Trama, trailer e recensione in anteprima de “I migliori giorni”, l’omaggio alla “commedia” all’italiana di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno. Dal 1° gennaio al cinema con Vision Distribution

I migliori giorniEsce oggi nelle sale cinematografiche italiane il film corale “I migliori giorni”, diretto da Edoardo Leo e Massimiliano Bruno, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, in collaborazione con Italian International Film, Vision Distribution e Sky.

La pellicola vanta un cast molto ricco, che oltre ai due registi, comprende Luca Argentero, Anna Foglietta, Max Tortora, Valentina Lodovini, Greta Scarano, Claudia Gerini, Paolo Calabresi e Stefano Fresi. Questo film, diviso in quattro episodi, è una commedia amara, che spoglia le festività del loro lato stucchevole, ponendo lo spettatore nella condizione di riflettere sulla realtà contemporanea, grazie a un racconto ironico e al contempo impietoso.

La trama si dipana attraverso le quattro festività più rappresentative per la nostra società: Natale, Capodanno, San Valentino e l’8 marzo. Siamo alla vigilia di Natale e una deputata, in procinto di preparare il cenone per la sua famiglia, marito, figlia e i suoi due fratelli, decide di invitare il segretario del suo partito, da poco rimasto vedovo, sperando che le possa tornare utile per la carriera. La cena, però, si trasformerà in un duro confronto tra i due fratelli, pro-vax e no-vax, molto diversi e da sempre rivali, simili però nell’incapacità di affrontare le difficoltà della vita.

A Capodanno, invece, un imprenditore coinvolto in un’inchiesta per una grave evasione fiscale, prende la decisione di ripulire la propria immagine, passando insieme alla sua famiglia l’ultima notte dell’anno servendo il cenone ai senzatetto in una mensa per i poveri. Qui avrà la sfortuna di incontrare una vecchia conoscenza decisa a vendicarsi per un torto subìto, utilizzando i segreti del faccendiere e della sua famiglia. Arriva poi San Valentino, festa che una coppia di lunga data, si appresta a celebrare come di consuetudine, se non fosse che la tranquillità del loro stanco menage, verrà sconvolta da amanti, oggetti del desiderio proibiti e amori paralleli.

L’8 marzo, festa della donna, una celebre anchorwoman, con seri problemi familiari, si trova coinvolta suo malgrado, in una bufera mediatica della quale è responsabile solo in minima parte. Il suo team, composto esclusivamente da uomini, ha la pretesa che se ne faccia carico completamente, perché in quanto donna riuscirebbe a far calmare le acque. Ricatti, manipolazioni e minacce faranno sì che “la donna che si batte per le donne” riesca a risolvere la situazione a suo vantaggio solo comportandosi come il peggiore degli uomini.

Il film diretto da Leo e Bruno non è la solita commedia natalizia, ma rappresenta uno spaccato della nostra società, puntando il dito contro ogni ipocrisia e contro gli obblighi sociali imposti dalle feste. Feste che hanno la capacità di mettere a dura prova la pazienza e la sopportazione di molte persone, e che innumerevoli volte sono il fattore scatenante di tensioni latenti nel resto dell’anno. In particolare, la pellicola non è una commedia nell’accezione classica del termine, in quanto priva di conclusione a lieto fine.

Tutti i personaggi subiscono la pressione sociale alla forzata felicità e alla condivisione che viene imposta dalle festività, in contrapposizione alla verità dei rapporti umani, molti dei quali sono spesso difficili e non risolvibili, in particolare in questi periodi. Come viene detto nel primo episodio del film, “la verità è che ci siamo incattiviti, come tutti. Ci siamo inariditi”.