Trama, trailer e recensione in anteprima di Nureyev – The White Crow dal 27 giugno al cinema distribuito da Eagle Picture.

“La storia dell’uomo che ha cambiato la danza in tutta la sua forza e bellezza” -Roberto Bolle-

nureyev the white crow trama, trailer, recensione in anteprima<strong>Il film Nureyev -The White Crow, è un concentrato di arte ed eleganza; è il racconto di una storia di vita attraverso il corpo. Il film che uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 27 giugno è distribuito da Eagle Pictures. Prendendo ispirazione direttamente dalla biografia scritta da Julie Kavanagh, Nureyev: The Life, il regista Ralph Fiennes, che, oltre a stare dietro la macchina da presa per la terza volta in carriera, interpreta anche il ruolo di Alexander Pushkin, famoso maestro russo di ballo, realizza un film sulla vita del celebre ballerino. La sceneggiatura affidata a David Hare, si concentra su un episodio della vita del danzatore, il suo rocambolesco passaggio all’Ovest nella primavera del 1961. All’epoca Rudolf Nureyev aveva solo ventitré anni e in Russia non tornerà che ventisei anni dopo.

Il giovane ballerino Nureyev è interpretato da Oleg Ivenko, mentre nel resto del cast compaiono i nomi di Adèle Exarchopoulos, Chulpan Khamatova, Louis Hofmann, Raphaël Personnaz, Sergei Polunin, Olivier Rabourdin, Zach Avery e Mar Sodupe.

Ralph Fiennes, noto al grande pubblico per le sue interpretazioni in pietre miliari del cinema come la saga fantasy “Harry Potter”, o il pluripremiato dall’Academy “Il paziente inglese”, si discosta dai suoi lavori precedenti per dare forma all’eccezionale storia del ballerino russo Nureyev. Se Nureyev – The White Crow non cambia la storia del genere, il biopic di Ralph Fiennes ha tuttavia una sua singolarità e una qualità virtuosa di movimento. Appassionato di balletto, l’attore-regista applica al suo film i principi di verticalità e sospensione che creano l’idea di leggerezza e grazia del repertorio romantico. Sospeso tra due paesi, due mondi e due stili, il suo eroe rompe le linee (di confine) mantenendo la simmetria e la naturalezza nonostante lo sforzo dello slancio.

Con il doppio ruolo di regista e attore, Ralph Fiennes imprime un taglio elegante e malinconico al biopic, riuscendo a fornire un ritratto perfetto di quell’anima romantica e inquieta che era Rudolf Nureyev.

Cresciuto e formatosi nelle migliori scuole di danza classiche russe, Rudolf Nureyev si distingue già giovanissimo per il suo grande talento e la sua straordinaria prestanza fisica, tanto che in poco tempo si afferma come uno dei più bravi ballerini classici del panorama mondiale. La svolta della sua carriera arriva nel 1961, quando la sua compagnia si vede coinvolta in un tour europeo che toccherà alcune tra le città più importanti e culturalmente attive del vecchio continente, come Londra e Parigi. Proprio in questi due porti franchi della cultura, la ricerca di libertà artistica di Rudolf inizia ad identificarsi con una ricerca di emancipazione personale. Il suo interesse per uno stile di vita occidentale, insospettisce il regime sovietico che, vivendo come un affronto alla Patria questo distaccamento, decide di proibire a Nureyev di unirsi alla compagnia per le prossime tappe del tour. Rudolf però non vuole fare propria la guerra tra sovietici e occidente, ma vuole soltanto poter diffondere il suo amore per la danza nel mondo, così viene aiutato da un altro ballerino e dalla fidanzata del figlio del ministro della cultura francese a scappare al regime, riuscendo ad ottenere asilo politico in Francia.

Oleg Ivenko aggiunge al ritratto di Nureyev lo spirito intransigente che lo muovevano, la bellezza selvaggia e il carattere temprato da tartaro che lo spinse (non senza dolore) a lasciarsi la Russia alle spalle.

Ralph Fiennes accompagna (letteralmente) al centro del palcoscenico un artista impulsivo, un uomo del suo tempo che privilegiò un’arte che non era più del suo tempo, che amava tutti i pericoli e li cercava, per dominarli e trionfare: dissidente, rivoluzionario, étoile del “mondo libero”.

Nureyev – The White Crow è un film coinvolgente ed esteticamente emozionante. Mostra l’amore per l’arte del personaggio – e del regista -: per il balletto, la pittura, la scultura, la musica. Oltre alle belle scene di balletto, diverse girate all’Hermitage e al Louvre, è un film paneuropeo per cast, troupe, locations e produzione.