nevermind recensioneÈ uscito ieri 1° agosto 2019, nelle sale italiane, Nevermind, il film diretto da Eros Puglielli con protagonisti Paolo Sassanelli, Giulia Michelini, Massimo Poggio e Andrea Sartoretti prodotto da Déjà Vu Production in collaborazione con Monkey King Pictures e Minerva Pictures Groups che ne gestisce anche la distribuzione.

Nevermind è una pellicola a episodi in cui le vite di cinque persone vengono sconvolte da situazioni assurde, sconcertanti al limite del paradossale.

Un avvocato con l’ossessione morbosa per l’intimo, una babysitter senza un bambino di cui prendersi cura, un imprenditore senza capitale, un aspirante cuoco, paranoico e con un desiderio inconfessabile e uno psicologo perseguitato da un carro attrezzi che lo investe tre volte si incontrano per le strade di Roma, dando vita a una girandola di follia e aberrazione umana che porterà i protagonisti a scelte estreme e imprevedibili.

Le vicende narrate in questo film possono sembrare, a una prima analisi, folli e inconcepibili ma nonostante questo lo spettatore le troverà familiari e addirittura vi riconoscerà una sorta di catarsi, perché esplorano i lati oscuri, scomodi e inconfessabili che si nascondono nella nostra quotidianità e nella mente di ognuno di noi.

I cinque episodi che costituiscono la pellicola sono sapientemente collegati e interconnessi grazie a uno stratagemma che rende un personaggio secondario di un capitolo protagonista di quello successivo, come in un passaggio di testimone.

Nevermind è un film di difficile definizione, non è semplice trovargli una collocazione di genere, ma potremmo dire, in ogni caso, che si tratta di una commedia psichedelica, politicamente scorretta, scomoda e autocorrosiva, che il regista ci presenta utilizzando l’impianto formale tipico del thriller.