Parliamo di “Magica Musica” il disco d’esordio del cantautore milanese Venerus che ha presentato alla stampa in streaming su Zoom, raccontando dell’album molto altro ancora 

Magica Musica: il primo disco di Venerus targato Asian Fake e Sony MusicÈ uscito finalmente il primo album dell’astro nascente del cantautorato italiano, Venerus. Un album in grado di stupire ad ogni traccia conducendo l’ascoltatore in un viaggio spazio-temporale verso mondi magici e atmosfere oniriche, alla scoperta di nuove dimensioni e a cui ha dato il titolo di “Magica Musica“.

E a proposito di esplorazioni del Cosmo, verso cui Venerus nutre da sempre grande curiosità, ha voluto condividere con il suo pubblico un’esperienza unica: un vero e proprio lancio nello spazio dell’album, fatto con un pallone aerostatico che ha portato con sé il sigillo di “Magica Musica” e una lettera con il messaggio “in cerca di forme d’amore nell’Universo”. Diretta condivisa sul canale Twitch di Asian Fake, a cui è stato dato il titolo “Viaggio Cosmico“. Un lancio durato quattro ore e documentato con una telecamera che ha accompagnato con stupefacenti immagini le parole di Venerus mentre, insieme agli artisti che hanno partecipato al disco e che sono stati ospiti della diretta, ha raccontato il disco in uscita disponibile in versione digitale e fisica (cd e vinile).

 

Un viaggio fisico ma anche emotivo che prosegue il percorso iniziato con un incontro sui generis con il primo astronauta italiano della storia, l’Ingegner Franco Malerba, che nel 1992 si lasciava la Terra alle spalle proprio mentre Venerus la raggiungeva, nascendo. Dai due è nata una conversazione sulle visioni del mondo, il nostro ruolo nell’universo, toccando vari temi fra vocazione, scienza e arte, visibile sul canale YouTube di Asian Fake cliccando QUI .

“Magica Musica”, in cui Venerus esplora il suono a 360° gradi unendo parole e musica in una miscela originalissima che brilla nel panorama contemporaneo, è stato presentato alla stampa durante una diretta streaming su Zoom. Presentazione iniziata con la spiegazione da parte dell’artista del significato della particolare e complessa copertina del disco che trae ispirazione da una vecchia iconografia che ritraeva il filosofo Giordano Bruno, che varcava la soglia di un mondo reale per addentrarsi in una nuova dimensione.

I FEATURING DELL’ALBUM

Venerus ha poi proseguito parlando dei featuring presenti in “Magica Musica”, che il cantautore ha tenuto a precisare essere nati da collaborazioni che hanno alla base un rapporto umano e stima reciproca. Tra questi troviamo quello con Gemitaiz, con il quale il pezzo è nato grazie al forte legame che li lega già dai tempi di “Senza Di Me”. Poi c’è il featuring con Rkomi scelto da Venerus perché lo reputa una grande penna della musica italiana e quello con Frah Quintale nato in maniera del tutto insolita mentre si trovavano insieme nell’appartamento di Andrea a Milano.

I PRODUCER

Anche la scelta dei producer di “Magica Musica” è stata fatta con molta cura, a partire da MACE che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione dell’album. Phra dei Crookers con cui Venerus ha un legame molto stretto, quindi per lui era molto importante la sua partecipazione nel disco, mentre riguardo a quella dei Calibro 35 è dovuta al fatto che tra loro e il cantautore esiste un rispetto reciproco soprattutto dal punto di vista artistico. L’inclusione di Amanda Lean e not for climbing è stata d’obbligo dato che sono gli amici di una vita.

LA TRACKING LIST DI “MAGICA MUSICA” COMMENTATA DA VENERUS

Per quanto riguarda l’album, anticipato dai singoli “Canzone per un amico” e “Ogni pensiero vola“, contiene 16 tracce di cui vi riportiamo di seguito le descrizioni del loro autore:

