Recensione e trama de “Il cercatore di luce” di Carmine Abate (vincitore del Campiello con La collina del vento) edito da Mondadori. Un romanzo che racconta la storia e l’arte di Giovanni Segantini mescolando verità e fiction in quella splendida luce che si trova solo in montagna

Il cercatore di luce di Carmine Abate recensione“Il cercatore di luce” è il nuovo romanzo di Carmine Abate (Carfizzi, 24 ottobre 1954), scrittore calabrese di etnia arbëreshe, autore di numerosi racconti e saggi, pubblicato pochi mesi fa da Mondadori.

L’autore, che risiede da molti anni in Trentino, è noto per la sua predilezione per i temi ambientali e per i suoi scritti sulla pacifica commistione dei popoli.

In questo nuovo lavoro, a metà tra ricostruzione storico-biografica e fiction, Abate ci guida alla scoperta di Giovanni Segantini, il più grande esponente del Divisionismo.

La vicenda narrata si snoda attraverso tre piani che si intrecciano: la vita e la formazione Carlo, il giovane che funge da raccordo per l’intera storia, durante le sue estati in Trentino, l’epopea dell’ingegnere di cui il ragazzo porta il nome, e la ricostruzione della carriera umana e artistica di Segantini, il grande pittore che ha contribuito alla formalizzazione della giustapposizione tra vena scapigliata e paesaggio montano.

L’autore immagina che il giovane Carlo, abbia la fortuna di dormire nella baita di famiglia alle cui pareti si trova appeso un quadro di Segantini, regalato dal pittore al nonno del ragazzo, suo intimo amico ai tempi trascorsi in Svizzera.

Il quadro in questione, raffigura una  giovanissima madre, attonita e spaesata, che tiene in braccio il figlio neonato, su uno sfondo montato d’alta quota.

Carlo subisce profondamente il fascino di questo quadro che sente molto vicino alla propria condizione di figlio di genitori in crisi profonda.

La nonna, Moma, originaria della Sila lo aiuterà, attraverso la storia del quadro e della propria vita, a mettere le basi per la costruzione della propria identità.

Il personaggio di Moma è fondamentale per lo svolgersi della storia, tanto da far coincidere la voce della nonna con quella dell’autore stesso. Questo espediente permette a Moma la possibilità di far coesistere la propria vita di moglie e maestra emigrata in Trentino con quella del pittore, di cui ormai è una fine conoscitrice.

L'”Autobiografia” di Segantini, corretta poi dalla sorella, ha contribuito alla costruzione di una sorta di agiografia del pittore, dove il mito di una nascita povera e raminga diviene manierismo e visione delle cose.

Lo scrittore attinge a piene mani a questa biografia facendo in modo che il personaggio del giovane Carlo la legga avidamente traendone ispirazione e alimentando, in tal modo, la propria fantasia, eleggendo il pittore a proprio modello personale

Abate si muove con maestria, utilizzando il materiale dell'”Autobiografia” e quello ricavato dai numerosi lavori critici riguardanti il pittore, in particolare quelli di Franz Servaes e Annie-Paule Quinsac.

In tal modo ricostruisce dettagliatamente la vita nomade dell’artista, sempre alla ricerca spasmodica di tagli di luce e orizzonti alpini inusuali.

La morte misteriosa di Segantini, i giorni che la precedettero, i funerali, la disperazione degli amici e dei colleghi, si mescolano alla morte di Moma, ormai novantenne, che ammantata dall’affetto dei propri cari, lascia in eredità al nipote i suoi vividi racconti.

Carmine Abate costruisce, in tal modo, un romanzo particolarmente strutturato, grazie ai numerosi spunti e luoghi presenti, rendendo la lettura di questo superbo romanzo piacevole e interessante sia per i neofiti dell’argomento, sia per coloro i quali già conoscono in maniera approfondita Segantini e la sua opera.

TITOLO: Il cercatore di luce
AUTORE: Carmine Abate
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 348
PREZZO DI COPERTINA: 18,50€ (17,57€ su Amazon)