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Leone Pompucci torna alla regia con Leone nel basilico, un film attento, che gira intorno ai grandi temi della vita, riuscendo a cogliere le sfaccettature e le peculiarità della terza età, delle persone emarginate o in palese conflitto col proprio passato.

La vita cambia. Sarà l’età, le difficoltà motorie, la testa che non si applica, le scelte che sono figlie dell’esperienza, del in qualche modo si fa, di chi ne ha viste tante ed ormai è troppo stanco per preoccuparsi. Certo le emozioni, cardiopatiche, di Maria Celeste (Ida Di Benedetto) per la solita domenica passata a fingere di lasciare la casa di riposo (“Albergo”) per stare col figlio e girare invece per la città vuota, stavolta non sono le solite: se una sconosciuta ti molla un bimbo di pochi mesi in grembo e scappa via, il cuore capisce che bisogna fare uno sforzo, forse l’ultimo, ma va fatto perché per una volta la vita chiama.

Meraviglioso bimbo, meraviglioso avere un figlio, ma esistono tanti modi di essere mamma, tutti plausibili, improbabili ed inaspettati. La giovane Giulietta (Catrinel Marlon) mamma del piccolo Leone, fa la prostituta e lo fa con una semplice premessa: se i soldi finiscono bisogna rimediarli. Così lascia il povero Leone dove capita: sotto un ponte, sulla panchina della stazione o in braccio ad una sconosciuta, per riprenderlo poi finito di lavorare.

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Sorride, sempre, come chi altre difese non ha per affrontare una vita in bilico tra sogno e pazzia, incubi e libertà, cercando di dimenticare l’istituto, il viaggio che l’ha portata qui, innamorandosi ogni volta che fa l’amore. Sembra un angelo e come tale vola via, improvvisamente, sotto gli occhi  di Maria, sua compagna di vita da poche ore che tiene il suo piccolo tra le braccia.

Strana la vita che ti molla un neonato a sessant’anni suonati. Sarà l’occasione per ripercorrere la propria storia, sistemare ed affrontare certi rapporti con le amiche, il figlio e la nuora (Carla Signoris), vecchi amanti, difendendo con coraggio e fino alla fine la scelta fatta di amare questo bambino e di tenerlo con sè.

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Musica e fotografia regalano momenti profondi in cui le parole non servono. Ida Di Benedetto ci porta a teatro ed il resto del cast viaggia bene in sua compagnia.

Un bel film con qualche passaggio, come il finale, che ci lascia perplessi, ma emoziona e riempie occhi ed orecchi, scalda il cuore ed a Natale questo basta.