Dal 7 aprile è disponibile nei negozi digitali “Di questo parlo io”, l’emozionante nuovo album d’inediti di Ilaria Porceddu (LineaDue, distribuzione Pirames International) prodotto da Clemente Ferrari e Francesco De Benedittis

Ci sono voluti quattro anni perché Ilaria Porceddu, cantautrice sarda, tornasse alla ribalta con il suo nuovo album “Di questo parlo io” uscito il 7 aprile scorso e prodotto da Clemente Ferrari e Francesco De Benedittis. La cantautrice iniziò la sua carriera ufficiale con la partecipazione al talent “Xfactor” nel 2008 nella squadra di Mara Maionchi che puntualmente, a ogni esibizione del giovane talento, si commuoveva. E, per chi ha seguito la carriera di questa ragazza, così continua a essere: i brani del nuovo album hanno una potenza tale che non possono non commuovere o lasciare sulla pelle piccoli brividi.

Nel 2013 la Porceddu si classifica seconda a Sanremo tra le “Nuove Proposte” con il pezzo “In equilibrio”. Poi il buio, probabilmente necessario, come racconta oggi in più interviste la cantautrice stessa, a ricomporre faticosamente pezzi di sé e a portare alla luce una nuova Ilaria, più matura e sicura di quale sia la sua identità.

L’album propone due pezzi in dialetto sardo: “Sas arvures” e “Lu cor’ aggiu”. Il primo è simbolo di quello che Ilaria dice essere diventata: un albero, anzi, meglio, una “arvure”, con radici ben piantate nel terreno ma con le fronde al vento, ovvero pronta a “volteggiare” a seconda dei cambiamenti che la vita ti propone man mano. Accanto a questi brani di matrice tradizionale ne troviamo altri più pop, come il duetto con Max Gazzè, “Tu non hai capito” e “C’est l’amour”.

Ilaria Porceddu durante la presentazione dell’album al “Memo Music Club” di Milano

Nella tracklist dell’album anche il brano “Sette Cose”, scritto da Francesco De Benedittis e Antonio Toni. Una canzone dalle preziose soluzioni melodiche e armoniche, che si distingue anche per le sonorità raffinate ed eleganti che valorizzano appieno le qualità vocali di Ilaria Purceddu. Questo è il video diretto da Tiziano Russo:

7 regole che governano il semplice e universale rincorrersi in amore – racconta Ilaria Porceddu – Queste regole coincidono con 7 dei miei difetti che consapevolmente ammetto di avere, a me stessa e alla persona che ho perso. Quindi anche l’amore è imperfetto… come noi.

Il brano “Eva si fa fare” è un chiaro omaggio a Fabrizio De André di “Bocca rosa”, da sempre punto di riferimento per Ilaria. Nell’album emergono poi arrangiamenti più elettronici come in “Di questo parlo io” e altri brani, invece, dal “respiro” orchestrale, come “Tabula rasa” o “Lisa”, uno struggente omaggio alla nonna.