Dal 28 giugno Yorgos Lanthimos porta al cinema il suo ultimo incubo, con Il Sacrificio del Cervo Sacro, premiato a Cannes 2017 con il prestigioso Prix du scénario. Trama, trailer e recensione in anteprima

Il Sacrificio del Cervo SacroCon Il Sacrificio del Cervo Sacro, Yorgos Lanthimos si espone coraggiosamente su tematiche di importanza radicale e senza soluzioni preconfezionate: il senso di colpa, l’ipocrisia borghese, la necessità della scelta e un passato sconvolgente che ricade sul presente con effetti devastanti, ma questi sono soltanto alcuni degli aspetti che emergono da questo lavoro.

I protagonisti del set Colin Farrell e Nicole Kidman, rispettivamente nel ruolo del Dottor Murphy, noto cardiochirurgo e Anna sua moglie non sono nuovi come coppia cinematografica, ricordiamo di recente infatti la loro splendida interpretazione nel recentissimo film L’inganno e anche in quest’ultimo capolavoro non ci hanno affatto deluso nei panni della perfetta famiglia borghese.

Entrambi medici, felici ed innamoratissimi, hanno una vita agiata e ricca di soddisfazioni, al loro fianco due splendidi figli un maschietto ed una femminuccia, la maggiore ormai adolescente.

Un giorno Steven (Colin Farrell) stringe amicizia con Martin, un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice.

Quando il ragazzo viene presentato alla famiglia, tutto ad un tratto, cominciano a verificarsi eventi sempre più inquietanti, che progressivamente mettono in subbuglio tutto il loro mondo, costringendo il Dottor Murphin a compiere un sacrificio sconvolgente per non correre il rischio di perdere tutto.

Ognuno dei protagonisti dovrà sperimentare l’angoscia, il senso di colpa e il dolore della scelta, spingendosi oltre ogni limite.

La rabbia e la colpa di un uomo costretto alla più terribile delle scelte delineeranno i tratti di un nuovo volto, quello del tormento e dello smarrimento.

Il regista con sapiente abilità pur con pochi accenni è riuscito a delineare minuziosamente evoluzioni e dinamiche emotive di ogni singolo personaggio in relazione con gli altri, evidenziandone il punto debole e quello di forza all’interno del nucleo familiare.

Aspetti individuali sono emersi per ogni membro della famiglia che pare abbia frantumato la bolla protettiva in cui tutti credevano di trovarsi, quel posto sicuro e inviolabile che si chiama famiglia per ritrovarsi esseri fragili e spietati gli uni di fronte agli altri, senza distinzione tra genitori e figli.

La razionalità che sopraggiunge all’amore incondizionato, la disperazione che mangia l’altro chiunque esso sia, l’amore per i figli visto forse per la prima volta con occhi estranei e lucidi, una nuova , forse inconcepibile per molti, visione della sopravvivenza.

Un altro aspetto emerge costantemente nel film e mi ha colpito molto, forse il regista non voleva passasse inosservato il senso di responsabilità di una professione sacra come quella del medico, dove l’errore pur essendo umano spesso è terribilmente impunito e dove il senso di colpa è celato dietro ipocrisie mascherate dove il fato eclissa la negligenza.

Una sola persona può frantumare, impattare, manipolare e cambiare la vita ad altre con un solo soffio, siamo creature fragili e l’unica cosa per la quale siamo disposti a lottare è la sopravvivenza a qualsiasi costo, dunque la manipolazione e il panico risultano armi letali.

Cari lettori so di non avervi raccontato molto, ma credetemi l’ho fatto per voi, perché Il Sacrificio del Cervo Sacro, è un film sconvolgente, pugnalante, che muove gli istinti più profondi e con essi riflessioni che potrebbero sconvolgere la vostra coscienza. Ma non aggiungerò altro per non rovinarvi la sorpresa e vi inviterò solo ad andarlo a vedere.