Esce il 7 giugno distribuito da Universal Pictures, Jurassic World: Il regno distrutto, l’ultimo capitolo della più famosa saga giurassica con Chris Pratt e Bryce Dallas Howard diretto dal regista spagnolo Juan Antonio Bayona. Trama, trailer e recensione

Jurassic World: Il regno distrutto recensioneJurassic World: Il regno distrutto, nuovo capitolo della dinosaga iniziata nel lontano 1993 da Steven Spielberg, prende le mosse tre anni dopo la distruzione del parco a tema voluto da John Hammond a Isla Nublar: Jurassic World per mettere i dinosauri in gabbia trasformandoli in attrazione per famiglie; progetto miseramente fallito a causa dello spaventoso Indominus Rex. Infatti, evaso dal suo recinto aveva seminato il panico nel parco facendo scappare le creature preistoriche dalle gabbie e fuggire via dall’isola gli esseri umani.

I dinosauri sopravvissuti ora vivono liberi nella giungla di Isla Nublar, ma un’altra grave minaccia sta per provocarne una seconda estinzione. Il vulcano dormiente dell’isola si sta risvegliando. Così la fondazione proprietaria di Jurassic World mette in atto una missione di salvataggio per cercare di portare in un luogo sicuro più specie possibili avvalendosi, visto i tempi strettissimi, anche dell’ex addestratore di velociraptor Owen Grady (Chris Pratt) e la vecchia responsabile del parco Claire Dearing (Bryce Dallas Howard). Ma una volta arrivati sull’isola i due si accorgono di essere, in realtà, le ignare pedine di un piano diabolico che non ha l’obiettivo di salvare i dinosauri, ma bensì di portarli nel mondo civilizzato per venderli a miliardari senza scrupoli, esponendo così l’umanità ad un pericoloso e caotico ritorno al passato. Claire e Owen, inizieranno così una corsa contro il tempo per cercare di sabotare il catastrofico piano e salvare il futuro dell’umanità. Ad aiutarli nell’impresa il timido e pavido Franklin Webb (Justice Smith), un brillante membro del Dinosaur Protection Group, poco avvezzo all’azione ma un vero asso informatico e la Dottoressa Zia Rodriguez (Daniella Pineda), una esperta paleo-veterinaria.

Sicuramente la prima impressione che si può avere leggendo la trama è “niente di nuovo sotto al sole”! E in effetti per quanto riguarda la storia è così. La grande differenza l’ha fatta il regista, Juan Antonio Bayona, che, nonostante abbia dovuto seguire una pista già battuta, è riuscito con il suo stile ad imprimere degli elementi di novità che rendono, secondo me, Jurassic World: Il regno distrutto, il più ricco di suspence e thrilling del franchise.

Suspence che lo spagnolo costruisce sin dal primo minuto facendola poi crescere sapientemente per tutta la durata del film, spaziando tra i vari generi: dal disaster movie al thriller arricchito da venature horror amplificate dalle musiche di Michael Giacchino, perfettamente integrate con lo stile di Bayona, e dalla passione del regista per ombre e riflessi il cui utilizzo si dimostra fondamentale soprattutto nell’ultima parte del film. E che lo rendono non proprio adatto a bambini troppo piccoli o facilmente impressionabili.

Così facendo, Bayona riesce (anche senza dare l’effetto “wow” del primo Jurassic Park) comunque a rapire totalmente lo spettatore, trascinandolo in un’avventura in grado di togliere il fiato anche con punte di sano terrore, gestendo una sceneggiatura “difficile” e contribuendo ad aprire un varco, magari su nuove strade, per la continuazione del franchise.