cerca di creare una storia originale cercando in tutti i modi di stupire uno spettatore sempre più difficile da catturare!

Anche qui, come nelle migliori tradizioni di film per bambini e ragazzi, viene lanciato un messaggio positivo e profondo: bisogna credere in sé stessi e nelle proprie capacità per diventare Grandi!

Per il resto lasciamo giudicare voi: nelle sale dal 12 Novembre distribuito da Warner Bros. Italia.