Arriva il 10 gennaio al cinema con 01 Distribution, Non ci resta che il crimine, la nuova action comedy di Massimiliano Bruno, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo e Ilenia Pastorelli. Ecco la nostra recensione in anteprima senza spoiler

non ci resta che il crimine recensioneNella sua nuova commedia, Non ci resta che il crimine, il regista Massimiliano Bruno ci porta nella Roma dei nostri giorni a fare la conoscenza di tre amici di vecchia data, Moreno (Marco Giallini), Sebastiano (Alessandro Gassmann) e Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) che, per sbarcare il lunario, decidono di organizzare un “Tour Criminale” della città alla scoperta dei luoghi che videro in azione la Banda della Magliana negli anni ’80. Una trovata geniale che secondo loro gli farà fare i soldi “a palate”. Così indossati gli abiti di quell’epoca, pantaloni a zampa, giubbotti di pelle, camperos e Ray-Ban stile agente Poncharello dei Chips, nei primi minuti di attività anziché clienti riescono a “guadagnarsi” una multa salata per attività abusiva e divieto di sosta. A toglierli d’impaccio ecco arrivare un loro vecchio amico dei tempi della scuola, Gianfranco, interpretato dallo stesso Massimiliano Bruno, che offre ai tre i soldi necessari per pagare la multa in cambio del tour. Ma durante il giro turistico per un imprevedibile scherzo del destino, si troveranno catapultati nel 1982 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e faccia a faccia con alcuni membri della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio.

Del calcio Giuseppe sa tutto, motivo per cui i tre vogliono approfittarne per fare un po’ di soldi con le scommesse. L’idea è poi di ritornare nel loro tempo presente con un bel malloppo e tante rivincite. Ma, loro malgrado, proprio per le doti predittive di Giuseppe, si troveranno invischiati nei loschi affari di Renatino De Pedis (Edoardo Leo) e compagni.

Con Non ci resta che il crimine Bruno porta in scena un film che va ben oltre la semplice commedia: è un piacevole mix di generi che spaziano dal poliziesco Anni 80 al fantasy stile Ritorno al Futuro, passando per la commedia all’italiana con aggiunte di tinte forti alla Romanzo Criminale, sapientemente mescolati nella sceneggiatura di Nicola Guaglianone, Andrea Bassi e Menotti. Una full immersion in quella cultura POP da cui molti registi stanno attingendo a piene mani e che qui viene esaltata e resa ancor più realistica dalla scelta registica di Bruno, che ricorre a movimenti di macchina e split-screen tipici degli inseguimenti polizieschi dei film di quegli anni, ai primi piani stretti per accrescere la tensione e alle riprese dal basso. Il tutto, però, riletto non in chiave nostalgica ma moderna, con ritmi serrati e risate genuine, che fanno di Non ci resta che il crimine un omaggio piacevolmente vintage del cinema del passato. E se volete qualche dettaglio in più sui retroscena del film, gustateveli dalla viva voce dei protagonisti nel video fatto dal nostro Mauro Caputi durante la conferenza stampa di presentazione.