La Fratellanza, è il nuovo film di Waugh, distribuito da Notorious Pictures in uscita il 7 settembre, che vi colpirà dritto allo stomaco, complice la magnifica interpretazione di Nikolaj Coster-Waldau perfetto nella trasformazione da uomo di successo a belva figlia del sistema carcerario americano

la fratellanzaIl film La fratellanza del regista, sceneggiatore e produttore Ric Roman Waugh (regista anche di Snitch, L’infiltrato) non è tratto da una storia vera ma per il suo crudo realismo, che colpisce lo spettatore come uno schiaffo in piena faccia, potrebbe esserlo.

La ragione è semplice: il regista ha fatto una scelta precisa e coraggiosissima decidendo di lavorare per due anni sotto copertura come agente volontario in California. In questo modo ha potuto comprendere a fondo la vera realtà della prigione e delle gang che sono a capo di queste istituzioni. Waugh stesso ha raccontato di quanto quest’esperienza sia stata forte e di come non gli sia stato risparmiato nulla. Nessuno sapeva che fosse un regista, lo vedevano solo come un poliziotto alle prime armi. Così Waugh ha capito in fretta che nelle prigioni le guardie possono controllare i cancelli e le porte, ma all’interno sono le gang a comandare.

Ecco, il film parla di questo, è uno sguardo autentico sulle gang e sui poliziotti americani, ma è anche una storia universale, altro motivo per cui sembra vera. Racconta, infatti, di come ad un comune uomo benestante, affermato uomo d’affari di Pasadina, Jacob, interpretato dall’immenso Nikolaj Coster-Waldau (noto ai più per Il trono di spade), con una famiglia perfetta, una moglie bellissima e intelligente, Kate (Lake Belly), e un figlio, in un attimo, per uno stupido errore, le sorti della sua vita possano capovolgersi tragicamente.

Ecco, infatti, che una notte Jacob, un po’ alticcio al volante, causa un incidente mortale in cui muore il suo migliore amico Tom e il conducente di un’altra vettura rimane ferito gravemente. Accusato di omicidio colposo, Jacob è condannato a scontare due anni di prigione. Tormentato dai sensi di colpa, il nostro protagonista accetta la sentenza che lo condurrà in carcere a fianco di pregiudicati che scontano reati gravissimi. Da quel momento in poi la sua vita non sarà più la stessa. Per sopravvivere in una prigione popolata da veri e propri criminali, dopo aver assistito a quello che accade ai più deboli, decide in fretta di schierarsi dalla parte dei più forti. Vestirà la maschera di “Money” con la quale inizierà a compiere atti dimostrativi di coraggio e a prestarsi a richieste anche sanguinose da parte dei suoi compagni in modo che acquistando prestigio all’interno della gang della Fratellanza Ariana possa essere protetto e non rischiare, fuori dal carcere, ripercussioni sulla sua famiglia.

La trasformazione del personaggio di Jacob da perfetto uomo d’affari, marito e padre amorevole a criminale senza scrupoli è rapida e assolutamente credibile per lo spettatore. Prendere parte ad atti violenti in nome della Fratellanza, peraltro, costerà a Jacob un allungamento della pena a dieci anni. Con il cuore sempre aperto alla sua famiglia nonostante quello che è diventato, Money tenterà, seppur da lontano, di proteggere i suoi cari. Una volta uscito di prigione sarà un uomo completamente cambiato. Poco prima di uscire, infatti, capisce che non potrà mai essere davvero libero: le severe regole di “sangue” della Fratellanza vanno ben oltre le sbarre del carcere. Inizierà quella che potrebbe definirsi una mortale partita a scacchi con l’agente Kutcher (Omari Hardwich) e lo sceriffo di LA County Sanchez (Benjamin Bratt), mentre la Fratellanza lo costringerà a organizzare uno scambio illegale di armi da fuoco. Se Jacob non rispetterà questo impegno la sua famiglia pagherà…

La scrittura lenta che alterna flashback a scene del presente tiene lo spettatore sul filo del rasoio. Come accade anche nel progressivo svelamento del protagonista attraverso una descrizione fisica, psicologica e caratteriale che lo fanno amare in tutta la sua umanità e disumanità che spesso vanno a braccetto.

Un grande film, drammaticamente vero, mai scontato che tocca le emozioni in purezza.