Arriva il 25 luglio al cinema Hereditary – Le radici del male, primo lungometraggio del regista Ari Aster. Un dramma familiare trasformato in un horror operistico. Trama, trailer e recensione in anteprima

hereditary - le radici del male recensioneIl 25 luglio debutta nelle sale cinematografiche il primo film del regista Ari Aster, fino ad ora impegnato nella realizzazione di cortometraggi prevalentemente basati sui rituali e sui traumi familiari. Hereditary – Le radici del male è incentrato proprio su queste sue esperienze registiche dalle quali attinge per sviluppare la trama che, con l’aiuto di una eccellente fotografia, rievoca alcuni classici degli anni ’60-’70, trasformando il film da dramma familiare ad horror operistico.

La pellicola racconta la storia di una famiglia vittima di una maledizione e incapace di reagire agli eventi orrendi che si susseguono e ai quali non può che soccombere. L’incanto fotografico ritaglia, con estrema e minuziosa dedizione particolari e immagini che catturano l’attenzione, lasciando entrare lo spettatore in ogni stanza della scena.

Assolutamente fantastica la scelta del parallelismo creato tra due diversi mondi: quello reale e quello forgiato da miniature che riflettono personaggi e accadimenti della realtà stessa. La protagonista infatti, Toni Colette, è nel film una designer di miniature e grazie a questo gioco drammaturgico, il regista è riuscito a manipolare i personaggi proprio come dei pupazzetti creando doppie scene l’una dentro l’altra, che amplificano la suspence del film.

Nella vita reale i personaggi sono manipolati da forze del male mentre in quella delle miniature, si illudono di essere loro a manipolare i pupazzi che li rappresentano quasi a rivendicare un controllo e un potere che non avranno mai.

Aster ha iniziato ad immaginare Hereditary dopo che la sua famiglia aveva attraversato una serie di difficoltà ininterrotte tanto che iniziò a pensare che fossero vittima di qualche maledizione.

Il regista afferma che quando si gira un film sulle ingiustizie della vita, il genere horror è un terreno molto particolare dentro il quale spesso le ingiustizie appunto vengono celebrate se non addirittura glorificate.

Generazioni di famiglie si confrontano con morte, malattie mentali e violenza psicologica, tutti drammi emotivi che fusi insieme e spinti in un contesto sovrannaturale, forniscono materiale creativo per un horror decisamente sofisticato.

Nessuno può scegliere la famiglia in cui nascere o sapere cosa scorre nel proprio sangue, non abbiamo controllo su nulla, tutto è inevitabile in quanto preordinato. Hereditary esprime una concezione fatalista della discendenza familiare dove perfino il libero arbitrio risulta fallace davanti a tutto questo.

Devo ammettere che molti tecnicismi cinematografici mi hanno tenuta con il fiato sospeso, soprattutto nella prima parte del film dove tutto è percepibile pur senza che venga mostrato, contrariamente al seguito che lasciando spazio allo splatter e ha a mio avviso lasciato calare la tensione creatasi precedentemente. Sono sempre stata del parere che percepire è più incisivo che vedere.

Ho trovato interessante anche il tema della setta e del coinvolgimento di massa attraverso condizionamento psicologico ma anch’esso nello svilupparsi della storia e del sovrannaturale secondo me si è defocalizzato dall’obiettivo e dal messaggio che poteva suggerire, cadendo in un eccesso di finzione.

Ad ogni modo è un film che fornisce molteplici ed interessanti spunti di riflessione per i più attenti. Spunti che però potrebbero passare purtroppo in secondo piano per i più impressionabili, poiché distratti appunto da scene un pochino forti.

Aster, il regista, a proposito del suo film ha affermato: “volevo fare un film che incollasse tutti alle poltrone e che restasse per molto tempo nelle menti degli spettatori spingendoli a misurarsi con qualcosa di profondo e di primordiale.”

Secondo me ci è riuscito! Vi invito quindi ad andare a vederlo dal 25 luglio nelle sale e a guardare oltre l’horror se potete, perché potrebbe risultare un viaggio familiare introspettivo interessante.

Buona visione a tutti.