Week end ricco di interessanti novità per chi ha scelto di passare questi freddi pomeriggi o serate al cinema: dal film sul fondatore della Apple, Steve Jobs a The Pills, che segna il debutto sul grande schermo del famoso trio di youtuber romani.

Novità al cinema: film usciti dal 21 Gennaio (trailer e recensioni)

Novità al cinema: film usciti dal 21 Gennaio (trailer e recensioni)

Film davvero per tutti i gusti sono presenti nelle sale cinematografiche italiane, c’è solo l’imbarazzo della scelta: si spazia dai toni drammatici del film biografia di Steve Jobs, fondatore della Apple, a quelli scanzonati di Salemme e del suo Se mi lasci non vale, all’horror per ragazzi di Piccoli Brividi.

Per aiutarvi nell’ardua scelta vi riportiamo i film usciti dal 21 gennaio con trama, mini recensione (senza spoiler) e trailer:

  • Steve Jobs (biografico, drammatico, durata 122 minuti, distribuito da Universal Pictures):
    Adattamento cinematografico della biografia scritta da Walter Isaacson, pubblicata nel 2011, diretto e co-prodotto da Danny Boyle (regista di Trainspotting) con Michael Fassbender, nei panni di Steve Jobs, cofondatore della Apple. Il film ci delinea il ritratto intimo dell’uomo che ha segnato la rivoluzione digitale e che nonostante la sua particolare personalità è riuscito a farsi amare attraverso i suoi prodotti. La vicenda si svolge nel dietro le quinte dei lanci di tre prodotti iconici che hanno segnato la storia e il successo della Apple, con tanto di imprevisti che Steve Jobs si è trovato ad affrontare: il Macintosh nel 1984,  culminato nel 1998 con la presentazione dell’iMac, il  NeXT Computer nel 1988 e l’iMac nel 1998.
    Tre atti, tre momenti fondamentali per descrivere una personalità così complessa come quella di Steve Jobs, compito riuscito magnificamente al regista Danny Boyle, anche grazie allo stupendo lavoro fatto sulla sceneggiatura da Aaron Sorkin. Particolarmente intensa e ben girata la scena tra Sculley e Jobs, tre minuti di crescendo emotivo enfatizzato da campi, controcampi e da un’azzeccatissima scelta musicale.

  • Il figlio di Saul (drammatico, durata 107 minuti, distribuito da Teodora Film):
    Opera prima del regista ungherese László Nemes, Il figlio di Saul, racconta la storia di Saul Ausländer (Géza Röhrig), membro dei Sonderkommando di Auschwitz, i gruppi di ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio degli altri prigionieri. Mentre lavora in uno dei forni crematori, Saul crede di riconoscere nel corpo di un ragazzo morto, suo figlio a cui cercherà di dare una degna sepoltura, tentando il tutto per tutto a costo anche di andare contro i piani di ribellione dei suoi compagni.
    Un film che tratta il tema dell’olocausto, ma offrendone una visione nuova e inedita, ancora più forte e sconvolgente, anche grazie alla particolare tecnica registica scelta per girare il film: un infinito piano sequenza che segue incessantemente il volto del protagonista lasciando il resto sfocato sullo sfondo. Quasi un voler far rivivere quell’orrore e angoscia sulla pelle dello spettatore. Già vincitore del Gran Premio della Giuria allo scorso Festival di Cannes, è candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero.

  • Ti guardo (drammatico, durata 93 minuti, distribuito da Cinema):
    Opera prima del regista Lorenzo Vigas, per la cui realizzazione è stato messo insieme quello che è stato definito una sorta di dream team del cinema latino-americano, partendo dal produttore Guillermo Arriaga e dall’attore protagonista Alfredo Castro; impresa che sembra aver dato vita ad un piccolo gioiello tanto che, Ti guardo, è stato il primo film sudamericano a vincere il Leone d’Oro al Festival di Venezia.
    Una storia di solitudine, di abbandono e, in un certo senso, d’amore, ma non nell’accezione classica del termine. Tutto ambientato in una Caracas omofobica, prigioniera di pregiudizi e disuguaglianze economiche e sociali, in cui neanche l’amore appunto, riesce a redimere l’uomo. Soprattutto se la relazione è tra due uomini.
    Un film intenso, in cui le contraddizioni di una società ancora troppo radicata in certi schemi, viene meravigliosamente raccontata attraverso la caratterizzazione dei due protagonisti: da una parte il giovane Elder (l’esordiente Luis Silva) sanguigno, appartenente ad un ambiente popolare e degradato, dall’altra Armando, uno strepitoso Alfredo Castro, borghese, apparentemente tranquillo nella sua impenetrabilità.
    https://www.youtube.com/watch?v=YTIrgqLyOU0
  • Il paese dove gli alberi volano (documentario, durata 77 minuti, distribuito da Wanted Cinema):
    Nella tranquilla provincia danese si preparano i festeggiamenti per i cinquant’anni dell’Odin Teatret, la compagnia teatrale di ricerca che, sotto la guida di Eugenio Barba, ha cambiato le coordinate dello spettacolo del secondo Novecento attraverso l’influenza delle culture sceniche di tutto il mondo. Ed è dalle più diverse latitudini del pianeta (Kenia, Bali, Brasile, India, e anche Europa), che arrivano nella città di Holstebro squadre di bambini, ragazzi e artisti chiamati a dare energia con acrobazie, musiche e voci a un evento corale, sotto lo sguardo impetuoso del regista dai piedi scalzi e dai capelli bianchi. L’Odin Teatret non è solo una compagnia, è una comunità allargata e atemporale, è flusso visionario e quotidianità irriducibile, è un intrico di umanità selvatiche di cui questo film osserva la costanza, le intuizioni, i paradossi e gli orizzonti. Un nuovo modo di intendere il teatro, con attori presi in prestito dalla vita reale e la natura a fare da scenografia.