  1. Ogni pensiero vola – prod. MACE/Venerus (V. Gervasi, G. Panico, F. Proietti, A. Suriani)
    “È la prima canzone di “Magica Musica” – ma è soprattutto il concetto che suggerisco di tenere a mente prima di intraprendere il viaggio. Ricordo nitidamente quando lessi per la prima volta queste parole sulla bocca del mostro e dentro di me si allinearono gli astri…”
  2. Brazil – prod. MACE/Venerus (V. Gervasi, D. Mazzone, A. Suriani)
    “È stato uno dei brani con la gestazione più lunga, cosa che normalmente non anticipa buoni risultati. Ma in questo caso è una delle eccezioni. Iniziata a Milano, e terminata in Marocco ha vissuto quasi tutte le fasi del concepimento del disco popolandosi di contaminazioni, momenti e spazi molto distanti l’uno dall’altro. È una canzone che comincia in camera e finisce nello spazio. Cerca prospettive diverse per osservare piccoli comportamenti”.
  3. Fuori, fuori, fuori.. – prod. MACE/Venerus (V. Gervasi, G. Panico, F. Proietti, E. Gabrielli, D. Mazzone, D. Schittone, R. Gentile, A. Suriani)
    “Questa canzone rappresenta un periodo molto preciso della mia vita, in cui i ricordi si confondono l’uno dentro l’altro. Rappresenta il richiamo ammaliante della notte, e di tutto ciò che vi si perde dentro. Ogni suono ricorda le sensazioni morbide e sciolte vissute. La musica la scrissi addirittura nel 2018, ma il testo l’ho scritto in Marocco a Taghazout in un balcone che dava su una spiaggia di pescatori. Nell’arrangiamento non mi sono dato restrizioni”.
  4. Appartamento (feat. Frah Quintale) – prod. MACE/Venerus
    “Era da tempo che volevo collaborare con Frah Quintale. Come ogni collaborazione che amo è nata molto spontaneamente, invitandolo nella mia nuova casa in cui mi ero da poco trasferito. A forza di parlare di case e arredamento ci siamo resi conto che il tema dell’appartamento ci stava in qualche modo a cuore. Per quanto mi riguarda in questa canzone il mio compito è stato quello di vestire lui della musica che amo, e penso di esserci riuscito”.
  5. Sei acqua (feat. Calibro 35) – prod. MACE/Venerus/Tommaso Colliva (E. Gabrielli, F. Rondanini, M. Martellotta, L. Cavina, T. Colliva)
    “Di questa canzone potrei parlarne e scriverne per giornate intere, per anni forse. È nata dal mio desiderio di fare qualcosa con i Calibro 35 nel mio disco. Nella mia testa avremmo scritto un pezzo funk/disco 120 ppm tutto suonato. Ho prenotato lo studio in Puglia dove ci saremmo trovati entrambi per un concerto. Da quel momento i giorni sono cominciati a passare, senza che questa canzone venisse fuori in alcun modo. Nel frattempo è arrivata l’estate, io sono partito in viaggio in moto, me ne sono successe di ogni. A una settimana dallo studio ancora la canzone non c’era. Male. Un pomeriggio, dopo aver passato 5/6 ore al piano cercando di tirare fuori qualcosa ho mollato il colpo. In quel momento dalla finestra sento le campane della chiesa vicina, e spensieratamente inizio a suonare il piano senza pensare più a niente; fortunatamente mi stavo registrando con il telefono. Quel momento che ho descritto è la registrazione che si sente all’inizio del brano. Da quel momento tutto il resto è successo da solo, fino al testo, che ho scritto in moto andando verso lo studio. Mi son dovuto fermare dal benzinaio a trascriverlo. E poi una giornata magica in studio come ai vecchi tempi: strumenti microfonati, emozione, idee, tramonto, laboratorio. È una delle canzoni più belle che ho scritto ad ora”.
  6. Una certa solitudine – prod. MACE/Venerus (F. Proietti)
    “Anche questa canzone è cominciata nel 2018, per poi finire l’anno seguente. Si apre sulla voce misteriosa di una ragazza. L’aneddoto è il seguente: una notte ero in studio con Mace e lo chiama un suo amico dicendo che voleva passarlo a trovare e con lui c’era una ragazza. Si sono presentati entrambi in studio in uno stato discutibile e lei in particolar modo era ingestibile. Non sapendo come gestire la cosa le abbiamo cortesemente chiesto di provare a cantare nel microfono per “calmarsi un po”. In quel momento è successa la magia, e lei ci è davvero entrata. È un brano spensierato, ma in realtà profondo. Ci sono mille suoni, un solo di trombone, registrazioni di upupe e altri uccelli della foresta”.
  7. Solo dove vai tu – prod. amanda lean & not for climbing/Venerus (D. Mazzone)
    “Lacrime. Lacrime e organo B3 (aggiungo solamente per stima nei loro confronti che l’ho realizzata insieme ad Amanda Lean e not4climbing)”.
  8. Lucy – prod. MACE/Venerus (V. Gervasi, G. Panico, F. Proietti, D. Mazzone, D. Schittone, R. Gentile, A. Delgado)
    “Good vibes antem. Mi sono sbizzarrito molto nell’arrangiamento, suonando di tutto e scrivendo una “classica” sezione di fiati. È una canzone in cui mi son divertito a diluire la mia voce con tante altre voci per dare l’idea di un coro; ho pensato sin dall’inizio alla resa live del brano mentre lo scrivevo. Va suonata ad un festival in piena estate”.
