il museo del prado recensioneUn nuovo appuntamento del progetto la Grande Arte al Cinema è in arrivo nelle sale italiane. Solo per tre giorni, il 15, 16, 17 aprile sarà possibile ammirare il docu- film IL MUSEO DEL PRADO – La Corte delle meraviglie, diretto da Valeria Parisi, con la sceneggiatura di Sabina Fedeli e della stessa Parisi e il soggetto di Didi Gnocchi. La pellicola, prodotta da NEXO DIGITAL e 3D PRODUZIONI in collaborazione con il Museo del Prado, SKY ARTE e A CONTRACORRIENTE e il sostegno di INTESA SANPAOLO, annovera la partecipazione straordinaria del Premio Oscar JEREMY IRONS che accompagnerà gli spettatori alla scoperta di un patrimonio di bellezza e di arte.

Il fil rouge che sta alla base di questo docu-film è rappresentato dalla volontà di raccontare i capolavori del PRADO, i grandi maestri che li hanno realizzati, i re che li hanno raccolti ma anche l’ispirazione europea e libertaria che sta a fondamento di una istituzione che rappresenta uno scrigno di tesori e di storie.

Raccontare il PRADO nel suo duecentesimo anniversario (19 novembre 1919), significa narrare le vicende storiche non solo di questi ultimi duecento anni ma addirittura di sei secoli di storia. La vita della collezione di opere del PRADO prende avvio con la nascita della Spagna in quanto nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo. Essa comprende capolavori straordinari che raccontano la storia della Spagna e di un intero continente. Le 1700 opere esposte e oltre 7000 conservate fanno di questo museo uno dei templi dell’arte mondiale, luogo di memoria e specchio del presente, dove si raccontano le storie di re e regine, dinastie, guerre, vittorie e sconfitte. Ma vi si narra, inoltre, la storia emozionale degli uomini e delle donne di ieri e di oggi che hanno intrecciato e intrecciano la loro vita a quella di questo magico luogo, regnanti, pittori, artisti, architetti, collezionisti, curatori, intellettuali e visitatori.

La storia del PRADO è la storia di un periodo di grande mecenatismo e dell’amore dei monarchi spagnoli per i grandi maestri, quali GOYA, presente nel museo con più di 900 opere, la cui arte fu fonte di ispirazione per molto artisti moderni: PICASSO si ispirò al dipinto 3 MAGGIO 1808, dipinto che narra l’effetto della rivolta degli spagnoli contro l’esercito francese e che diventerà simbolo di tutte le guerre, per dipingere Guernica. Anche Dali’ e Garcia Lorca subirono il fascino del museo e addirittura lo scrittore e pittore Antonio Saura vi tornò continuamente ed ebbe a definirlo “un tesoro di intensità”.

Che cosa è stato il MUSEO DEL PRADO in questi duecento anni, che cosa è oggi e che cosa continuerà a rappresentare per le generazioni future questo museo vivo, questo museo che è stato un faro per tutti gli spagnoli nei momenti duri della dittatura e una patria a cui tornare per artisti e intellettuali in esilio? A questa domanda tentano di rispondere le autrici della pellicola, raccontandoci non solo la bellezza formale e il fascino delle opere esposte al PRADO ma cercando di farci comprendere l’attualità dei temi trattati nelle opere, che sono in grado di narrare attraverso la storia dell’arte anche quella della società, con ideali, pregiudizi, i vizi, le virtù, le nuove concezioni, le scoperte scientifiche, le mode e la psicologia umana.

IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE non racconta solo la straordinarietà delle opere d’arte, che in ogni caso sono il fulcro centrale del film, ma anche il paesaggio delle architetture reali, teatro e custodi della nascita e dello sviluppo delle collezioni. Esse rappresentano un patrimonio universale che comprende le opere di VELASQUEZ, RUBENS, TIZIANO, MANTEGNA, BOSCH, GOYA, EL GRECO conservate al PRADO ma anche l’Escorial, il Palazzo Reale di Madrid, il Convento de Las Descalzas Reales, il Salon de Reinos.  Una continua contrapposizione tra interni ed esterni, quadri e palazzi, pennellate e giardini che ci riporta alla storia della nascita del museo.

Nel 1785 Carlo III di Borbone diede l’incarico all’architetto di corte Juan de Villanueva di disegnare un edificio per ospitare il Gabinete de Historia Natural, non lo diventerà mai, e verrà trasformato nel Museo che ammiriamo oggi. Passeggiare attraverso le sue sale significa lasciarsi stupire, rimanere estasiati di fronte a tanta bellezza,  davanti  a capolavori come LA DEPOSIZIONE di VAN DER WEYDEN,  L’ADAMO ED EVA di TIZIANO, le pitture nere dell’ultimo GOYA, LES MENINAS di VELASQUEZ, le figure ritorte,  allungate e fuori dagli schemi di EL GRECO, IL GIARDINO DELLE DELIZIE di  BOSCH, o l’opera della fiamminga CLARA PEETERS, che dipinse  dei micro autoritratti all’interno delle sue tele per rivendicare il ruolo femminile dell’arte.

Ne IL MUSEO DEL PRADO – LA CORTE DELLE MERAVIGLIE alla narrazione d’arte si affiancherà, quindi, lo studio dell’architettura e l’analisi di materiali d’archivio che verrà punteggiata dalle testimonianze dei vari esperti del Museo attraverso interessanti e sorprendenti interviste.

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