In anteprima la recensione di “Noi siamo Francesco” il nuovo film di Guendalina Zampagni con Elena Sofia Ricci e Paolo Sassanelli, una piacevole commedia che ci dimostra come siamo tutti “diversamente abili” in fatto di Amore!

Noi siamo Francesco

Noi siamo Francesco“, secondo lungometraggio di Guendalina Zampagni, è una commedia brillante e coinvolgente sul modo di vivere l’amore e la sessualità, come elemento di unificazione di tutte le persone, che per quanto possano sembrare diverse dal punto di vista fisico e psicologico, affrontano questi annosi temi attanagliati dalle stesse ansie e dubbi.

Francesco, interpretato dal bravissimo, Mauro Racanati, è un ragazzo poco più che ventenne, senza le braccia dalla nascita, che nonostante questa sua disabilità cerca di vivere la vita, come tutti i ragazzi della sua età: frequenta l’università, pratica sport, esce con gli amici e cerca l’amore, non solo spirituale ma anche fisico.

Il vero ostacolo al coronamento del suo sogno, non è sicuramente la sua disabilità, ma la sua timidezza ed introversione, oltre alla paura di essere rifiutato. Con l’aiuto del fraterno e intraprendente amico Stefano, interpretato “mondialmente” da uno strepitoso Gabriele Granito, Francesco riuscirà a trovare la sua strada! Come? Scopritelo al cinema dal 25 Giugno!

Nonostante la breve esperienza alla regia della Zampagni, il film è ben diretto, sintomo evidente dei suoi venticinque anni passati sui set cinematografici come aiuto regista; la storia è ben raccontata e coinvolgente senza scendere mai nei luoghi comuni e pietismi, in cui è estremamente facile cadere quando si trattano temi di questo tipo.

Il film nasce dall’incontro della regista con persone che hanno questa tipologia di handicap, dal suo stupore nell’apprendere che, nonostante tutto, riescano ad avere una vita normale e dalla volontà di testimoniarlo attraverso una storia, in cui il fulcro non fosse la disabilità ma la vita stessa. L’intento è così ben raggiunto, che da un certo punto in poi, ci si dimentica quasi che Francesco abbia un handicap fisico.

Il coinvolgimento di Guendalina Zampagni è totale e palpabile, in tutti i dettagli della pellicola, estremamente curati: dalla bellissima fotografia di Giulio Pietrimarchi, alle musiche che fanno da ottima cornice al film, sostenendolo anche nei rarissimi cali di tono, alla splendida “amalgamazione” degli attori, che dà maggior risalto alla credibilità dei personaggi interpretati.

Il risultato è sicuramente un film piacevole, allegro con un messaggio forte e chiaro: davanti alle pene d’amore siamo in qualche modo “tutti diversamente abili“!