Scopri trama, recensione, analisi del personaggio del signor Pi e opinioni su “Il sole nelle pozzanghere” romanzo di Matteo Bussola edito da Einaudi
Di cosa parla “Il sole nelle pozzanghere” di Matteo Bussola e vale la pena leggerlo? Sì, soprattutto se si ama una narrativa intima, fatta di ricordi, incontri e sentimenti raccontati sottovoce. Il protagonista è il signor Pi, un rigattiere convinto che ogni oggetto conservi qualcosa della persona che lo ha posseduto. Nel suo negozio arrivano cose vecchie, apparentemente senza più valore. E insieme a loro arrivano storie, solitudini e frammenti di vita.
Il signor Pi e il negozio delle cose perdute
Il signor Pi è uno di quei personaggi che sembrano esistere da sempre. Gestisce il suo negozio con una calma quasi ostinata e osserva gli oggetti con un’attenzione che gli altri hanno ormai dimenticato. Per lui una cosa usata non è semplicemente una cosa usata. Una sedia, un giocattolo, un libro o un oggetto dimenticato possono raccontare molto di chi li ha tenuti con sé. Basta saperli guardare. È proprio questa l’idea su cui Matteo Bussola costruisce “Il sole nelle pozzanghere”: dietro ciò che consideriamo vecchio, inutile o rotto può esserci una memoria che aspetta soltanto qualcuno disposto ad ascoltarla. Attorno al negozio del signor Pi si incontrano persone diverse, ciascuna con il proprio piccolo carico di nostalgia. Entrano per vendere o lasciare qualcosa e finiscono, in qualche modo, per ritrovare una parte di sé.
La trama: gli oggetti raccontano chi siamo
La trama di “Il sole nelle pozzanghere” non procede attraverso grandi colpi di scena. Il vero movimento del romanzo è interiore. Bussola accompagna il lettore attraverso gli incontri del signor Pi e le storie che prendono forma nel suo negozio. Gli oggetti diventano così una porta d’accesso ai ricordi e ai rapporti tra le persone: amori, perdite, rimpianti, affetti che resistono al tempo. È una struttura semplice, ma efficace al punto da portare il lettore a divorare una pagina dietro l’altra senza riuscire a smettere, proprio come succede con un invitate cesto di cilieg. E soprattutto molto coerente con il modo in cui Bussola guarda da anni alla fragilità dei legami.
La mia recensione di “Il sole nelle pozzanghere”
Leggendo questo romanzo ho avuto più volte la sensazione che Bussola non avesse bisogno di inventare un mondo particolarmente complicato. Gli basta fermarsi sulle persone. È probabilmente questo il pregio maggiore del libro. “Il sole nelle pozzanghere” non cerca di stupire a tutti i costi: preferisce emozionare attraverso dettagli piccoli, conversazioni e oggetti che improvvisamente acquistano un significato diverso. Il rischio, con una storia costruita sulla delicatezza, è quello di scivolare nel sentimentalismo. Bussola ci va vicino in alcuni passaggi, ma riesce generalmente a mantenere quella misura che rende la lettura piacevole.
Le 168 pagine aiutano. Il romanzo è breve e si legge rapidamente, ma non dà l’impressione di essere stato allungato per diventare qualcosa che non voleva essere. Anzi, la sua dimensione contenuta è parte del suo fascino e lo rende perfetto per chi cerca una lettura capace di lasciare un segno nella mente e nel cuore anche dopo essere arrivati all’ultima parola.
Un nuovo capitolo nella narrativa di Matteo Bussola
“Il sole nelle pozzanghere”, pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero, è un romanzo che si inserisce con naturalezza nella produzione di Matteo Bussola. Ancora una volta l’autore torna a parlare di ciò che accade tra le persone: della difficoltà di lasciarsi andare, della memoria, della necessità di sentirsi visti e della possibilità di trovare qualcosa di prezioso proprio dove avevamo smesso di cercarlo. Per chi conosce già Bussola, è un territorio familiare. Per chi non lo ha mai letto, può essere un buon punto di partenza.
La mia opinione
Ho chiuso “Il sole nelle pozzanghere” con una sensazione precisa: quella di aver letto una storia piccola soltanto in apparenza. Il signor Pi raccoglie oggetti che gli altri hanno lasciato andare. Bussola, invece, raccoglie le emozioni che quegli oggetti si portano dietro. E forse è proprio qui che sta il senso del titolo: anche nelle pozzanghere, se ci si ferma a guardare, può comparire un po’ di sole (clicca QUI per acquistare il libro edito da Einaudi su Amazon).
“Il sole nelle pozzanghere” in sintesi
Quante pagine ha Il sole nelle pozzanghere?
Il romanzo ha 168 pagine ed è pubblicato da Einaudi Stile Libero al prezzo di 17,50 euro.
È adatto a chi non ha mai letto Matteo Bussola?
Sì. È un romanzo autoconclusivo e non richiede la conoscenza delle opere precedenti.
Qual è il genere?
È narrativa italiana contemporanea, con un tono intimo, delicato e malinconico.
Chi è Matteo Bussola?
È uno scrittore, fumettista e illustratore italiano. Tra i suoi libri figurano Notti in bianco, baci a colazione, Il rosmarino non capisce l’inverno e Un buon posto in cui fermarsi.