Il classicista di Oxford rilegge Omero come un romanzo vertiginoso: Scopri la recensione de “Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini”, Garzanti
Cosa aggiunge “Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini” alla lettura tradizionale dell’Odissea? Innanzitutto un cambio di prospettiva. Gardini non propone una nuova traduzione integrale del poema di Omero, ma lo racconta alternando il racconto della storia, il commento critico e la propria traduzione di alcuni passaggi. Il risultato è un libro che prova a restituire all’Odissea qualcosa che spesso perdiamo tra banchi di scuola e interrogazioni: il piacere di una grande storia.
L’Odissea come un romanzo
Leggendo “Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini”, edito da Garzanti, ho avuto proprio questa impressione: per qualche ora Ulisse ha smesso di essere il protagonista di un classico da studiare ed è tornato a essere un personaggio da seguire. Gardini ripercorre la vicenda del re di Itaca partendo dal suo viaggio, dagli incontri e dalle prove che lo separano dalla casa. Ci sono naturalmente Telemaco e Penelope, il viaggio di Ulisse, Nausicaa, Polifemo, Circe, le Sirene e tutti quegli episodi che abbiamo imparato a conoscere molto prima di capire davvero perché siano rimasti così potenti nel tempo. Il punto non è soltanto raccontare cosa succede. È fermarsi sui personaggi, sulle loro reazioni, sui gesti e sulle parole di Omero, mostrando quanto ci sia di moderno nella costruzione di questa storia.
La recensione: tornare a Omero senza la paura del classico
La scelta di Gardini è personale e, proprio per questo, interessante. L’autore tratta Omero come un vero autore, qualcuno che costruisce consapevolmente una storia, lavora sui personaggi e sa come tenere il lettore dentro il racconto. È una prospettiva che può far discutere, soprattutto per chi arriva all’Odissea attraverso una lettura più strettamente filologica. Ma il libro non nasce per sostituire gli studi classici: vuole piuttosto aprire una porta. E quella porta funziona.
Gardini ha il raro pregio di possedere una conoscenza enorme della materia senza trasformarla in una dimostrazione di bravura. È docente di Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford e ha già lavorato sulla divulgazione della classicità con libri come Viva il latino e Con Ovidio. Qui porta la stessa capacità di racconto dentro il poema omerico.
La parte che ho trovato più interessante è proprio quella in cui il racconto lascia spazio al testo. Le traduzioni dei brani scelti permettono di rallentare e osservare meglio quello che è appena successo. È lì che ci si accorge che dietro una storia conosciuta quasi a memoria ci sono dettagli, immagini e sfumature che a scuola avevamo probabilmente lasciato passare (clicca QUI per acquistare il libro su Amazon)
Serve aver letto l’Odissea?
No, ed è forse uno dei motivi per cui questo nuovo libro di Nicola Gardini può interessare anche chi con i classici ha sempre avuto un rapporto complicato. Non serve ricordare la genealogia degli dèi, conoscere il greco antico o aver affrontato l’Odissea prima di aprire il libro. Gardini costruisce il percorso insieme al lettore. Chi invece l’Odissea l’ha già letta troverà un’altra cosa: la possibilità di guardare una storia familiare da una distanza diversa. Perché Ulisse, alla fine, non è soltanto l’uomo che vuole tornare a casa. È anche l’uomo che continua a cercare, che cambia attraversando il viaggio e che, una volta tornato, deve capire se quella casa esiste ancora nel modo in cui la ricordava.
Il più bel romanzo del mondo: vale la pena leggerlo?
Per me sì, soprattutto se si cerca un modo accessibile ma non superficiale per riscoprire Omero. “Il più bel romanzo del mondo” non è una traduzione integrale dell’Odissea e non pretende di esserlo. È piuttosto un incontro guidato con il poema: una narrazione che rende nuovamente visibili la trama e i personaggi e, allo stesso tempo, invita a tornare alle parole originali attraverso i passaggi tradotti e commentati. È un libro di divulgazione classica, ma non ha il tono del manuale. E forse il suo merito più grande è proprio questo: ricordarci che prima di diventare materia di studio, l’Odissea era una storia da ascoltare. Una storia di viaggio, desiderio, paura, nostalgia e ritorno. E dopo migliaia di anni, continua a funzionare.
Domande frequenti su “Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini“
Prima di immergersi nella lettura, emergono spesso alcuni dubbi sulla struttura del libro o sulla preparazione necessaria per affrontarlo. Per aiutarti a capire se è il titolo giusto da aggiungere alla tua libreria, abbiamo raccolto qui le risposte alle curiosità più comuni sull’opera di Nicola Gardini.
È una nuova traduzione integrale dell’Odissea?
No. Nicola Gardini alterna racconto e analisi critica a traduzioni parziali dei passaggi più significativi del poema.
Bisogna aver letto l’Odissea prima?
No. Il libro è pensato anche come introduzione accessibile all’opera di Omero e può essere letto autonomamente.
Chi è Nicola Gardini?
È docente di Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford e autore di numerosi libri dedicati alla letteratura e alla classicità, tra cui Viva il latino e Con Ovidio.
Che tipo di libro è Il più bel romanzo del mondo?
Si colloca tra saggio, divulgazione e racconto letterario: non sostituisce l’Odissea, ma propone un modo nuovo e personale per avvicinarsi al poema e ai suoi personaggi.