Mine, l’unico Gavi Docg a racchiudere in sé le varie espressioni degli 11 territori della denominazione, nato dalla geniale intuizione di una donna coraggiosa Giusi Scaccuto Cabella

Gavi di Giusi Scaccuto Cabella dichiarazione “d’amor (per il) Cortese”

Gavi Docg, MINE vino. 2019 Photo Copyright © Cristian Castelnuovo

Chi pensa che il Piemonte sia patria solo di grandi vini rossi non conosce probabilmente il Gavi Docg, un nobile bianco proveniente dall’omonimo territorio in provincia d’Alessandria. Dagli aromi freschi e dall’acidità sostenuta, il Gavi nasce da Cortese in purezza, uva regina di queste zone, che negli 11 diversi comuni della Docg, si arricchisce di profonde sfaccettature, esprimendosi in modo originale a seconda della zona. Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo: in altre parole 11 comuni del Gavi per 1500 ettari vitati.

IL MINE GAVI DOCG DI GIUSI SCACCUTO CABELLA

È dalla conoscenza profonda di questi comuni che parte l’avventura vinicola di Giusi Scaccuto Cabella, che decide di realizzare nel 2018 il suo primo vino, il Mine Gavi Docg, prodotto dalle uve di tutte le 11 terre della denominazione, composte dall’alternanza di suoli marnosi, calcarei e argillosi, segnati dai microclimi diversi. Ne escono 20mila bottiglie da Cortese 100%, distribuite in Italia, Europa, Svizzera, Usa e Russia, per un progetto che dimostra subito il coraggio di Giusi, che lascia tutto, dopo tanti anni passati in un’azienda del Gavi, per creare la sua MineWine.

Il Mine Gavi Docg di Giusi Scaccuto Cabella, dunque, più che un semplice progetto imprenditoriale è una vera e propria dichiarazione “d’amor (per il) Cortese”, che la porta a cambiare letteralmente vita in una manciata di anni.

“Ho lavorato per trent’anni nel territorio del Gavi, – racconta la produttrice – negli ultimi decenni occupandomi principalmente delle vigne di Cortese, della riconversione al biologico e della parte produttiva in cantina. Ho imparato moltissimo da quelle esperienze, anche i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica, che avevamo scelto per il rispetto ambientale, l’interazione con la natura e i suoi cicli naturali”.

Gavi di Giusi Scaccuto Cabella

Gavi, MINE vino. 2019 Photo Copyright © Cristian Castelnuovo

Questa sensibilità e il desiderio di creare un vino da Cortese che portasse la sua firma, la porta a lasciare il certo per l’incerto, fondando la sua nuova azienda vinicola, MineWine. “Volevo fare un Gavi che fosse mio in tutto e per tutto, che racchiudesse la vera anima di queste 11 terre dalle caratteristiche tanto diverse, sia per clima, altitudine e composizione dei suoli. – continua Giusi – Ecco perché ho scelto di fare un vino, a cui fino ad allora nessuno aveva mai pensato, nato da una selezione delle uve provenienti da tutti i comuni della denominazione. A tutt’oggi la scelta delle percentuali di ciascuna terra tiene conto dell’andamento dell’annata e di come si sono espresse le zone nel corso della stagione”.

LA SFIDA DI GIUSI

Una sfida per Giusi, che ha dovuto capire e armonizzare queste anime in un unico vino. “È stata una sorpresa anche per me scoprire le caratteristiche organolettiche di un blend nato da terre rosse, bianche e di mezzo, perché non avevo idea di come si potessero esprimere in un unico prodotto. Di fatto, credo di aver realizzato un Gavi, che rappresenti la mia personalità, tanto complessa quanto sfaccettata”.

Ma le caratteristiche uniche di questa produttrice vinicola sono appena iniziate, perché Giusi Scaccuto Cabella si comporta come un agronomo, lavora come un enologo, ma non è né l’uno né l’altro!

La sua è una competenza che nasce dell’esperienza maturata in 30 anni di lavoro, che la rendono una produttrice di vino unica nel suo genere. Come un’appassionata one woman band, Giusi si occupa della selezione delle uve, sceglie le percentuali del blend delle 11 terre, cura l’imbottigliamento e persino la commercializzazione. A darle supporto la sua famiglia: il marito Ivo, il figlio Gabriele e la sorella Maria Teresa, la sua vera forza da cui trae l’energia e l’ispirazione per il suo lavoro.

Gavi, MINE vino. 2019 Photo Copyright © Cristian Castelnuovo

In vigna si avvale di piccoli viticoltori, che hanno ispirato la scelta di Giusi per MineWine: “Non avrei potuto realizzare questo vino se non fossero presenti questi piccoli artigiani che producono uva con particolare attenzione. Non sono certificati bio, ma lavorano nel rispetto di sostenibilità e biodiversità. Sono tutti vigneti a conduzione famigliare che non producono vino o non ne vinificano l’intera produzione, tanto da cedere l’uva eccedente. Sono la storia e la ricchezza di questo territorio: non ho fatto altro che attingere alla loro esperienza e selezionare le migliori uve per il mio progetto”.

La presenza in percentuale di uve da ciascuna zona varia a seconda dell’annata. Le uve vengono vendemmiate a mano. Mine fermenta, a temperatura controllata, con lieviti indigeni in acciaio; è Giusi che segue in prima persona la fermentazione fin dalla realizzazione del pied de cuve. Dalla vendemmia 2019 Giusi Scaccuto Cabella segue in prima persona uno dei vigneti che dà vita a MineGavi.

IL VINO E LE SUE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: MINE GAVI DOCG 2019

Dal colore giallo paglierino, con riflessi luminosi. Al naso si percepiscono note calcaree e iodate arricchite da un ricco ventaglio agrumato, che vira dal mandarino al lime, accenni alla frutta rossa croccante, profumi di erbe aromatiche e biancospino. Il sorso è dagli aromi intensi, con una buona componente alcolica riequilibrata in freschezza e tanta sapidità. Il retronasale restituisce un aroma netto di mandarino; buone la persistenza e notevole la complessità. Un vino di facile beva e comprensione, che permette abbinamenti trasversali dai calamari alle acciughe fritte, dal risotto agli scampi fino all’insalata di pollo alla griglia.

Sito: www.minewine.it