Marta Perego

Il nostro caffè di oggi profuma di red carpet cinematografici e cultura, perché l’abbiamo bevuto con Marta Perego, conduttrice di “Adesso cinema!”, settimanale di attualità e approfondimento cinematografico in onda sulla rete TV “Iris” e di programmi culturali come “Ti racconto un libro”, un viaggio nell’universo letterario contemporaneo; programmi che le hanno permesso di trasformare la sua passione per l’arte, il cinema, la letteratura e i viaggi in un lavoro.

Raccontaci un po’ di te: inizi, come sei arrivata in TV e quali sono state le tappe professionali che maggiormente ti hanno segnata.

“Ho iniziato per caso. Dopo il diploma al liceo classico e una laurea in art management mi è capitato di imbattermi in una richiesta di stage per “giornalisti televisivi” a class editori. Avevo 21 anni e mezzo e le idee un po’ confuse, una forte passione per l’arte, il cinema e i libri e il desiderio di comunicarli. Già scrivevo per riviste d’arte e cultura e così mi sono detta: proviamoci. Ho studiato sul campo, anche perché credo che sia l’unico vero modo per imparare a fare questo lavoro. La mia prima intervista -me lo ricorderò sempre- fu a Jeffrey Deaver. Mi tremavano le gambe e non sapevo come tenere il microfono, ma mi feci forza e fu una delle mie più grosse soddisfazioni. Dopo Class CNBC (mi occupavo di libri e cinema per il rotocalco Classlife), nel 2009 è arrivata Iris Mediaset. Insieme all’autore Christian Mascheroni ci siamo inventati Ti racconto un libro, magazine settimanale di libri che mi ha permesso di incontrare i più grandi autori contemporanei da Jonathan Safran Foer ad Amos Oz, passando per Jonathan Franzen, Emmanuel Carrere e tantissimi altri. Nel 2013 grazie alle possibilità offerte dalla rete (Iris) è nato Adesso cinema! settimanale di attualità e approfondimento cinematografico in onda tutti i mercoledì in seconda serata e in replica il sabato e la domenica. Grazie a questo programma sono inviata nei più importanti festival cinematografici italiani e internazionali, ho incontrato attori, star e registi. Incontri, racconti, interviste fatte sempre un po’ a modo nostro con un taglio leggero ma serio, fresco ma non giovanilista. Ogni puntata mi piace vederla come un piccolo reportage che offre sia informazioni (film in uscita, curiosità) ma anche spunti di riflessione e approfondimento.”

Se il tuo desiderio era quello di fare TV perché hai scelto una strada così poco battuta come la cultura anziché magari tentare con la recitazione?

“Il mio desiderio non era lavorare in tv, ma occuparmi di cultura. La tv mi è capitata e solo dopo ho capito che forse era il mezzo più adatto per me. Ho sviluppato nel tempo una sensibilità e una passione per il racconto per immagini e per la conduzione. Credo che la televisione sia un mezzo ancora oggi molto potente e che offre svariate possibilità. Grazie al digitale terrestre e al satellite esistono canali tematici con programmazioni raffinate, interessanti, di alto livello qualitativo. Certo, lavorare per programmi di cultura con piccole, “laboriose” produzioni forse non mi renderà ricca e famosa, ma felice e soddisfatta del mio lavoro sì. Sono libera di occuparmi di ciò che mi piace, incontrare persone straordinarie, non smettere mai di studiare, imparare, essere stimolata. E di fare tutto questo sperimentando nuovi linguaggi audiovisivi.”

Tra i tanti impegni lavorativi salta fuori il costante amore per il cinema: quando e come nasce quest’interesse?

“Come molti nati negli anni Ottanta, nasce grazie alle programmazioni tv di film come i Goonies, Ritorno al futuro, Footloose, Dirty Dancing (tutte pellicole che hanno appena compiuto 30 anni come me!) e i film Disney che vedevo da piccolissima, i miei preferiti erano Una ragazza, un maggiordomo e una lady, con una giovanissima Jodie Foster e un classico come Mary Poppins. Poi naturalmente gli interessi si affinano nel tempo e cambiano. La mia generazione è cresciuta con Pretty Woman e le commedie romantiche capolavoro di sceneggiatura e recitazione di Nora Ephron. La televisione in quegli anni, riproponendo quelli che poi sarebbero diventati classici del cinema contemporaneo, come Harry ti presento Sally, ha fatto un lavoro di formazione del gusto e delle coscienze cinematografiche (e se parliamo di commedie romantiche non solo “cinematografiche”!) non indifferente.”

