Le pagelle Sanremo 2026: scopri l’analisi critica di tutte le canzoni in gara. Da Levante ad Arisa, promossi e bocciati della prima serata all’Ariston

Pagelle Sanremo 2026 analisi e opinioni su tutte le canzoniAnche quest’anno seguo Sanremo con l’attenzione che merita e anche se non sono mai stato uno che al primo ascolto si innamora delle canzoni (tranne con delle dovute eccezioni) do una breve pensiero sulle canzoni in gara. I giudizi anche quando possono sembrare non positivi potranno subire variazioni nei prossimi giorni, sia per come arriva la canzone e sia perché la versione live potrebbe migliorare o addirittura peggiorare la versione da studio che poi è quella che ascolteremo veramente. Quindi ecco dopo le prime due serate le mie pagelle Sanremo 2026.

  • Ditonellapiaga – Che fastidio!
    Elettronico – ritmo nervoso, tagliente. Testo sarcastico sull’insofferenza quotidiana, tra relazioni stanche e ipocrisie sociali. Non accarezza: punge.
  • Michele Bravi – Prima o poi
    Ballad – pianoforte centrale, voce fragile ma controllata. Parla di attese lunghe e rinascite possibili. Sussurrata, mai ricattatoria.
  • Sayf – Tu mi piaci tanto
    Pop – leggero, radiofonico. Dichiarazione diretta, quasi adolescenziale, con un fondo malinconico che evita la banalità.
  • Mara Sattei – Le cose che non sai di me
    Midtempo – produzione elegante, atmosfera sospesa. Testo introspettivo, identità mostrata a metà, bisogno di essere capita davvero.
  • Dargen D’Amico – AI AI
    Groove – funky ironico, base dinamica. Gioca con il doppio senso tecnologico/sentimentale, riflettendo sul presente digitale senza fare morale.
  • Arisa – Magica favola
    Pop – orchestrazione luminosa, quasi fiabesca. Racconto autobiografico mascherato da favola, crescita personale e disincanto. Sembra Disney, ma dentro c’è consapevolezza adulta.
  • Luchè – Labirinto
    Rap – cupo, battito profondo. Smarrimento emotivo e relazioni complicate. Meno autocelebrazione, più vulnerabilità.
  • Tommaso Paradiso – I romantici
    Soft rock – chitarre calde, ritornello largo. Difesa dell’amore ingenuo in tempi cinici. Coerente con il suo mondo.
  • Elettra Lamborghini – Voilà
    Dance – energia da club. Testo leggero, autoironico, celebrazione dell’eccesso come libertà personale.
  • Patty Pravo – Opera
    Drammatico – arrangiamento teatrale. Parole evocative, quasi liriche. La voce resta magnetica, il tempo sembra non toccarla.
  • Samurai Jay – Ossessione
    Trap – beat serrato. Desiderio che diventa dipendenza, emotività giovane e impulsiva.
  • Raf – Ora e per sempre
    Classico – melodia ampia, rassicurante. Amore maturo, promesse consapevoli, meno enfasi e più sostanza.
  • J-Ax – Italia Starter Pack
    Hip-hop – ironico, ritmato. Fotografia pungente dei tic nazionali. Fa sorridere ma non assolve nessuno.
  • Fulminacci – Stupida sfortuna
    Indie – dolceamaro. Racconta fallimenti quotidiani senza vittimismo, con immagini semplici ma centrate.
  • Levante – Sei tu
    Melodico – crescendo emotivo. Amore totalizzante, quasi ossessivo ma lucidissimo. Tra le più intense: personale e riconoscibile.
  • Fedez & Masini – Male necessario
    Pop/rap – incontro generazionale riuscito. Trasformare il dolore in motore: tema forte, resa meno retorica del previsto.
  • Serena Brancale – Qui con me
    Soul – groove elegante. Intimità autentica, legame stabile raccontato senza zucchero.
  • Nayt – Prima che
    Rap – urgente, crudo. Confessione interiore, paura di perdere tempo e persone.
  • Malika Ayane – Animali notturni
    Elegante – atmosfere scure. La notte come spazio di verità e fragilità condivisa.
  • Eddie Brock – Avvoltoi
    Rock – chitarre graffianti. Sopravvivere agli opportunisti, tono combattivo.
  • Sal Da Vinci – Per sempre sì
    Melodico – tradizione napoletana viva. Promessa amorosa intensa, classica ma sentita.
  • Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
    Pop – chitarra protagonista. Fragilità dichiarata, desiderio di riscatto emotivo.
  • Tredici Pietro – Uomo che cade
    Indie – minimale. Metafora della caduta come crescita forzata.
  • Bambole di Pezza – Resta con me
    Alt-pop – energia femminile compatta. Bisogno d’amore senza sottomissione.
  • Chiello – Ti penso sempre
    Indie rock – atmosfera ovattata. Ossessione amorosa narrata con delicatezza inquieta.
  • Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
    Acustico – essenziale. Ricerca di semplicità, quasi un manifesto anti-complicazione.
  • Leo Gassmann – Naturale
    Pop – lineare, pulito. Lasciarsi senza drammi, con rispetto.
  • Francesco Renga – Il meglio di me
    Ballad – voce potente, struttura classica. Dedizione totale, forse prevedibile ma sincera.
  • LDA & Aka7even – Poesie clandestine
    Latino-pop – ritmo caldo. Amore giovane e urbano, Napoli sullo sfondo come identità forte.
  • Ermal Meta – Stella stellina
    Intenso – scrittura raffinata, immagini precise. Testo che scava nei rapporti umani con lucidità poetica, senza compiacersi.

La conduzione

Carlo Conti ha scelto una linea molto seria e istituzionale. Ritmi ordinati, pochi fronzoli, centralità assoluta alle canzoni. Nessuna sbavatura, tutto calibrato: qualcuno dirà freddo, ma il Festival scorre pulito.

Laura Pausini scenicamente impeccabile: abiti eleganti, presenza forte, sorriso luminoso. Però tende a riportare spesso l’attenzione su di sé. Grande professionista, ma l’equilibrio con gli altri sul palco a volte si incrina.

L’attore turco Can Yaman sorprende: preparato, linguaggio curato, tempi televisivi rispettati. Meno “bello e basta” di quanto si pensi. Interventi misurati, intelligenti, mai fuori luogo.

Preferenze personali

Tra tutti, continuo a mettere davanti Levante, LDA & Aka7even e Arisa: tre modi diversi di intendere il pop — viscerale, urbano, fiabesco — ma tutti riconoscibili dopo poche battute.

Artista Brano Mood Giudizio Flash
Levante Sei tu Melodico Intenso La più viscerale
LDA & Aka7even Poesie clandestine Latino-Pop Hit radiofonica immediata
Arisa Magica favola Pop Fiabesco Raffinatezza d’altri tempi
Ermal Meta Stella stellina Autoriale Lucida poesia