Giada Curti: il soffio impalpabile dell'estremo oriente ad AltaRoma 2020

“Tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato, solo che quell’amore non l’aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell’istante della musica sul mare.” da L’AMANTE di Marguerite Duras, romanzo da cui è tratto l’omonimo film di Jean-Jacques Annaud che ha ispirato la Collezione Haute Couture  S/S 2020 di Giada Curti.

Una Collezione che vuole essere un inno alla femminilità, all’eleganza di ogni donna, come dichiarato dalla stessa stilista, raffinata e impalpabile, come la protagonista del film “l’Amante” l’attrice inglese Jane March. Un’interpretazione, la sua, caratterizzata da un’innocenza, mai volgare che, a solo diciannove anni, le valse il Premio Bambi. E proprio da quell’innocenza Giada Curti ha preso ispirazione per le sue creazioni dal “mood” orientale, portando in passerella splendidi modelli in cui gli antichi simboli della tradizione asiatica si legano ai moderni outfits di questa collezione, che richiama una femminilità ispirata alla seduzione delle geishe, al loro stile e alle loro atmosfere. In cui, comunque, non mancano richiami allo stile tomboy, tornato tanto in auge in questi ultimi anni, ricreato accostando ampie gonne con stampe fiorate alla classica camicia bianca con taglio maschile. Un indumento evergreen e incredibilmente sexy quando usato per completare un look dalla spiccata femminilità e eleganza.

Ad impreziosire gli abiti e a trasportarci nel lontano oriente, oltre alle stampe floreali e romantiche, la preziosità e la leggerezza dei tessuti, come gazar e sete, che hanno trasformato le modelle in moderne fate dell’acqua. Ma ora mettiamo da parte le parole e lasciamo che a parlare siano le immagini degli splendidi abiti di Giada Curti.

A seguire la sfilata di Giada Curti all’hotel St. Regis di Roma, c’erano per il nostro magazine Cinzia Carcione e Francesca Mura che vi danno appuntamento sulla prossima passerella!