  • The Pills: Sempre meglio che lavorare (commedia, durata 90 minuti, distribuito da Medusa Film):
    Il trio di giovani youtuber romani composto da Matteo Corradini, Luigi Di Capua e Luca Vecchi, dopo il successo dei corti su internet, porta sul grande schermo grazie a Pietro Valsecchi, una rilettura in chiave moderna della sindrome di Peter Pan che affligge tanti odierni trentenni. Infatti i tre protagonisti della vicenda, amici fin dall’infanzia, combattono contro un terribile nemico: il lavoro, che li vuole strappare dal tavolo della cucina di casa loro al Pigneto, dove tirano a campare fumando sigarette, bevendo caffè e sparando scemenze, costringendoli a crescere ed assumersi responsabilità.
    Una commedia surreale, paradossale, che riesce a strappare più di un sorriso non solo a Roma e dintorni, grazie all’universalità del tema trattato e al nuovo linguaggio scelto per farlo, molto più vicino a quello del Web che a quello cinematografico. Sicuramente qualcosa di molto diverso rispetto a ciò a cui il cinema italiano ci ha abituato.
    http://https://www.youtube.com/watch?v=FLd40I9m5lY
  • Se mi lasci non vale (commedia, durata 96 minuti, distribuito da Warner Bros):
    Vincenzo Salemme e Paolo Calabresi, accomunati dall’essere stati lasciati dalle rispettive compagne, si incontrano una sera in un locale e vedendosi vittime dello stesso male, decidono di vendicarsi delle donne che li hanno feriti, interpretate da Serena Autieri e Tosca d’Aquino. Dovranno conquistare ognuno la ex dell’altro per poi mollarle ripagandole con la stessa amara moneta. Ci riusciranno oppure gli eventi prenderanno una piega inaspettata? Una commedia piacevole e divertente in cui Salemme abbandona la sua solita comicità al limite della farsa, per assumere toni più pacati, quasi da commedia romantica, senza però scendere nel melenso anche grazie alle divertenti sortite dell’immancabile Carlo Buccirosso, nel ruolo dell’attore, ingaggiato per aiutare i due compari a portare a termine il loro piano.

  • Piccoli brividi (commedia, avventura, fantasy, durata 103 minuti, distribuito da Warner Bros. Italia):
    Tratto dall’omonima e fortunatissima serie di libri horror per ragazzi, Piccoli brividi, dell’americano R.L. Stine, il film racconta dell’adolescente Zach Cooper alle prese con il trauma del trasferimento da una grande ad una piccola città, ignaro che in realtà per lui sta per iniziare la più incredibile delle avventure. Infatti nella casa accanto vive niente meno che il famoso scrittore RL Stine (interpretato da uno scatenato Jack Black) autore della collana di bestseller Piccoli brividi insieme alla sua bellissima figlia Hannah, che tiene quasi segregata. Una serata convinto che la ragazza sia in pericolo, Zach si introduce in casa loro, venendo a conoscenza del “terribile” segreto di Stine: i mostri di cui scrive sono reali, ma lo scrittore riesce a tenerli rinchiusi nei libri, finché involontariamente Zach non li libera, scatenando una vera e propria caccia al mostro!
    Un’avventura stile Goonies (fortunato film degli anni ’80), brillante e divertente, soprattutto grazie ad uno strepitoso Jack Black e del ben assortito team di Monsterbusters improvvisati formato da  Dylan Minnette (Zach),  Odeya Rush (Hannah), dall’imbranato amico di Zach, Champ, interpretato da Ryan Lee e dallo stesso Black. Assolutamente per tutta la famiglia!