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Per la nostra rubrica “Note&Parole” abbiamo incontrato Lorenzo Vizzini, giovanissimo cantautore ragusano, con la musica nel sangue, che scrive canzoni, pensate un po’, da quando aveva solo cinque anni e da allora non si è più fermato, accompagnato da chitarra e pianoforte.

Nonostante la giovane età, Lorenzo, ha già un album all’attivo “Il Viaggio” e un’attività di autore e compositore per noti interpreti della musica italiana, prima fra tutti Ornella Vanoni.

Noi abbiamo cercato di farci raccontare qualcosa di più di questo suo “Viaggio” e di come “scrive le canzoni” per sé e per gli artisti a cui fa da autore.

Come nasce il tuo album d’esordio “Il viaggio”?

“E’ nato dalla vita vera. Il viaggio per me è metafora della vita, mi sento sempre un viaggiatore con lo zaino in spalla, in pellegrinaggio verso una meta che ancora non conosco. Parlando di musica, l’obiettivo nel mio cammino musicale è quello di avere una discografia coerente, che rappresenti disco dopo disco il mio percorso di vita. Ecco, “Il Viaggio” in questo senso è il primo passo: è il biglietto della partenza, una sorta di presa di coscienza di me stesso.”

Dove ti porterà il viaggio che hai intrapreso: hai già fissato una destinazione oppure preferisci navigare a vista?

“Ho 22 anni, è presto per conoscere la destinazione, sarebbe da illusi o ancor peggio da presuntuosi. C’è un brano nel “Viaggio”, che si chiama “Ogni uomo è un mondo”, in cui dico: “la ricerca di una meta dura più del viaggio intero”. La penso così. Quando avrò finito di cercare, avrò finito di scoprire, di meravigliarmi, di amare. Spero di scoprire la mia destinazione il più tardi possibile.”

Quando sei tornato in Sicilia dopo l’esperienza milanese come ti sei sentito? Sconfitto? e come sei stato accolto da chi invece era rimasto?

“Per niente, anzi l’ho vissuta come una rinascita. Mi sarei sentito sconfitto se avessi seguito una strada che in realtà non volevo.

Spesso mi sento dire da conoscenti o da estranei: “Ti stimo molto, hai avuto tanto coraggio”. E’ una bella iniezione d’autostima sentirlo, ma a dire la verità non c’è nessun eroismo nella mia scelta. Ho sempre seguito i miei desideri nella vita, agisco sempre di pancia e non è stato sempre un bene: questo spesso ha significato sacrificarsi il doppio, scegliere strade più tortuose, dire di no a tante comodità, ma non me ne sono mai pentito. Una tra le poche certezze che ho nella vita è che il cuore segue sempre il percorso giusto. Io non faccio altro che seguirlo.”

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Com’è questa Vita Nuova che hai iniziato?

“Mi viene da dire due aggettivi opposti: meravigliosa e stressante. Sto dando molto peso alla mia vita professionale, ho prodotto da solo questo disco, insieme a Iacopo Pinna, produttore sardo di 26 anni. Qualche giorno fa mi ha mandato una foto di due anni fa e sembravamo due ragazzini. Mi ha stupito molto. Le responsabilità ti fanno invecchiare, ma lo dico anche in maniera positiva. Allo stesso tempo è uno tra i periodi più felici della mia vita: per la prima volta mi sento completamente libero di scegliere la mia vita, di seguire il mio istinto, di fare del mio destino quello che davvero voglio e non c’è sensazione più bella.”

Sappiamo che hai scritto canzoni per interpreti famosi del panorama musicale italiano: qual’è la canzone che preferisci tra quelle che hai scritto e qual’è stato l’artista con cui ti è piaciuto di più lavorare?

“Mi piace scrivere per altri, anche se cambia completamente l’approccio. Quando scrivo per un altro interprete, cerco di pensare la canzone con la testa di chi canterà il brano. L’interpretazione è per me la caratteristica più importante dei “cantanti puri” e spero di privilegiarla il più possibile nelle canzoni che scrivo. Affettivamente sono molto legato ad Ornella Vanoni: è con lei che ho iniziato a scrivere come autore ed è una persona che mi ha dato moltissimo, professionalmente e umanamente. Il pezzo a cui sono più legato, tra quelli che ho scritto come autore, uscirà l’anno prossimo e il nome dell’artista è top secret: ho la bocca cucita!”

Per quale cantante vorresti scrivere una canzone e che tipo di canzone?

“Ce n’è qualcuno che preferisco, come ovvio, ma in generale quello che mi piace è lavorare a dei progetti in cui c’è dentro passione, sacrificio, amore e certo, anche divertimento. Il nome dell’artista è solo un’etichetta come un’altra. Quando c’è dietro un bel progetto, quando in studio si respira la giusta alchimia e sai che l’interprete, appena mette le cuffie, entra con tutto sé stesso in quello che hai scritto, ne rimani sempre soddisfatto.”

Come scrivi una canzone?

“Di solito ho tutto in testa, musica e testo che vengono fuori contemporaneamente. Per me la parola ha già un suono e il suono ha già un’emozione. Però non mi fermo mai al senso fonetico, alla “frase che suona bene”, anzi ogni volta che scrivo devo sempre avere un concetto, un’idea, una storia. Se non ho niente da raccontare, preferisco non scrivere niente.”

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A cura di Cinzia Carcione e Roberto Teofani.