Dal 3 Ottobre al 1° Novembre 2015, la Fondazione MAST di Bologna presenta il mondo dell’industria e del lavoro tramite la fotografia d’autore.

Biennale foto industria: foto di Gianni Berengo Gardin (da sinistra a destra) l’industriale Alberto Alessi, i designer Achille Castiglioni, Enzo Mari, Aldo Rossi, Alessandro Mendini, Milano 1989

Biennale foto industria: foto di Gianni Berengo Gardin (da sinistra a destra) l’industriale Alberto Alessi, i designer Achille Castiglioni, Enzo Mari, Aldo Rossi, Alessandro Mendini, Milano 1989

Dal 3 Ottobre al 1° Novembre 2015, si svolgerà a Bologna la seconda biennale promossa e organizzata dalla Fondazione MAST con la Direzione Artistica di François Hébel.

Un’insolita rassegna di fotografia d’autore, diffusa su tutto il territorio bolognese, in dodici sedi d’eccezione, scelte tra palazzi storici, cappelle barocche e musei, che presenta il mondo del lavoro e dell’industria in tutte le sue forme, raccontato attraverso gli obiettivi di artisti molto noti, reporter, ritrattisti, fotografi di impresa, giovani professionisti.

Ben quattordici mostre, ad ingresso gratuito, in cui si potranno ammirare tra le altre, opere di David LaChapelle, Gianni Berengo Gardin, Hong Hao, Edward Burtynsky, Luca Campigotto, Neal Slavin, che offriranno ai visitatori un ritratto variegato della realtà produttiva italiana e internazionale.

Elenco completo delle mostre.

  1. Pinacoteca Nazionale (via Belle Arti, 56)
    Paesaggio – Land Scape
    David LaChapelle, New York, USA
    Con questa serie l’artista, ricostruisce le Refineries della California, attraverso modelli in scala realizzati a mano da sottoprodotti riciclati, per offrire una visione delle conseguenze del sistema dipendente dal petrolio.

    David Lachapelle: Land Scape castle rock 2013

    David Lachapelle: Land Scape castle rock 2013

  2. MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna (via don Minzoni, 14)
    Le mie cose Fondi
    Hong Hao, Pechino, Cina
    Un inventario degli oggetti che “popolano” la nostra quotidianità: l’artista cinese Hong Hao ha scansionato per anni centinaia di oggetti registrandoli e catalogandoli per poi andare a comporre un collage, specchio della società moderna. Una riflessione sul consumismo ma anche sulla tecnica della scansione paragonata a quella fotografica.

    Hong-Hao–Contabilità 07B-2008

    Hong Hao Contabilità 2008

  3. Palazzo Pepoli Campogrande (via Castiglione , 7)
    Paesaggio industrializzato
    Edward Burtynsky, Toronto, Canada
    La sua fotografia abbraccia i grandi spazi che egli stesso descrive come belli, ma anche respingenti. Belli per le nuove geometrie ricavate dall’uomo, per la tensione grafica tra la brutalità delle macchine moderne e i paesaggi disegnati per secoli, da un’agricoltura povera di strumenti e quindi di segno leggero. Respingenti per quel che evocano di irreversibile, squilibrato, esaurito e inquinato.

    Edward Burtynsky: Miniera a cielo aperto di Super Pit n. 1, Kalgoorlie, Australia Occidentale, 2007

    Edward Burtynsky: Miniera a cielo aperto di Super Pit n. 1, Kalgoorlie, Australia Occidentale, 2007

  4. Spazio Carbonesi (via de’ Carbonesi, 11)
    La poesia dei giganti
    Luca Campigotto, Milano, Italia
    Le fotografie di Luca Campigotto si allontanano da un tempo definito per divenire evocazione di un’attività industriale, in questo caso connessa principalmente ai trasporti, canale di comunicazione indispensabile per la globalizzazione della produzione e ci mostrano a quali dimensioni sia ormai giunto il flusso delle merci e degli uomini.

    Luca Campigotto: Arsenale di Venezia, 2000

    Luca Campigotto: Arsenale di Venezia, 2000

  5. Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Casa Saraceni (via Farini, 15)
    Norfolk and Western Railways
    O. Winston Link, New York, USA
    L’ingegner Link dal 1955 al 1959, ha immortalato in notturna una delle ultime grandi linee ferroviarie di treni a vapore degli Stati Uniti, la Norfolk and Western Railway, poco prima dell’avvento delle locomotive a diesel.

    O.Winston Link: Maud si inchina al Virginia Creeper Green Cove, Virginia 1956

    O.Winston Link: Maud si inchina al Virginia Creeper Green Cove, Virginia 1956

  6. Genus Bononiae, Santa Maria della Vita (via Clavature, 8)
    (Altri) lavoratori
    Pierre Gonnord, Madrid, Spagna
    Ritratti fotografici e video degli ultimi minatori di carbone delle Asturie, regione nel nord della Spagna. Ultimi sussulti di una saga di lavoratori, eredità del XIX secolo che ha segnato la storia industriale del paese. Comunità, destinata a scomparire nel 2018, secondo la direttiva del Ministero dell’industria spagnolo e la fine del “Piano Carbone” della Comunità Europea. Un modo questo, per rendere omaggio a quelli che Gonnard stesso definisce gli “altri noi”, che vivono ai margini.

