Il 17 gennaio arriva al cinema Glass, terzo capitolo della trilogia scritta  e diretta da M. Night Shyamalan con James McAvoy, Bruce Willis e Samuel L. Jackson. Trama, trailer e recensione

glass recensioneM. Night Shyamalan porta sul grande schermo Glass il terzo e forse ultimo capitolo della sua atipica trilogia iniziata con Unbreakable e proseguita con Split. Infatti la narrazione riprende dalla fine di Split, in cui troviamo David Dunn (Bruce Willis) diventato un vigilante noto come Il Sorvegliante, impegnato a proteggere a tempo pieno i cittadini di Philadelphia con l’aiuto del figlio Joseph (Spencer Treat Clark) e a dare la caccia Kevin Wendell Crumb (James McAvoy). L’uomo afflitto da un disturbo di personalità multiple che tutte insieme formano “l’Orda”, rapisce ragazze adolescenti da lui ritenute “impure” per nutrire la sua identità sovrumana chiamata “la Bestia”. Sulle tracce di Dunn e Crumb ci sono però la polizia, che reputa gli interventi del Sorvegliante al di sopra della legge e la psicologa Ellie Staple (Sarah Paulson), specializzata nel trattare un particolare tipo di mania di grandezza, quella di chi è convinto di essere un supereroe dei fumetti. Infatti sia Dunn, con la sua straordinaria forza e un intuito al di fuori del comune, sia Crumb con le sue molteplici identità chiamate l’Orda, sembrano proprio manifestare tutti i sintomi di quel disturbo. Così dopo l’ennesimo scontro tra i due, la polizia riesce a catturarli e a rinchiuderli al Raven Hill Memorial, l’Ospedale psichiatrico dove la dottoressa Staple cercherà di “curarli” da questa loro ossessione. Qui Dunn e Crumb conosceranno il terzo paziente della psicologa anche lui convinto di essere un supereroe come loro: Elijah Price (Samuel L. Jackson) in cura al Raven Hill da 16 anni, costretto sulla sedia a rotelle perché afflitto da una grave fragilità ossea fin dalla nascita. Elijah, l’uomo di vetro, è estremamente intelligente, pericoloso e soprattutto convinto dell’esistenza dei supereroi, così per renderlo in offensivo viene tenuto costantemente sedato al punto di essere diventato l’ombra di quello che era. L’arrivo del Sorvegliante e della Bestia risveglierà in lui la volontà di dimostrare al mondo che i personaggi dei fumetti sono realtà e non fantasia. Mentre il figlio di Dunn, Casey Cooke (Anya Taylor-Joy) la ragazza sopravvissuta all’Orda e la madre di Elijah (Charlayne Woodard), cercheranno di salvare i propri cari dalle cure di Ellie Staple.

Nonostante faccia parte di una trilogia, Glass, vive di vita propria. È un film con una sua storia e una sua originalità, che può essere tranquillamente visto anche da chi non conosce i primi due capitoli. Comunque se avete l’opportunità di vederli prima di andare al cinema, potrebbe aumentare il piacere della visione. Con Glass vi troverete di fronte ad un thriller psicologico, con i tratti dell’horror e del cinecomic che, con un ritmo incalzante, non dà scampo allo spettatore tenendolo con il fiato sospeso dal primo all’ultimo minuto. Un po’ come un giro su un’adrenalinica montagna russa in cui quando ci si rende conto del “pericolo”, è ormai troppo tardi per scendere.

A tratti claustrofobico, Glass, è un crescendo di tensione che riesce a insinuare lentamente il terrore nella mente dello spettatore anche grazie allo stile registico ricco di primi piani molto stretti e immagini inquietanti dei lunghi corridoi bui e vuoti dell’ospedale psichiatrico. Per non parlare della superlativa interpretazione dei tre protagonisti, in particolare di James McAvoy che regala altissimi momenti di recitazione. Non vi aspettate un action movie, perché le azioni vere e proprie sono relegate solo a pochissime scene, ma non era sicuramente questo l’obiettivo del regista, che invece ha scelto la psicologia e i dialoghi per far passare il messaggio finale della sua insolita trilogia: chiunque può essere un supereroe, indipendentemente da se è stato morso o no da un ragno radioattivo, è stato esposto a radiazioni o è figlio di un Dio.