Recensione di Mentale Strumentale, nono album inedito dei Subsonica, registrato e completato nel 2004 e mai ancora pubblicato

Mentale Strumentale recensione del nuovo lavoro dei SubsonicaIn questo periodo di quarantena mi capita spesso di perdere la cognizione del tempo. “Sono già in pigiama o sono ancora in pigiama?” è la domanda che pongo più frequentemente a me stesso. Il mio tempo ormai è scandito dalle nuove uscite musicali. Il 24 aprile per esempio sapevo che era venerdì perché usciva Mentale Strumentale il nuovo album dei Subsonica.

Decidemmo che potevamo proporre al mondo i Subsonica in formato strumentale e che sarebbe stata una sfida tosta e appassionante

I Subsonica, da sempre il mio grande peccato. Non gli ho mai dedicato la giusta attenzione nonostante rappresentino per la musica alternativa italiana una pietra miliare. Gli unici due pezzi a me noti di una carriera composta da otto album in studio, tre dal vivo e almeno cinque raccolte sono: “Tutti i miei sbagli” e “Sonde”. La prima perché è stata forse il loro più grande successo radiofonico, la seconda perché è presente un featuring con Willie Peyote, che io adoro!

Del resto strumentali erano state le nostre primissime uscite live, con Samuel intento a effettuare vocalizzi, e a suonare voci registrate su nastro. In più, in quel momento, avvertivamo, ancora nitide, le inebrianti scosse d’assestamento del terremoto provocato dai Radiohead di “Amnesiac”. 

MENTALE STRUMENTALE – L’ASCOLTO

Nonostante la gioia di avere la possibilità di poter colmare un minimo questa mia lacuna musicale mi sono approcciato a Mentale Strumentale con molta diffidenza. È un album strumentale da capo a piedi, senza mezze misure, senza sconti. Il punto è questo. L’ascolto di un album di questo genere è molto diverso, dal mio punto di vista, rispetto a quello di un album qualunque. I pezzi strumentali di solito rappresentano la chicca di un album, l’anormalità. Quando l’eccezione diventa regola allora cambiano i meccanismi di ascolto, di valutazione e, nel mio caso, anche il tempo di ascolto necessario. Per fortuna in quarantena il tempo non manca.

Ci chiudemmo nello studio di Piazza Vittorio, pronti a lavorare insieme giorno e notte.

LA STORIA DIETRO L’USCITA DELL’ALBUM

Prima di parlare dell’album in sé mi ha molto colpito la storia che c’è dietro quest’uscita. Era il 2004 ed il gruppo era in procinto di chiudere la collaborazione con la loro prima etichetta discografica, tuttavia da contratto dovevano realizzare per loro ancora due album. Nasce così l’idea di proporre i Subsonica in versione completamente strumentale, ritornando agli albori dei loro primi live. L’etichetta rifiutò il prodotto e 16 anni dopo è arrivato a noi.

Fu un momento chiave della nostra storia. Grazie a quella esperienza di ricerca, di musica d’insieme, di definizione di personalità collettiva, avevamo probabilmente individuato la chiave che ci avrebbe permesso di affrontare i decenni successivi.

RECENSIONE

Per riuscire ad ascoltare l’album mi ci sono voluti tre giorni. Prendevo le mie Marshall, le calavo delicatamente sulle orecchie, mi stendevo sul letto e mi avviavo la traccia. Io ascolto gli album rigorosamente iniziando dalla prima e finendo con l’ultima traccia. Generalmente questo mi permette di identificare un percorso, di cercare di entrare nella testa degli artisti, provare a comprendere cosa vogliono comunicarmi con quell’ordine. In Mentale Strumentale mi sono perso ad ogni ascolto. Non vi farò un’analisi brano per brano dell’album, anche perché prevederebbe competenze musicali che probabilmente mi mancano, ma vi dico che se siete amanti del suono e della musica elettronica lasciatevi trascinare.

L’album è ottimo per viaggiare nella fantasia, rilassarsi e già solo i titoli richiamano a questa tematica: “Decollo”, “A nord di ogni lontananza”, “Delitto sulla luna” per concludere con “Ritorno in atmosfera” sono solo alcuni di essi.

Oggi più di ogni altra volta non vi dirò di più. Mettete le cuffie delicatamente sulle vostre orecchie e andate dove il viaggio vi porta.

Per anni abbiamo pensato che prima o poi sarebbe arrivato il momento adatto per fare uscire quei brani, senza schiacciarli tra un album di canzoni, l’annuncio di un tour e un progetto solista.

E la “sospensione temporale” che stiamo vivendo in queste settimane, strane e complicate, ci sembra dimensione particolarmente adatta.