la leggenda dei fiori mami-papiCare mamme, eccomi qui a proporvi la lettura di questa prima fiaba. Parla della creazione dei fiori e l’ho pensata per voi mamme (o per voi papà) e per i vostri piccoli perché la primavera è alle porte e i fiori stanno iniziando a sbocciare: come i vostri piccoli, pian piano cresceranno…

Ecco, allora, che per aiutarli a crescere la fiaba, come dicevamo, è un ottimo strumento. In modo semplice, come in questa, si parla di temi universali. Qui si citano grandi valori ma anche, di contro, disvalori e si parla di aspetti dei caratteri degli uomini sia buoni sia cattivi.

Si parla di orgoglio e di vanità, ma anche di coraggio e di umiltà; di ingiustizia e di superbia, ma pure di bellezza, di pace e di armonia.

Come Mami sono orgogliosa di portare il nome di un fiore semplice, umile eppure bellissimo come la margherita.

Voglio perciò augurarvi di vivere un momento così con i vostri figli: perché la felicità è spesso racchiusa nella semplicità e nell’umiltà di saperla riconoscere.

Buona lettura!

Secondo la leggenda di un antico popolo americano, il dio Piumatloc creò dalla luce dei suoi occhi il mondo di sopra con il sole, la luna e le stelle; poi dal suo respiro generò il mondo di sotto, il nostro. Per lungo tempo il mondo restò avvolto dalla nebbia, ma poi il sole lo riscaldò tanto che affiorarono dai vapori gli azzurri mari e la terra, tutta verdeggiante di boschi e praterie.

Piumatloc era compiaciuto della sua creazione, anche se gli sembrava che quei colori fossero belli, sì, ma un po’ monotoni. Pensa e ripensa, si decise per una delle sue invenzioni più originali: quella dei fiori.

Con la creazione dei fiori la terra si riempì di mille colori e, già che c’era, Piumatloc regalò ai fiori tutta una serie di profumi, più o meno intensi, dolci o speziati. I fiori stessi erano diversi tra loro anche come forma: c’erano fiori grandi e fiori piccoli, con petali a raggiera, a calice, a cuore…

Tra tutti spiccava il tulipano, con le sue varietà di colori, brillanti o screziati, e poi il profumo, inconfondibile, inebriante!

Fu così che il tulipano cominciò a inorgoglirsi e a cercare solo la compagnia di altri fiori grandi e colorati. In poco tempo si mise a capo di una specie di lega, che metteva da parte i fiori più modesti e li prendeva continuamente in giro.

Questi fiorellini non avevano la forza di reagire e se ne stavano tutto il tempo con i petali ripiegati a capo chino. Ma un bel giorno un piccolo fiore bianco, dal profumo appena percettibile, il gelsomino, si fece coraggio e pian piano cominciò ad arrampicarsi fino al trono di Piumatloc.
«Signore- implorò – sono un fiore da poco, come altri miei compagni, ma tu ci hai creati e penso che non vuoi sapere che siamo tristi; ogni giorno veniamo scherniti dal tulipano e dai suoi seguaci. Aiutaci, ti prego!».

Piumatloc, che odiava le ingiustizie e voleva punire la superbia, non fu sordo alle preghiere del piccolo fiore. Fu così che tolse al tulipano il suo straordinario profumo e lo trasferì al gelsomino.

Anche gli altri fiori superbi smisero di profumare, tranne quelli che si rivolsero a Piumatloc per sottomettersi e chiedergli perdono, come la rosa e il giglio: Piumatloc fu soddisfatto del loro pentimento e decise che nel mondo degli uomini significassero la bellezza unita all’umiltà.

Da quel giorno tra i fiori, grandi e piccoli, più o meno profumati, fiorirono anche pace e armonia.