Dopo il grande successo della prima serie, torna da mercoledì 13 febbraio su Rai 2 in prima serata, La porta rossa 2, fiction televisiva tanto attesa dal pubblico italiano dal look decisamente internazionale scritta da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi

La Porta Rossa 2 recensione e interviste al castCinque anni per ultimare la prima serie, un batter di ciglia per la seconda, un lavoro non facile quello di equilibrare i generi thriller, noir, sentimentale e poliziesco in un unico contenitore nel quale i personaggi si evolvessero con esso. Un gran bel lavoro di squadra grazie al quale La Porta Rossa 2, seconda stagione della fortunatissima fiction RAI, sta già raccogliendo i frutti.

Un cast ricco di amatissimi attori italiani e una regia impeccabile hanno creato un prodotto che ha carpito l’attenzione di un target vasto e variegato accattivandosi i consensi anche dei più giovani.

Trieste ormai nel cuore di attori, personaggi e oserei anche di noi spettatori, continua ad assistere a vicende ed intrighi che impediscono al nostro protagonista, il commissario Cagliostro (Lino Guanciale) di allontanarsi dalla vita terrena ed accettare la morte. La curiosità e la caparbietà del commissario nell’andare fino in fondo alle cose e l’amore per la moglie Anna (Gabriella Pession) la cui vita è in pericolo, sono i motivi per cui il commissario non valicherà la porta verso la vita eterna.

Ma quando tutto sembra ormai chiaro, al concludersi della prima serie, ecco che accade qualcosa, nuovi accadimenti incombono sulla famiglia di Cagliostro. Sarà sua figlia questa volta ad essere in pericolo e ancora una volta il commissario dovrà rimanere tra i vivi per salvarla.

Non ci si può fidare di nessuno, le certezze non esistono, la verità è una partita a poker e la fine… la fine non esiste… Cari lettori so benissimo che conoscete perfettamente ogni episodio della prima serie e siete già informati sulle anticipazioni della seconda, quindi non mi dilungherò oltre a raccontarvi quello che già sapete, ma sono sicura che vi interesserà conoscere più a fondo il pensiero degli attori e il loro personale approccio al lavoro.

Il legame che noi tutti abbiamo ancora fitto con le persone perdute, dove anche un solo piccolo segno della loro presenza, è un ancoraggio molto forte per continuare a vivere e contenere il dolore, a mio avviso questo è il motore di questa serie, ma il rapporto questa volta non è univoco. Il segno atteso è reale, l’aiuto è concreto, la presenza di Cagliostro quasi rappresenta la nostra coscienza, che già sa, ma ha bisogno di una spinta per esporsi e farci agire in prima persona. Cagliostro indica la strada, ma i passi vengono compiuti dagli altri, credo sia anche questo uno dei messaggi intrinseci della narrazione.

Questa serie non vuole assolutamente essere evocativa o imperniata su temi religiosi, infatti tratta in modo assolutamente equilibrato e soggettivo quello che è il fenomeno del paranormale. Questo l’ha resa apprezzabile a tutti, credenti e non, come è giusto che sia del resto.

Umanizzare un ghost, ha reso concreto il rapporto con l’ignoto facilitando anche l’approccio dell’attore con un personaggio mai sperimentato prima.

Ma ecco cosa hanno svelato nella conferenza stampa di presentazione de La Porta Rossa 2 i due protagonisti, Lino Guanciale e Gabriella Pession, spiegando anche il tipo di processo attoriale che hanno fatto per avvicinarsi al meglio ai loro personaggi.

Lino Guanciale ha raccontato, ironizzando un po’ come è solito fare con tono un po’sarcastico, che nella prima serie le indicazioni registiche erano di trattare Cagliostro come un vivo ma con problemi, inutile dirvi l’ilarità suscitata in conferenza stampa. Nella seconda serie invece, le indicazioni erano di apparire e scomparire, davvero come un fantasma.

Tutto questo per noi può sembrare divertente ma vi assicuro che per un attore entrare ed uscire da un contesto così delicato e drammatico non è cosa semplice, ancor più difficile per il cast, recitare con un attore fingendo di non vederlo.
Soltanto attori del loro calibro avrebbero potuto riuscirci così bene, non trovate?

A questo proposito vorrei soffermarmi sul percorso emotivo di Anna la moglie di Cagliostro, GabriellaPession, che vediamo recitare in moltissime scene di fianco a lui per l’appunto, senza potergli mai rivolgere una parola o uno sguardo.
Il suo personaggio in particolare subisce nel corso della serie una evoluzione caratteriale che sempre più la avvicina al marito scomparso.

Da donna piuttosto rigida anche in virtù del suo ruolo come magistrato, pian piano indagando sulla morte del marito, impara a conoscerlo sul serio, scoprendo che in realtà erano più simili di quanto si potesse immaginare. La sua si trasforma in una lotta che va al di sopra della legge stessa nella quale crede sempre meno e il suo personaggio si fa spazio come donna e come madre.

L’elaborazione del lutto e il nuovo ruolo di madre ne La Porta Rossa 2, racconta la Pession, sono stati un intenso lavoro introspettivo che hanno forgiato un’Anna i cui lunghi silenzi raggiungono il pubblico dritto al cuore, lasciandolo entrare nella scena e creando con lui un’empatia mai vista prima.

Tutti conosciamo di che dolore stiamo parlando e tutti amiamo questa serie per l’umanità e la concretezza con cui affronta certe tematiche, forse perché mai prima d’ora era stato fatto.

Inutile dirvi di non perdere la prima puntata mercoledì 13 febbraio perché già so che non aspettate altro, come me…
Ma ora godetevi le interviste di Mauro Caputi al cast de La Porta Rossa 2 tra cui Ettore Bassi, il cattivo di questa serie… o il buono? Chissà…