C’è un film che porti nel cuore?

“Tanti e variano nel tempo. Tra i classici mi piacciono Bergman, Fellini, Elio Petri, Truffaut. I contemporanei Lars Von Trier che con il suo Dancer in the dark che ho visto a 16 anni mi sconvolse l’immaginario e capii che il cinema può andare molto oltre l’intrattenimento. Davvero scegliere è difficile, perché ci sono le grandi commedie hollywoodiane degli anni ’50 e ’60 (Sabrina è forse la mia preferita ma anche A qualcuno piace caldo) che fanno sognare e divertire, i capolavori del cinema d’autore che stravolgono la visione e la comprensione delle cose. Potrei citarti L’inquilino del terzo piano di Polanski o Io e Annie di Woody Allen. Ma poi ne lascerei fuori moltissimi altri che mi hanno formata, appassionata, fatta crescere. Ho una passione sfegatata per i noir anni ’40 con Rita Hayworth (come La signora di Shanghai) che si riflette anche nelle mie letture (sto recuperando tutti i libri di Cornel Woolrich e Shirley Jackson). Ultimamente posso dire di avere visto un film – al Biografilm di Bologna, un festival davvero molto interessante- che spero che molti di voi possano recuperare perché è davvero straordinario, era da tanto che non mi capitava di vedere un film così unico ed eccezionale. Si tratta de Il bottone di madreperla del documentarista cileno Patricio Guzman, orso d’argento a Berlino. Una pellicola che va oltre il documentario, oltre la narrazione. Un film cosmologico, animista. Che parte dall’acqua per raccontare le tragedie di un paese grande e complesso come il Cile.”

Ti piacerebbe avere un ruolo diverso in ambito cinema, anziché come esperta ad esempio come attrice o regista o magari sceneggiatrice?

“Sinceramente no. Mi piacerebbe però fare documentari in qualità di autrice. Magari prima o poi succederà!”

Altro tema di cui ti sei occupata sono i libri e a questo proposito condurrai “Donne in noir” puoi svelarci qualcosa su questo nuovo programma?

“Si tratta di 5 incontri con 5 bravissime scrittrici noir italiane: Barbara Baraldi, Elisabetta Bucciarelli, Sara Bilotti, Lorenza Ghinelli e Rosa Teruzzi. E’ una produzione tutta al femminile: la produttrice, Annamaria Fontanella, la regista, Elva Ciampi, e le due filmmakers. Si pensa sempre che il giallo italiano sia un genere letterario d’appannaggio maschile. Non è vero, abbiamo ottime scrittrici che esplorano il noir in tutte le sue accezioni: dal gotico all’erotico, passando per la più classica investigazione e c’è anche chi inserisce spunti rosa. Romanzi da scoprire e donne da raccontare. Per scoprire i lati più oscuri del nostro genere, che personalmente non smettono mai di stupirmi. Sarà in onda su Top Crime, dal 15 al 19 giugno alle 19:15.
Credo sia necessario che le donne raccontino le donne perché da tempo in tv non troviamo spazi dedicati al femminile, senza caricature, andando oltre gli stereotipi. In Italia, purtroppo, è ancora difficile essere donne, da tanti punti di vista. Dobbiamo unirci, raccontarci, farci forza. Insieme.”

Rimanendo in tema libri, c’è in partenza per te anche EFFE COME FESTIVAL, di cosa si tratterà e in che veste ti vedremo?

“Sì, è un programma che partirà a breve, in cui affianco alla conduzione lo scrittore Alessandro Mari. Io e lui, alternandoci, andremo a scoprire i festival culturali più interessanti d’Italia. Vestirò i panni non tanto della giornalista, quanto di colei che non vede l’ora di farsi stupire dalle idee e dalle persone. Da anni per lavoro frequento festival e rimango sempre affascinata e piacevolmente colpita dal numero di persone che li frequentano e affollano le presentazioni. C’è voglia di spazi di incontro e luoghi di riflessione. La domanda che ci faremo è: che cosa rappresenta tutto questo per il futuro del nostro paese? Esistono dei segnali, dei semi positivi da coltivare e far crescere?”

Come prendi il caffè?

“Macchiato e con il sorriso.”