Marco Mengoni tour 2019 Forum AssagoMercoledì 1° Maggio, ho partecipato alla prima delle 4 date milanesi (assaghesi per la precisione, dato che per me che ci abito vuol dire “giocare in casa”!) del nuovo tour di Marco Mengoni.

Si trattava della quarta volta che avevo la possibilità di vederlo dal vivo e ammetto di esserci andata, seppure con tantissimo entusiasmo, con la convinzione di “sapere già di cosa si trattava”.

E invece ho preso parte a quello che ritengo essere il concerto finora più emozionante della mia vita.

Il colpo d’occhio del Forum di Assago a luci accese, prima dell’inizio del concerto, gremito in ogni ordine di posto, mi ha immediatamente dato l’idea di quanto in questi tre anni dal suo ultimo tour, Marco Mengoni sia mancato ai suoi fan. Dei quali, una volta in più, ho avuto modo di verificarne la trasversalità: dalla coppia di giovani fidanzati, agli adolescenti, da persone più adulte ai bambini (compresa la mia!), tutti in attesa di rivederlo, con fasce e gadget di ogni tipo in fronte e al collo, tutti pronti a cantare con lui le sue canzoni.

E finalmente…il concerto ha inizio!

Anticipato dai bravissimi coristi della sua band, con un intro dal carattere tribale, Mengoni fa il suo ingresso trionfale, elegantissimo ed osannato dal suo pubblico, sulle note di “Muhammad A”, recente singolo estratto dal suo ultimo lavoro “Atlantico”.

Il concerto è idealmente diviso in 3 parti

La prima è caratterizzata da alcuni dei pezzi più pop della sua produzione, da “Voglio” a “Pronto a correre”, passando per “Ti ho voluto bene veramente”, alla quale fa seguito un primo monologo che traghetta il pubblico verso la seconda parte, dai toni più caldi e ricchi di quelle contaminazioni che Marco ci ha tenuto tanto che fossero ben presenti nel suo ultimo disco; ascoltiamo, infatti tra le altre, “Buona vita” mescolata con “Chan Cha”, uno dei più celebri brani di Compay Segundo – Buena Vista Social Club,  “La casa Azul”, che ci porta dritti dritti in Messico con i suoi bellissimi suoni e “Amalia”, che chiude questa sezione con un tocco portoghese/brasiliano.

La terza parte del live si apre con un secondo monologo e, attraversato l’Atlantico, riporta il pubblico alla parte in qualche modo “storica” della produzione di Marco Mengoni,: ascoltiamo infatti “Guerriero”, cantata spingendosi sulle passerelle laterali sopraelevate, quasi a voler toccare il pubblico delle tribune, “L’essenziale”, “Esseri umani”, accompagnata da una spettacolare coreografia nella quale Marco scala la parete del fondale, apparendo sospeso nel cuore della scenografia 3D, che batte in sincrono con i suoi movimenti, “Credimi ancora” e “Hola”, con la quale Marco Mengoni si congeda dal suo adorante pubblico.

Già… il pubblico… quel pubblico in visibilio, che vede in chi sta scrivendo una delle fan più sfegatate, quel pubblico che con Marco festeggia una storia d’amore lunga dieci anni, un’unione che raggiunge il suo apice quando viene cantata “L’essenziale” all’unisono con lui, che, commosso ed emozionato, commenta: «Ragazzi, Milano ormai mi ha adottato, ma così mi fate venire uno sciopon!».

E questa frase, pronunciata da un viterbese in un dialetto milanese un po’ maccheronico è l’emblema di quanto sia forte il legame che lo unisce al suo pubblico, che ha voluto ancora una volta (e più delle altre!) tributargli il successo che questo bel ragazzo, tutto cuore e istinto, si merita.