  9. Eden – prod. CROOKERS/Venerus
    “Prendi una ballad introspettiva, condensala in 4 accordi scelti bene, lanciala fortissimo nello spazio, chiedi a CROOKERS di fare qualcosa che non ha mai fatto. Questo brano racconta di una versione cosmica di Adamo ed Eva. Se penso a come la suonerò live, mi immagino che a un certo punto, da che sono seduto al piano, con una proiezione la mia anima si staccherà dal mio corpo”.
  10. Namastè (feat. Rkomi) – prod. MACE/Venerus
    “La prima demo di questa canzone risale al periodo di Love Anthem, ha quasi rischiato di finirci dentro, poi è cambiato una volta, poi due, poi tre, e così via… Nel frattempo la mia fascinazione per l’Oriente ha preso piede, e mi divertiva il “Namaste’”come una sorta di saluto simpatico a chi non mi capisce. Nella seconda strofa entro più dentro la mia storia metaforicamente: una sorta di Albatros di Baudelaire rivisitato. Il ritornello è stata l’ultima cosa ad arrivare. Rkomi è stato dolce come sa fare lui. Specialmente adoro come chiude la sua strofa: è il classico momento in cui alzo il volume se la ascolto ubriaco”.
  11. Ck – prod. MACE/Venerus
    “Calvin Klein. La spiegazione tecnica di questo titolo non posso darla per motivi di “politically correct”. Quello che intendo comunque sono due stati d’animo: uno più frenetico e ansiogeno, l’altro più diluito e morbido. All’inizio erano proprio due canzoni, poi mi sono accorto di quanto sarebbero state valorizzate diventando una sola. La cosa che amo di più è il suono della matita sul foglio. Questi sono i miei esperimenti, in cui sono intrappolate le mie emozioni più disparate”.
  12. Cosmic interlude – prod. Venerus (E. Gabrielli, E. Colella)
    “Questa è la registrazione di un mio live tenuto nel primo lockdown al Museo del Novecento. Avevo questo giro di MOOG, e Gabrielli mi ha detto “ In questa chiave e con l’armonica che ho qui con me posso suonare solo il RE… Bene, suono solo quello”. Per quanto fare un concerto senza pubblico non sia il mio ideale di live, in quel momento mi sono molto emozionato, e mi piaceva l’idea di portare un po’ di live nel mio disco. Per quanto riguarda la seconda parte, un giorno sono andato in gita con Enrico a registrare una sua amica arpista, il cui marito teneva in casa delle teche con delle rane tropicali. Era impossibile registrare l’arpa senza che si sentissero pure le rane, ma questo non era assolutamente un problema perché, conoscendomi, se non ci fossero state le avrei aggiunte io”.
  13. Lacrima=piccolo mare – prod. Vanegas/Venerus (V. Gervasi)
    “Forse l’unico pezzo che ho scritto su un beat, eppure di questo beat mi sono innamorato dalla prima volta che l’ho sentito. Bravo Vanegas. Cominciato a Roma, finito a Milano. Il ritmo di questo brano ti frega: quando parte ti rendi conto che l’avevi intuito sbagliato, o per lo meno per me è stato così. Poi aggiungi Gerva che suona il sax con l’autotune, e un finale progressive con mille strati di MOOG. L’umore è denso, e per quanto le parole siano belle evidentemente stavo prevedendo dei problemi in arrivo”.
  14. Buyo (feat. Gemitaiz) – prod. MACE/Venerus
    “Gaeta, Giugno 2020, arrivato in moto nel mio viaggio matto estivo. Raggiungo Gemitaiz nella casa che aveva affittato per l’estate. Aggiungi momenti di perdizione, pensieri di viaggio, una montagna che abbiamo osservato bruciare di fronte ai nostri occhi. Forse uno dei miei ultimi episodi più rap. La cosa che amo di Gem è la consapevolezza del suono della sua voce, e questo pezzo ne è un buon esempio, oltre al fatto che gli voglio molto bene”.
  15. Canzone per un amico – prod. MACE/Venerus (V. Gervasi)
    “Canzone per Cleopatria”.
  16. Luci – prod. MACE/Venerus (D. Bronzini)
    “Questa l’ultima canzone che ho scritto rientrato dal mio viaggio estivo. Parla di amore, di percepirsi da lontano, di amarsi mentalmente, ma anche fisicamente. Strumenti d’eccezione: la piscina di Salmo, che si sente da 1:41 insieme alla batteria. Mi sono divertito a trattare la batteria e la piscina di Salmo insieme come se ci fosse un batterista che suona sott’acqua. Poi mancava un solo di chitarra nel mio disco. Amo la progressione di accordi dopo il solo, la suono quasi tutti i giorni, è dolce e semplice, come se fosse sempre esistita nella mia vita. Voglio tornare a suonare dal vivo…”

In generale “Magica Musica” è un album davvero particolare e interessante sia dal punto di vista della scrittura sia da quello musicale che abbiamo chiesto allo stesso Venerus come consiglia di ascoltarlo per scoprire tutta la magia e la meraviglia racchiuse nelle sue 16 tracce e questa è stata la sua risposta:

“Le condizioni migliori per ascoltare la mia musica sono: ascoltando solo la musica senza fare nient’altro, è il modo migliore per ritrovare i messaggi e la meraviglia”.

Non ci resta che augurarvi un buon ascolto e di aprire mente e cuore per far entrare un pizzico di magia e di meraviglia in queste buie giornate che stiamo attraversando!