Un caffè con... Antonio Martino

Un caffè con… Antonio Martino

Incontriamo Antonio Martino in una mattina di sole, mentre Roma è illuminata dalle lucine natalizie. Antonio è uno stilista con personalità da vendere, impossibile non accorgersene già dalle prime battute. Insegnante presso l’Accademia del Lusso, di recente l’abbiamo notato anche su RaiDue alla trasmissione televisiva “Detto Fatto”. Abbiamo sospirato (in tantissime) dinnanzi ai suoi abiti, uno in particolare, quello indossato con grazia da Simona Molinari, in occasione dell’ultimo Festival di Sanremo.

Facciamo fatica a venire al dunque con le consuete domande. Con lui è fin  troppo facile scivolare in una chiacchierata ricca di spunti, tra un sorso di caffè e qualche goloso dolcetto. E’ questa la parte più interessante di un’intervista: incrociare persone, professionisti che ti arricchiscono, che ti lasciano qualcosa anche dopo l’incontro.

Ma veniamo alle domande, veniamo ad Antonio Martino…

Antonio lo stilista è un mestiere sognato da tanti. Cosa consiglieresti ai ragazzi che vogliono intraprendere proprio il tuo lavoro?

“Studiare.” – Ci dice con un sorriso e un verbo che lascia poco scampo ad altri fronzoli. – “Bisogna studiare e fare attenzione durante gli anni in cui si frequentano le scuole superiori. E’ un’età nella quale si pensa più a divertirsi, piuttosto che ad apprendere tutto quello che ti offrono gli insegnanti proprio in quegli anni”.

Quando hai compreso che la moda, doveva essere il tuo mondo?

“E’ una passione che ho dentro da quando ero bambino, da quando avevo quattro anni. Fin da piccolo immaginavo per me tre generi di lavoro: l’astronuata, lo scienziato o lo stilista! Da allora non ho mai cambiato idea sul mio percorso, quando da grande ho incrociato qualche delusione e mi dicevo di non voler più continuare, accadeva sempre qualcosa che mi riportava proprio su questa strada, su questo percorso. Giusto per portare un esempio:  il grande successo di Sanremo è arrivato proprio dopo una delusione.”

A proposito di Sanremo e del grande successo che ha riscosso il tuo abito indossato da Simona Molinari, raccontaci come nasce…”.

“Quell’abito nasce proprio per Simona. La casa discografica voleva qualcosa di glamour ma senza esagerare, per non far passare la sua voce in secondo piano e affiancare Rubino nel modo migliore. Secondo me invece era il momento di osare, di mettere al centro dell’attenzione anche la bellezza e la femminilità. Così abbiamo concordato insieme quello stile, tra me e Simona c’è molta sinergia. Lei quando sale sul palco si trasforma: è una dea dell’eleganza, rimango sempre incantato.”

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Simona Molinari a Sanremo, in un abito di Antonio Martino

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Simona Molinari, Renzo Rubino

Tra voi ci sembra di intuire un grande rapporto umano, oltre che professionale, è così?

“Sì. Ogni volta che lei canta è come se cantassi anch’io con lei. Anche per lei è un po’ così: quando riceve un complimento, quando le dicono “come sei bella”, mi racconta che lo associa a me, al mio lavoro. Io e lei siamo una squadra, abbiamo una grande empatia, quando aspetta una bella notizia è come se la stessi aspettando anch’io. Sfortunatamente ci vediamo poco, ma quando possiamo stiamo molto bene insieme.”

Non tutte le donne hanno la fortuna di avere uno stilista per amico, ci daresti qualche consiglio per valorizzare le diverse fisicità?

“Io dico sempre che è una questione di centimetri. E’ questo il segreto per valorizzare la propria fisicità. Ad esempio, se una silhouette non è troppo slanciata, si cerca di creare la famosa forma a clessidra, mettendo in evidenza punto vita, spalle, fianchi. In questo gioco di centimetri, hanno un ruolo cruciale anche le lunghezze; se un vestito è troppo lungo basta togliere due centimetri ad un abito per far sembrare chiunque una  “stangona”! Persino l’abito a sirena, non è affatto vero che chi è bassa di statura non può indossarlo. Dipende da dove parte la sirena: se si è alte 1,80 si farà partire dal ginocchio, se si è alte 1,70 partirà a metà coscia. Sta qui la bravura dello stilista!”

Delle volte a causa della crisi e tempi serrati non è facile essere impeccabili in fatto di stile: c’è qualcosa che nell’armadio di ogni donna non dovrebbe proprio mancare?

“La personalità. Metti un jeans, una scarpa adatta e sei perfetta così. Lo stilista può aiutarti a tirar fuori il tuo carattere. Io faccio quello che so fare, poi sei tu che devi tirar fuori chi sei davvero. Se hai stile è perché hai un certo spessore, che ti sei creata negli anni con la cultura, l’esperienza…. Tutti vogliono essere particolari e nessuno vuole essere se stesso.”

Ultimissima domanda, ormai inevitabile nelle nostre interviste alla caffeina…

Antonio come prendi il caffè?

“Lo prendo dolce quanto basta”.

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