Trama, trailer e recensione in anteprima de I Villeggianti film diretto da Valeria Bruni Tedeschi con Valeria Golino e Riccardo Scamarcio. Dal 7 marzo al cinema distribuito da Lucky Red

i villeggianti recensioneI Villeggianti, segna la terza prova alla regia di Valeria Bruni Tedeschi. Ne sono interpreti, oltre alla regista, i due attori italiani Valeria Golino e Riccardo Scamarcio e il grande attore francese Pierre Arditi. La pellicola è coprodotta da Ad Vitam Production, Ex Nihlo, Bibi Film TV con Rai Cinema, NJJ Entertainment e France 3 Cinema con la partecipazione di France Television, Canal+, CINE+ e distribuito in Italia da Lucky Red.

La storia si svolge Costa Azzurra, all’interno di una enorme proprietà che sembra essere sospesa fuori dal tempo e protetta dalle brutture del mondo. Anna arriva in questo paradiso per trascorrere, insieme a sua figlia, qualche giorno di vacanza con la sua famiglia, i loro amici e il personale di servizio. Ma è proprio qui, circondata da tanta e variegata umanità che la donna dovrà gestire le conseguenze della sua recente separazione e al contempo dedicarsi alla scrittura del suo prossimo film. Nascono,  in questo clima, rapporti di supremazia, paure e desideri nascosti dietro eccessi di risa, di rabbia e di malcelati  segreti. Ciascuna di queste persone si trova a far i conti con la propria solitudine, con i propri desideri e con i propri amori, provando con tutte le proprie forze a tapparsi le orecchie per non sentire i rumori provenienti dal mondo esterno, per ignorare l’inesorabile scorrere del tempo, la morte che si aggira minacciosa nei paraggi.  Ciascuno infondo è solo a sondare il mistero della propria esistenza.

Il motivo ispiratore de I Villeggianti è, principalmente, come in tutti i film della Bruni Tedeschi, l’autobiografia. In questo caso la scrittura della sceneggiatura parte da un sogno fatto dalla regista riguardante il fratello morto da qualche anno in cui egli proibisce esplicitamente alla sorella di girare un film riguardante la loro famiglia. Ma il bisogno di raccontare ha prevalso su tutto e la storia ha preso forma nonostante la difficoltà di lavorare con un materiale autobiografico, perché alla fine descrivere i personaggi con una sorta di crudeltà di fondo li rende più umani fino a suscitare una sorta di empatia nello spettatore. Oltre alla propria storia familiare, altre fonti di ispirazione per la regista sono stati un filmino in super 8, mostrato da suo fratello prima di morire, girato dagli ex proprietari della casa in Costa Azzurra dove la regista è solita trascorre le vacanze e due pièce teatrali: una di Goldoni “La trilogia della villeggiatura” e una di Gorkij “I Villeggianti”. Soprattutto Cechov e la sua visione del mondo sono alla base della vita e di conseguenza dell’opera della regista che fa suoi i personaggi dello scrittore russo a tal punto da venirne contagiata e addirittura utilizzandoli come lente di ingrandimento per osservare meglio la propria vita.

Il film è stato girato con due macchine da presa per evitare campi e controcampi e per riuscire a cogliere momenti inattesi e scene rubate lasciando agli attori, sia professionisti che presi dalla strada, la libertà di muoversi e di modificare le scene a loro piacimento.

Andando a vedere questo film avrete ben chiaro e converrete con ciò che diceva Cechov: “Nella vita non ci sono cose a effetto, ne soggetti ben distinti: tutto è mescolato, la profondità e la meschinità, il tragico e il ridicolo”.