farfalle e bacio di Maria D'UrsoIn quest’estate dal tempo un po’ incerto ci pensiamo noi a farvi viaggiare ma con la fantasia e oggi abbiamo scelto di pubblicare i due racconti che ci ha inviato la nostra lettrice Maria D’Urso. Noi li abbiamo trovati veramente belli e così nell’imbarazzo della scelta abbiamo deciso di pubblicarli entrambi. Ecco quindi Farfalle e Bacio.

E voi quale preferite? Fatecelo sapere nei commenti al post sulla nostra pagina Facebook.

Farfalle

Mi sono sempre chiesta perché sin da piccola sono attratta dalle farfalle, insetti effimeri ma estremamente belli e colorati. Le ho osservate, disegnate, studiate all’università quando sui libri di zoologia leggevo: “le farfalle sono insetti appartenenti all’ordine dei lepidotteri” e le ho sempre amate come se rivedessi in loro qualcosa di me, della mia anima.

Ho letto che amare le farfalle può avere diversi significati psicologici: desiderare di cambiare la propria personalità visto che le farfalle subiscono una metamorfosi durante il proprio ciclo vitale, ma ho anche letto che si amano questi splendidi insetti perché “non vivono per invecchiare ma solo per amare e concepire”. In realtà non ho mai capito perché le adoro ma in questi giorni di riposo, dopo un faticoso ma proficuo anno di lavoro, è riaffiorato nella mia mente un ricordo bellissimo della mia infanzia: durante un picnic io e la mia migliore amica di allora abbiamo scoperto un prato con una miriade di farfalle tutte colorare. Il loro volo sembrava una danza e noi con lo stupore di bambine, nell’intento di fermare quell’istante, le abbiamo prese con una rete e quel volo variopinto ci ha fatto sognare per tutto il giorno.

Naturalmente dopo le farfalle sono state liberate tutte! Grazie a questo ricordo ho finalmente capito perché le amo: mi riportano alla felicità di quell’istante, uno dei pochi a quei tempi.

Maria D’Urso

Bacio

È veramente difficile consolare una bambina di 10 anni per la morte di uno dei suoi 9 pulcini, l’ultimo, quello già nato più debole, quello che all’inizio non camminava e le zampine sembravano piegate. Le aveva dato già un nome, lo aveva chiamato Bacio e ieri lo aveva mostrato orgogliosa alle sue cugine che sono cittadine e non hanno mai avuto la fortuna di aver visto nascere un pulcino, né di avere così tanti animali. Ma il dolore nel cuore di una bimba quando muore un suo animaletto è enorme e le sue lacrime sono inconsolabili e tu, da mamma, non puoi fare altro che abbracciarla forte forte, asciugarle i lacrimoni e cercare le parole più giuste per alleviare la sua disperazione.

“Sai amore, Bacio ora è già arrivato nel Paradiso degli animali (perché tutti gli animali sono buoni e vanno in Paradiso) e sicuramente ha già trovato una mamma adottiva che lo sta riscaldando con le sue ali e il suo amore e forse è proprio per questo che è morto, perché lassù un chioccia che non ha potuto covare i suoi pulcini aspettava di scaldare un pulcino che è nato più sfortunato e che non ha potuto conoscere la sua vera mamma. Più tardi andiamo a raccogliere dei bellissimi fiori da mettere sulla tombina che gli ha scavato papà in modo che lui si ricordi dell’affetto che gli abbiamo dato durante la sua breve vita. Vedi amore, la vita non è sempre bella, ci sono anche momenti brutti e noi li dobbiamo accettare e andare avanti.”

I bambini devono elaborare il lutto e dare un senso a quello che succede quando qualcuno muore, hanno diritto a piangere e disperarsi e a ricordarsi di aver voluto bene a qualcuno, anche se si tratta di un animale.

Maria D’Urso