MIT Mercato itinerante della Terra in AbruzzoLe colline teramane sono uno degli ultimi avamposti che dall’Appennino avanzano verso il mare abruzzese, una terra ricca di storia, dal popolo Piceno che abitava la città di Teramo tra il 1000 e il 300 a.C. al rinascimento, terra di confine con il regno borbonico, fino a mantenere oggi intatte l’identità e l’artigianalità che caratterizza questi luoghi. A Mosciano S. Angelo, a pochi minuti di strada da Giulianova, sorge un antico casolare di fine ‘800 che è il luogo perfetto per un weekend all’insegna della vita rurale di campagna, alla scoperta delle migliori eccellenze enogastronomiche del territorio, Borgo Spoltino. Dal Consorzio di Tutela Colline Teramane alla cantina Centorame, tra i pochissimi produttori a spumantizzare il pecorino con 48 mesi di affinamento, dalla pasticceria Giorgia ad Atri, la prima ad inventare i cantuccini alla liquirizia, al nuovo patto di fiducia tra agricoltori locali, il MIT, Mercato Itinerante della Terra.

Il MIT si pone come una nuova e solida organizzazione che raggruppa i produttori locali di qualità, donando cultura sui prodotti autoctoni del territorio in un’ottica di sostenibilità il consumatore critico. E questa organizzazione itinerante è proprio frutto del grande progetto di Gabriele Marrangoni, patron di Borgo Spoltino fino alla sua scomparsa, a 51 anni, la scorsa primavera. “È importante che i prodotti della nostra terra seguano tutta la filiera di produzione dal seme al packaging” racconta Simona di Borgo degli gnomi (www.borgodeglignomi.it) che produce autonomamente la canapa nella piccola attività neorurale che ha dedicato ai figli (gli gnomi). “Un’agricoltura sostenibile e autorganizzata che nasce come alleanza con le amministrazioni locali” racconta Maria Jose Moraza Pulla della Fattoria Gioia a Cellino Attanasio (che è purtroppo diventata celebre per l’appello alla comunità che ha lanciato quando la sua famiglia è stata isolata per giorni al seguito di una forte nevicata in Abruzzo lo scorso anno).

“Certo il bio e il sostenibile ha dei costi maggiori dei prodotti canonici da supermercato, ma non sono compresi i costi che vengono sostenuti dalla comunità, come l’inquinamento e la maggiore esposizione a malattie come il cancro allo stomaco o all’intestino” ricorda Simona che vive nel borgo dell’ alta Valle del Tordino, ai piedi del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. È stata definita un’“utopia concreta” che Gabriele Marrangoni è stato il primo a sposare, supportando i contadini locali e organizzando i “banchetti di filiera” nel suo Borgo Spoltino, che oggi è punto di riferimento in Abruzzo delle Osterie Slow Food d’Italia e che con i suoi scenari shabby chic e l’orto da cui vengono preparati tutti i piatti dal figlio Alessio, rimane un gioiello del teramano.