Festival di Sanremo 2021 la prima serata: impressioni al primo ascolto

Prima serata Festival di Sanremo 2021 (Foto Matteo Rasero/LaPresse)

Si è aperto ieri sera il sipario sul Festival di Sanremo 2021, 71esima edizione della famosa kermesse della canzone italiana. A fare gli onori di casa Amadeus accompagnato da Fiorello e Matilda De Angelis (una meraviglia), con la partecipazione di Ibrahimović, che conduce la prima serata nel silenzio della sala di un Ariston vuoto.

Ospiti musicali Loredana Bertè che non molla nonostante le difficoltà del playback; Achille Lauro impegnato come sempre a stupire e colorare, fino a piangere lacrime di sangue e Diodato, campione in carica.

Achille Lauro (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

LE NUOVE PROPOSTE DEL FESTIVAL DI SANREMO 2021

La gara inizia con le prime quattro nuove proposte e la giuria demoscopica fa subito il suo lavoro eliminando due concorrenti: Avincola (Goal) che si porta via il pallone e Elena Faggi (Che ne so), una piccola Amy di talento. La loro esuberanza e originalità non trova fortuna anche se mi avrebbe fatto piacere la loro vittoria. Faranno sicuramente parlare di loro.

Passano invece Gaudiano con Polvere da Sparo, un pezzo estivo anonimo anche se assistito da una grande voce e Folcast con Scopriti, brano consono allo stile Sanremese. Non lo so, la giuria demoscopica è molto lontana dalla mia idea di musica.

LA GARA DEI CAMPIONI

Ma veniamo alla gara dei Big di questo Festival di Sanremo 2021.

Arisa in rosso canta Potevi dare di più, brano scritto da Gigi D’Alessio. In questi casi non ti aspetti una canzone che ti sorprenda, ma quello che cerchi è la performance dell’artista. Diciamo che fa il suo: poteva dare di più? Forse…ma non con questa canzone.

Colapesce e Dimartino: Musica leggerissima è un pezzo alla Max Gazzé che canterà più tardi. Mi ricordano Morgan e Bugo come stile ma senza l’esuberanza di Morgan. Ironici e leggerissimi appunto, ma un primo ascolto spesso tradisce in questi casi. Da risentire.

Aiello è un grandissimo cantante. Il pezzo si intitola Ora, scritto da lui, e non è male come la sua interpretazione forse troppo sentita. “Sesso e ibuprofene” resterà un verso indelebile.

Francesca Michielin e Fedez. Al di là delle condizioni di Fedez, stranamente in difficoltà, questi due big della musica leggera degli ultimi anni si esibiscono in una canzone che colpisce per la capacità di esplorare le infinite possibilità della musica e della creatività, forti di due voci molto caratteristiche e di uno stile personalissimo. Pause e ritmi melodici incalzanti. Non deludono e trovano come sempre armonia.

Max Gazzé e la Trifluoperazina Monstery Band con Il Farmacista. Voglia di stupire esplorando ricette mediche e intrugli fantastici per sciogliere la reticenza amorosa con una pozione. Accompagnato da cartonati mitici e in costume cinquecentesco, alla Leonardo, scherza e gioca con la schizofrenia. Si può fare!

Noemi canta Glicine. La voce è sempre quella, la conosciamo. La parola brividi appare nel testo proprio mentre tocca i toni più bassi. Però non sono sicuro che il brano e il ritornello siano per le sue corde, non in termini di capacità che non si discute, ma di incidenza e emozioni.

Madame: Voce. Ecco proprio questa parola, voce, sembra la caratteristica principale da sottolineare, perché la canzone va da sola. Le difficoltà nel pronunciare le parole del testo, come se il dover seguire una lingua possa reprimere le emozioni che si vogliono trasmettere, rimane un neo che la voce vuole cancellare, dirimere. Strana performance… però in qualche modo arriva.

Maneskin: Zitti e buoni. Meno male che ci sono, meno male che esiste il rock. Ci vuole. Se lo sai fare, se sei un artista o una vera rock band! Fuori di testa! Ma diversi da chi c’è già stato. Boom!

GhemonMomento perfetto. Una ricerca la sua musica. L’arrangiamento coinvolge l’orchestra e sembra di ritrovarsi in uno show televisivo anni settanta. Fusion.

Coma_CoseFiamme negli occhi. Tutti insieme, battiamo le mani, balliamo! Un falò sulla spiaggia, una chitarra, Rino Gaetano e tanti sogni.

Annalisa canta Dieci e si ritrova per la quinta volta all’Ariston. Una ballata forse dal sapore già sentito, uno schema che va sul sicuro nonostante la buona esibizione. Mi aspettavo qualcosa di più sfrontato.

Francesco RengaQuando trovo te. Un brano che valorizza la grande estensione vocale di Renga e un buon senso del ritmo. Banale l’arrangiamento forse, e l’inciso non trascina come ci si aspetterebbe.

Fasma canta Parlami. Autore del pezzo, molto sentita l’interpretazione. Ma non decolla nonostante un giro armonico accattivante, però poco originale.

La classifica provvisoria delude ma si era capito già dalle scelte fatte per le nuove proposte. Resta la comunque la meravigliosa scoperta di un’attrice e showgirl sensazionale: Matilda De Angelis.