    Pierre Gonnord: Vengador, 2014

    Pierre Gonnord: Vengador, 2014

  7. Fondazione del Monte, Palazzo Paltroni (via delle Donzelle, 2)
    L’uomo, il lavoro, la macchina
    Gianni Berengo Gardin, Milano, Italia
    Attraverso le sue foto, Berengo passa dall’Olivetti di Ivrea all’Ansaldo di Genova, dalle acciaierie di Dalmine alle fabbriche di tessuti del mantovano, in un viaggio nel tempo, nel costume e nella rappresentazione del mondo della produzione, al centro del quale c’è sempre l’uomo lavoratore e in cui le macchine sono strumenti di lavoro, semplici elementi grafici che fanno da sfondo all’orgoglio di un lavoro ben fatto, al piacere della manualità.

    Gianni Berengo Gardin: Cantieri navali Ansaldo, Genova 1978

    Gianni Berengo Gardin: Cantieri navali Ansaldo, Genova 1978

  8. Spazio Carbonesi (via de’ Carbonesi, 11)
    Ritratti di gruppo
    Neal Slavin, New York, USA
    Negli anni ottanta Neal Slavin ha conosciuto un grande successo rivoluzionando il genere della fotografia di gruppo. Il suo registro visivo, del tutto originale, ha rappresentato l’esercizio di mestieri diversi, con particolare attenzione ai personaggi, a cui ha dato presenza e identità.

    Neal Slavin: Squadre di Salvataggio del Royal national Lifeboat institution Cromer, Contea di Norfolk

    Neal Slavin: Squadre di Salvataggio del Royal national Lifeboat institution Cromer, Contea di Norfolk

  9. Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (Strada Maggiore, 34)
    Office Romance
    Kathy Ryan, New York, USA
    La mostra riporta stampe, proiezioni e una grande striscia digitale sulla falsariga di quella del «New York Times» a Times Square, che indica l’orario frenetico di una giornata lavorativa di Kathy Ryan.

    Kathy Ryan: 7/3/2013, 6:36 PM, "THE NEW YORK TIMES"

    Kathy Ryan: 7/3/2013, 6:36 PM, “THE NEW YORK TIMES”

  10. Villa delle Rose (via Saragozza, 228/230)
    Biografia del Cancro
    Jason Sangik Noh, Seoul, Corea del Sud
    Jason Sangik Noh è un chirurgo specializzato in oncologia, lavora principalmente a Seoul, ma presta la sua opera anche all’estero, in particolare in Vietnam. La mostra comprende referti scritti a mano, risultati di analisi, grafici e fotografie e coniuga l’approccio scientifico al paziente con una considerazione per l’aspetto umano attraverso uno sguardo attento alla sua vita quotidiana e alle sue passioni.

    Jason Sangik Noh: Pancreas e milza, 2009

    Jason Sangik Noh: Pancreas e milza, 2009

  11. Genus Bononiae, Museo della Storia di Bologna (via Castiglione, 8)
    La nuova oggettività e l’industria
    Mostra coprodotta da Collection Regard e Foto/Industria 2015
    Hein Gorny, Berlino, Germania
    Nella sua composizione dell’immagine senza tempo, Gorny fece confluire oggettività e spinta verso il progresso, strumenti che le aziende misero in campo per rispondere alle richieste della nuova epoca. Egli riuscì a coniugare il vocabolario formale e lo spirito sperimentale della Nuova Fotografia in una pratica quotidiana, divenendo in tal modo un maestro nell’uso di questo stile.

    Hein Gorny: Senza titolo (Biscotti Leibniz),1934 – 1938 CA.

    Hein Gorny: Senza titolo (Biscotti Leibniz),1934 – 1938 CA.

  12. Museo di Palazzo Poggi (via Zamboni, 33)
    Luci e luminarie
    Una mostra su iniziativa di Société française de photographie
    Léon Gimpel, Parigi, Francia
    Appassionato di luminarie, Gimpel utilizza l’autocromia, ossia il primo procedimento di fotografia a colori brevettato e commercializzato dai fratelli Lumière. La sua tecnica consiste nel sovrapporre due scatti diversi, uno effettuato al crepuscolo e l’altro in piena notte allo scopo di restituire l’atmosfera e l’illuminazione notturna in tutta la loro potenza.
    Dall’insegna colorata alla pubblicità decorativa, l’industria dei giochi di luce prende le mosse dalle ricerche del chimico francese Georges Claude, inventore nel 1910 del tubo luminescente ad alto voltaggio (néon).

    LÉON GIMPEL: LLuminarie delle Galeries Lafayette, Parigi, 1 Dicembre 1933

    LÉON GIMPEL: LLuminarie delle Galeries Lafayette, Parigi, 1 Dicembre 1933

  13. MAST Gallery (via Speranza, 42) dal 3 ottobre al 10 gennaio 2016
    Finalisti concorso GD4Photoart: 
    Marc Roig Blesa, Olanda/Spagna – Raphaël Dallaporta, Francia – Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya, India – Óscar Monzón, Spagna
  14. MAST.Gallery (via Speranza, 42)
    Dall’album al libro fotografico – L’industria italiana in 120 volumi
    Collezione Savina Palmieri
    Con i suoi 120 libri pubblicati da varie industrie italiane, la mostra illustra l’uso della fotografia nelle opere a stampa e, contemporaneamente, offre una panoramica sulla fotografia industriale italiana e la storia dell’industria in Italia. Le molteplici videoproiezioni delle pubblicazioni consentono inoltre al pubblico di sfogliare i libri virtualmente. Le opere esposte provengono dalla collezione milanese di Savina Palmieri. L’esposizione è corredata di un testo critico introduttivo a cura di Cesare Colombo.

    Impresa Umberto Girola, 1933 XI – 1939 XVII – Fotografo: Antonio Paoletti

    Impresa Umberto Girola, 1933 XI – 1939 XVII – Fotografo: Antonio Paoletti