Scopri la recensione de “L’assassino è all’ultima pagina” di Elena Molini e Fabrizio Luisi, il giallo interattivo ambientato nel mondo dei libri edito da Mondadori
Di cosa parla “L’assassino è all’ultima pagina” e come funziona il suo meccanismo interattivo? È un giallo ambientato nel mondo dei libri in cui una libraia, Margherita, si ritrova a indagare sulla morte di un uomo che appartiene al suo passato. A guidarla c’è un oggetto decisamente insolito: un volume costruito con frammenti e citazioni dei grandi classici. Il dettaglio più interessante è che gli indizi non sono soltanto per Margherita: anche il lettore deve mettersi al lavoro.
Un giallo che trasforma il lettore in investigatore
Bisogna ammetterlo: l’idea alla base de “L’assassino è all’ultima pagina” è una di quelle che incuriosiscono già prima di aprire il libro. Elena Molini, titolare della Piccola Farmacia Letteraria di Firenze e autrice di La Piccola Farmacia Letteraria, questa volta ha lavorato insieme a Fabrizio Luisi, autore e game designer. Il risultato è un romanzo che si muove tra giallo, letteratura ed enigmistica narrativa. La protagonista è Margherita, libraia prossima alla pensione, abituata a stare tra i libri e decisamente poco incline a farsi coinvolgere nei problemi degli altri. Poi arriva la morte di Bartolomeo Scala, un uomo legato al suo passato, e soprattutto arriva un libro molto particolare.
Non è esattamente un libro nel senso tradizionale del termine. È un collage di citazioni, ritagli e frammenti tratti dalla letteratura, costruito per continuare a parlare anche dopo la morte di Bartolomeo. Ed è qui che comincia il gioco.
La trama: seguire gli indizi tra le pagine
Margherita deve capire che cosa si nasconde dietro quel volume e perché sia arrivato proprio nelle sue mani. Per farlo deve mettere insieme citazioni apparentemente scollegate, riconoscere rimandi, interpretare gli indizi e distinguere le piste vere da quelle che sembrano portare da qualche altra parte. La cosa divertente è che il meccanismo non lascia completamente fuori chi legge.
Durante la lettura mi sono ritrovata più volte a cercare di arrivare alla soluzione insieme alla protagonista, tornando mentalmente su un dettaglio o chiedendomi se una determinata frase avesse davvero il significato che sembrava avere. È questo il piccolo salto di prospettiva del romanzo: non si assiste semplicemente all’indagine, la si accompagna. Non è necessario conoscere tutti i classici citati. Chi li riconosce, però, può divertirsi a cogliere un secondo livello, fatto di connessioni e riferimenti letterari.
La recensione: funziona davvero l’esperimento?
La risposta, per me, è sì. Il contributo di Fabrizio Luisi si percepisce soprattutto nella struttura del gioco. Gli indizi sono disseminati nel racconto con la precisione che ci si aspetterebbe da un game designer, ma il romanzo non finisce per diventare un semplice esercizio enigmistico. Il merito è anche di Margherita. È scorbutica, poco accomodante e lontana dalla figura dell’investigatore perfetto. Proprio per questo risulta credibile e, soprattutto, simpatica. Il suo rapporto con la libreria e con i libri dà alla storia un’atmosfera che va oltre il semplice mistero.
Il rischio di un giallo interattivo è che il meccanismo finisca per mangiarsi la storia. Qui non succede, anche se bisogna essere sinceri: è un libro che chiede un lettore disposto a rallentare. Non è una lettura da consumare distrattamente. Alcuni passaggi invitano a fermarsi, tornare indietro e rileggere. E secondo me è proprio questo il suo punto di forza. In un momento in cui siamo abituati a scorrere velocemente anche le storie, “L’assassino è all’ultima pagina” ci costringe a leggere con attenzione (clicca QUI per acquistare su Amazon).
Vale la pena leggere “L’assassino è all’ultima pagina”?
Se amate i gialli classici ma avete voglia di qualcosa di diverso, sì. Soprattutto se per voi un libro non è soltanto una storia da leggere, ma anche un oggetto da esplorare. Le 344 pagine, pubblicate da Mondadori nella collana Gaia, sono un invito a prendersi il proprio tempo e a giocare con gli indizi. Non serve essere esperti di letteratura e non bisogna aver letto tutti i classici che entrano nella storia. Basta avere un po’ di curiosità e, possibilmente, quella sana diffidenza che ogni buon giallo dovrebbe provocare. Perché in questo caso non sono soltanto i personaggi a dover capire chi mente. Anche noi lettori dobbiamo stare attenti a ogni pagina.
Tutto quello che c’è da sapere prima di iniziare la lettura
Trattandosi di un giallo interattivo con un meccanismo narrativo insolito, è naturale che nascano alcune curiosità sull’opera prima di acquistarla. Di seguito abbiamo raccolto le risposte alle domande più frequenti per aiutarti a capire se “L’assassino è all’ultima pagina” è l’enigma letterario che fa per te.
Bisogna conoscere i classici citati nel libro?
No. I riferimenti letterari vengono inseriti nel contesto della storia. Conoscerne alcuni, però, permette di cogliere ulteriori collegamenti.
È un normale thriller?
È soprattutto un giallo con una componente interattiva: il lettore è chiamato a interpretare gli indizi insieme alla protagonista.
Chi è Elena Molini?
È la titolare della Piccola Farmacia Letteraria di Firenze e l’autrice di La Piccola Farmacia Letteraria.
Quante pagine ha L’assassino è all’ultima pagina?
Il volume conta 344 pagine ed è pubblicato da Mondadori nella collana Gaia.
Chi ha scritto il libro?
È scritto da Elena Molini e Fabrizio Luisi, che porta nel progetto la sua esperienza come game designer.