In una finale avvincente Francesco Aquila è stato proclamato da Bruno Barbieri il decimo MasterChef Italia

Francesco Aquila è il vincitore della decima edizione MasterChef ItaliaDopo una finale avvincente ed equilibrata, MasterChef Italia ha incoronato il suo decimo trionfatore: Francesco Aquila il 34enne cuoco amatoriale pugliese e residente in Emilia-Romagna, a Bellaria-Igea Marina, maître di sala e docente di sala, proclamato vincitore dai giudici Bruno BarbieriAntonino CannavacciuoloGiorgio Locatelli. Vincitore a cui sono andati 100mila euro in gettori d’oro e la possibilità di pubblicare il proprio primo libro di ricette con Baldini&Castoldi.

Un’edizione di altissimo livello che si chiude con con una media al giovedì sera di 1.030.779 spettatori medi: con un +11% rispetto alla precedente stagione e un +15% sull’ottava, quella appena conclusasi è quindi l’edizione più vista degli ultimi tre anni. E gli ascolti della finale non sono stati da meno: 1.040.372 spettatori medi e il 3,87% di share, un dato che nonostante la messa in onda in contemporanea con il Festival di Sanremo segna un +3% rispetto alla scorsa settimana.

Nella finalissima, Aquila, ha superato Irene Volpe, 22enne di Roma laureata in design, e Antonio Colasanto, 25enne dottorando in chimica alimentare di Novara. Quarto classificato Monir Eddardary, 29 anni, disoccupato di origini marocchine e residente a Bevagna (Perugia), eliminato nel corso del primo episodio della serata.

Prima di entrare nella Masterclass, Aquila aveva dichiarato di avere un sogno: aprire una catena di ristoranti sfruttando le sue duplici competenze sia in cucina che in sala. Il suo obiettivo era diventare un esempio per i suoi genitori, da cui ha imparato il valore del lavoro, e per sua figlia, nata da una relazione ora finita. I suoi piatti sono sempre stati validi, studiati, e Aquila si è sempre distinto per l’attenzione al dettaglio e per l’essere creativo.

Francesco Aquila è il vincitore della decima edizione MasterChef Italia

I MENÙ DEI FINALISTI

Nel corso della finalissima, i tre finalisti hanno presentato un proprio menù completo. Quello di Aquila si chiamava “My Way” e prevedeva:

  • l’antipasto “Tavola pronta”: funghi cardoncelli, stracciatella, borragine, pane, peperone crusco, origano e sfera di gazpacho pugliese;
  • il primo “La Nina, la Pinta e la Santa Maria”, gyoza con ventresca di tonno, ‘nduja e finocchietto, con crema di patata viola, aglio nero e cime di rapa;
  • il secondo “Finestra sul sogno n’capriata di Wagyu”, filetto di Wagyu in consistenze diverse, con fave alla vaniglia, cicoria, puntarelle, porro bruciato, germogli e fiori;
  • il dessert “Scarcedda n’uovo”, una scarcedda – dolce pugliese tipico del periodo di Pasqua – al cocco con finto uovo di Malibù e frutti esotici.

Menù che il concorrente ha raccontato così: «La vita si divide in tre tempi: il passato, il presente e il futuro. Questi, anche se apparentemente diversi, hanno una cosa in comune: il tempo, che ho da sempre cercato di non perdere, in famiglia e in amore e soprattutto nella mia realizzazione».

Irene Volpe ha conquistato il pubblico con la sua dolcezza e il suo essere perfezionista, con un enorme talento soprattutto nella pasticceria, ha presentato il suo “Menù fuori di testa”, che prevedeva quattro portate, senza suddivisione classica tra antipasto, primo, secondo e dolce:

  • Cosce di pecora”, ricotta romana fritta con “osso” di nocciole e coulis di clementine e mentuccia;
  • Crudo 100%”, acqua di frutti di bosco con banana, funghi, sfere di latte di cocco, dattero, massa di cacao Criollo, olio di legno di ribes nero e sale grigio Bretone;
  • Tripudio”, cipolla al vino rosso, za’atar e cedro candito con sfoglie all’anice e cicoria ripassata;
  • Pampapato”, ravioli ripieni di frutta secca, miele e uva passa, con crema di baccalà e aria all’arancia.

che ha poi descritto così:

«Una introspezione nella mia mente folle, colorata, poliedrica, piena di tante Irene che mi rendono quello che sono: Irene. Grazie a MasterChef Italia ho riscoperto la passione dentro di me, imparando ad accettarla, e ho iniziato a sperimentare una cucina istintiva senza limiti, senza canoni, facendo sbocciare appieno la mia creatività».

Sul podio anche Antonio Colasanto, distintosi dall’inizio di questo percorso a MasterChef Italia per essere ambizioso e competitivo, freddo e determinato, ma anche molto preparato nel suo campo. Il suo interesse per la cucina nasce dalla passione per la pesca, che pratica sin da piccolo con il papà. Anche all’università ha deciso di improntare il suo percorso di studi verso il settore alimentare, studiando chimica applicata all’alimentazione.

Il suo menù intitolato “Il viaggio dentro di me”, è stato presentato partendo da una celebre citazione di Marcel Proust: «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi» ed era così composto:

  • antipasto “My dark side”, finta seppia nera con salsa dark e di piselli;
  • primo “La domenica in Irpinia di un novarese”, un risotto mantecato all’Axridda con sugo di agnello, gelatina di melagrana, battuta di agnello, aneto e fiori di borragine;
  • secondo piatto “Dedicato al piccioncino di Nonna Emma”, petto e coscetta fritta di piccione con crema di patate alla salsa olandese, verdure spadellate e tartufo;
  • La mia torta co’ bischeri”, mousse al cioccolato fondente con uvetta e arancia candita, gelato salato ai pinoli, brigidini, tortino morbido di crema inglese e croccante di isomalto.

Al quarto posto, eliminato nel corso dell’ultimo Skill Test di stagione svoltosi nel corso del primo episodio di serata, il 29enne Monir. Divertente, piacione, permaloso, fumantino, con una parlata umbra irresistibile, di origine marocchina, Monir dice di sentirsi italiano «al 99,9%». Dopo il divorzio dei suoi genitori, sentendosi stretto nella sua vita, ha scelto di andare a vivere in Australia senza avvertire nessuno, ma dopo 5 anni e mezzo si è trovato costretto a rientrare a casa per via del Covid. Il suo sogno è di aprire un locale fusion Italo-marocchino in Marocco. Il suo percorso si è fermato al termine di una prova ad altissima tensione, lo Skill Test. La sfida più tecnica di MasterChef Italia era come sempre divisa in tre step ognuno dei quali garantiva la salvezza a solo uno dei quattro pretendenti: nel primo dovevano stare al passo dei tre giudici Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli nella preparazione di un piatto creato “a sei mani”; nel secondo, dovevano seguire la ricetta dello chef Chicco Cerea (tre stelle Michelin); infine, nel terzo step, i due cuochi amatoriali rimasti dovevano replicare ciascuno uno dei due piatti dello chef Mauro Colagreco (tre stelle Michelin).