Operation Chromite, il nuovo film del regista coreano John H. Lee, in uscita nelle sale italiane il 20 luglio p.v., racconta la vera storia della missione segreta che servì a liberare nel 1950 la Corea del Sud dall’invasione nordcoreana. Esclusiva per l’Italia di Minerva Pictures, è distribuito da Altre Storie

Operation Chromite111 minuti adrenalinici, ad altissima tensione per un film di guerra davvero ben fatto e che, almeno qui in Italia, non si vedeva da tempo. E, tra l’altro, un film di guerra non convenzionale anche, e soprattutto, per l’argomento trattato: la fase conclusiva della Guerra di Corea del 1950 conosciuta con il nome in codice di Operation Chromite e sfociata poi nella battaglia di Incheon che ha permesso la liberazione della Corea del Sud dall’invasione nordista.

L’antefatto: Seul, in soli tre giorni, era caduta sotto l’invasione nordcoreana, motivo per cui la Corea del Sud si era vista costretta a ritirarsi nella punta meridionale della Penisola.

L’Operation Chromite aveva lo scopo di tagliare la linea di approvvigionamento che dal Nord della Corea procedeva verso Sud, costringendo così i nordisti alla ritirata oltre il confine.

L’operazione era molto rischiosa e aveva pochissime probabilità di successo (5000 a 1), ma il generale MacArthur, a capo del Comando Supremo delle Nazioni Unite, e interpretato nel film dallo straordinario Liam Neeson, riuscì ad avere il via libera per pianificare lo sbarco nella città di Incheon. Assicurarsi Incheon era l’unico modo possibile per cambiare le sorti della guerra.

Il film narra di questa drammatica invasione e racconta, basandosi sempre su fatti realmente accaduti, la storia inedita di coloro che, per liberare la Corea del Sud, sacrificarono le loro vite.

La grande tensione che sottende tutto il film proviene, per la maggior parte, dalla missione sotto copertura del protagonista Jang Hak-soo (interpretato da Lee Jung-Jae apparso in film tra i più popolari in Corea) infiltrato come Capitano di Ispezione nordcoreano e, contemporaneamente, dalla ferrea volontà del comandante coreano Lim Gye-jin (l’attore Lee Bum-soo è estremamente versatile e, per interpretare questo ruolo ha perso più di 7 kg e ha studiato e imparato il dialetto nordcoreano e russo in soli due mesi prima che iniziassero le riprese) di smascherare Jang e svelarne la vera identità. In quanto infiltrato nel comando nordcoreano è compito di Jang e dei suoi uomini, ottenere la mappa navale delle mine in modo da poter consentire lo sbarco della flotta Onu.

L’ambientazione durante la Guerra coreana è stata resa alla perfezione dalla produzione che ha creato set ad hoc dove fosse ricostruita nel minimo dettaglio la Incheon dell’epoca. Ciò ha voluto dire non accontentarsi di scenografie che riproducessero un’anonima città distrutta dalla guerra, bensì utilizzare i manifesti di propaganda, i mercatini fino ad arrivare agli edifici riconvertiti in installazioni militari.

Al fine poi di rendere il più possibile realistico tutto ciò che lo spettatore vede, gli attori sono stati sottoposti a un durissimo addestramento militare sia per imparare a usare i vari tipi di arma da fuoco sia per ripetere alcune delle azioni girate dai loro stuntman, spesso riportando ferite lievi.

Una curiosità sull’interpretazione di Liam Neeson del generale MacArthur. L’attore, al suo debutto in un film coreano, ha fatto un lavoro instancabile, a detta del regista, per trasformarsi completamente nel generale. “Era un incredibile soldato e un leader nato. Amava i coreani e combatté per la loro libertà. Sono completamente stregato dal suo personaggio” ha dichiarato Neeson. Di contro il regista ha tessuto le lodi e l’ammirazione per un attore del calibro di Neeson: “Era un sogno lavorare con lui. Si è sempre preparato per la scena successiva pensandola prima nella sua testa. Sono esterrefatto da quanto sia rispettoso dei suoi colleghi, è stata un’esperienza di apprendimento enorme per me” ha raccontato John H. Lee.

Operation Chromite va sicuramente visto perché va al di là del film di guerra: parla tanto dell’animo umano e del sacrificio ultimo di soldati per un ideale e una causa che anteponevano persino alla loro vita.