Esce il 17 maggio Famiglia allargata, il film d’esordio del regista Emmanuel Gillibert distribuito da Notorious. La commedia parte bene, ma poi fatica a trovare soluzioni divertenti originali scadendo nel sentimentalismo e in gag troppo da sit-com

famiglia allargataFamiglia allargata ha come protagonista Antoine (Arnaud Ducret), un single donnaiolo impenitente che passa da una festa all’altra. La scelta del regista è stata quella di mettere in scena un antieroe che potesse evolversi verso una dimensione di vita diversa da quella di partenza. Il personaggio di Antoine, a differenza di come tutti noi ci immaginiamo un antieroe, strizza da subito l’occhiolino allo spettatore e “se lo fa amico”. Incarna infatti una persona empatica, accattivante, che riesce a suscitare simpatia anche quando si comporta male. La sua comicità conquista e fa davvero ridere. A fargli da contrappunto è Jeanne (Louise Bourgoin) che ben interpreta il suo ruolo: è intensa e capace di passare in fretta dalla risata all’emozione.

Antoine vive a Parigi in un bellissimo appartamento, che condivide con il suo migliore amico Thomas, dove ogni settimana si fanno bagordi. A un certo punto, però, Thomas, a causa di un trasferimento a Los Angeles, dovrà lasciare l’appartamento. Non prima di trovare per il suo amico latin lover una bellissima coinquilina: la splendida Jeanne…

Antoine ha paura che sia uno scherzo e che in realtà potrebbe trovarsi di fronte a una donna orribile… Ecco che si crea l’attesa per uno svelamento che potrebbe risultare estremamente comico e invece…

Jeanne è davvero una donna meravigliosa, ma nasconde un segreto che per Antoine rappresenta una vera e propria tragedia: ha due figli di 8 e 5 anni che, ovviamente, si trasferiranno con lei nell’appartamento.

Da questo punto in poi il film entra nel vivo e non possiamo perciò svelarvi molto di più anche se, come molti avranno già immaginato, il finale è piuttosto prevedibile.

Nonostante questo Famiglia allargata è tutto sommato gradevole, nella prima parte si ride molto, nella seconda si cade (e a volte “scade”) un po’ troppo nel sentimentalismo e in alcuni stereotipi per quanto il film tenti in tutti i modi di evitarlo.

Il titolo originale, Les dents, pipi, au lit (Denti, pipì, a letto), prometteva molto meglio e descriveva una situazione tipica di una famiglia con bambini.

Peraltro il regista ha raccontato di essere stato ispirato per questa storia da un fatto realmente accaduto che lo aveva colpito molto: ha davvero condiviso il suo appartamento con una madre e due figli. La frase che dà il titolo al film è una frase che il regista ha sentito e in cui moltissimi spettatori/genitori possono ritrovarsi.

Alcune gag e trovate sono simpatiche, ma ci si aspetterebbe qualche aneddoto più interessante ad arricchire la sceneggiatura.

Peccato: una promessa non mantenuta!