Dopo la presentazione in anteprima alla diciottesima edizione della Festa del Cinema di Roma, sezione Grand Public, “Nuovo Olimpo” di Ferzan Ozpetek è disponibile dal 1° novembre su Netflix. Scopri trama, trailer e recensione senza spoiler

Nuovo Olimpo Ferzan Ozpetek recensioneProdotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, R&C Produzioni con Faros Film, “Nuovo Olimpo” diretto da Ferzan Ozpetek, su soggetto originale e sceneggiatura di Gianni Romoli e lo stesso Ozpetek, segna la prima collaborazione tra l’acclamato regista e Netflix. Ad interpretare il nuovo film di Ozpetek, la cui vicenda attraversa quattro epoche diverse, troviamo Damiano Gavino, Andrea Di Luigi, Aurora Giovinazzo, Alvise Rigo, Giancarlo Commare, con l’amichevole partecipazione di Jasmine Trinca, Greta Scarano e con la partecipazione di Luisa Ranieri. Sullo sfondo una Roma spettacolare e le solite location da sogno che diventano esse stesse protagoniste delle pellicole del regista turco. A impreziosire ulteriormente questa ennesima perla del cinema di Ozpetek, la canzone “Povero Amore” sui titoli di coda cantata da Mina.

TRAMA

Ispirato da una storia vera successa al regista negli anni ’70, “Nuovo Olimpo” ambientato proprio alla fine di quel decennio a Roma, vede protagonisti Enea (Damiano Gavino) e Pietro (Andrea Di Luigi), due venticinquenni, belli e giovani che si incontrano per caso e si innamorano perdutamente. La loro storia viene però bruscamente interrotta da un avvenimento inaspettato che li separa. Ma i due si amano ancora e per trent’anni inseguono comunque la speranza di ritrovarsi.

 

Anche se il punto di partenza del film è una storia d’amore, al centro del nuovo lavoro di Ozpetek, non troviamo il semplice gioco a due tipico delle “love story” ma, come nelle sue altre pellicole, il racconto dei sentimenti che sorgono dalle dinamiche relazionali e l’effetto che questi sentimenti hanno su una coralità di persone. Inoltre, pur avendo cercato di evitare, come sempre, un approccio troppo diretto e autobiografico, non fatichiamo a riconoscerlo in alcuni tratti di uno dei due protagonisti. Ma non potrebbe essere altrimenti, visto che, come affermato da Ozpetek stesso, “Nuovo Olimpo” prende le mosse proprio da un qualcosa accaduto a lui, che da tanto tempo voleva usare come spunto per realizzare un film. Cosa che aveva sempre rimandato “forse a causa di un eccesso di pudore”.

Pur accomunato dalla coralità che caratterizza i precedenti lavori di Ozpetek, “Nuovo Olimpo” se ne discosta a partire dal concetto di tempo e spazio che qui troviamo più dilatati. La vicenda infatti si articola in quattro atti che corrispondono a quattro epoche diverse che hanno permesso al regista di sperimentare salti temporali, fuori campo narrativi e l’emozione delle assenze. In questo modo, quello che inizialmente appariva come un “Romance” dai confini autobiografici, si trasforma in un film che si apre ad altre tematiche che gli danno un respiro più universale che rendono difficile incasellare “Nuovo Olimpo” in un genere cinematografico ben preciso. E così nell’arco temporale della narrazione attraversiamo un caleidoscopio di emozioni che vanno dalla felicità, al senso di perdita, al bisogno di cambiamento, alla nostalgia che trasformano la storia d’amore in un Melò vero e proprio che ci conduce a un finale tutt’altro che scontato. Un film assolutamente da non perdere per moltissime ragioni: una storia originale, una fotografia spettacolare, un cast eccezionale, con un plauso speciale per Luisa Ranieri e Greta Scarano, la capacità di emozionare e coinvolgere lo spettatore al punto da lasciarlo con un velo di nostalgia a interrogarsi su quale sia il vero amore.