Un caffè con Elena Sofia Ricci

Un caffè con Elena Sofia Ricci

Il nostro caffè di oggi ha il sapore del grande cinema italiano, perché abbiamo avuto il piacere di berlo insieme alla bravissima Elena Sofia Ricci in occasione dell’anteprima del film “Noi siamo Francesco” di Guendalina Zampagni, che l’ha vista nei panni della mamma di un ragazzo disabile alle prese con i primi tormenti amorosi.

All’inizio ti ha spaventata questo ruolo in “Noi siamo Francesco”?

“Spaventata no, ma è stata una bella sfida il come rapportarsi con un figlio maschio, più che la questione della disabilità, perché sia nella vita che nella finzione, non ho mai avuto esperienza in materia, in quanto ho sempre avuto maggiormente a che fare con figlie femmine, dai Cesaroni ad Orgoglio e in qualche modo anche interpretando Suor Angela in “Che Dio ci aiuti”; l’unico maschio in “Tutti i rumori del mondo”, anche lui con un problema di disabilità, era sordo, ma si trattava di un bambino piccolo non di un ragazzo.

Anche quando sei sul set, l’approccio con il figlio attore, è diverso che con l’attrice figlia o nipote, con le quali io ho un modo molto fluido e semplice di comunicare, cosa che non è stata possibile con Mauro Racanati, che ha tutto un altro mondo e un altro modo di comunicare, quindi ho fatto più fatica a capire anche se questo amore che gli davo da mamma sul set, gli arrivava e in che modo lo percepiva, perché il modo che hanno gli uomini di comunicare l’amore e l’affetto è diverso rispetto al nostro.

Sebbene abbia cambiato più mariti, devo dire che mi riesce meglio comunicare con le donne (ride)!

I maschi sono sicuramente più difficili da comprendere, da penetrare nell’animo, mentre le donne tra loro è come se avessero un particolare canale di comunicazione, quindi il tutto avviene in maniera più naturale e semplice.”

Dal film "Noi siamo Francesco"

Dal film “Noi siamo Francesco”

Da mamma di due ragazze adolescenti come li vedi i giovani d’oggi rispetto all’amore, sono così intraprendenti come sembra oppure hanno i loro timori e timidezze? E tu, ti ricordi com’eri?

“Mia figlia maggiore ha diciannove anni e devo dire che dal punto di vista dell’amore non ho mai avuto ansie nei suoi confronti, perché l’ho vista sempre più centrata su questo tema, rispetto a me che invece sono stata sempre una frana. Ricordo di essere stata un’adolescente piena di turbamenti, di fragilità, mentre mia figlia per com’è fatta caratterialmente, molto più serena e sicura di me, mi ha sempre dato l’impressione che sarebbe riuscita a cavarsela meglio di me in campo sentimentale. Invece un argomento su cui l’ho sempre stressata molto, è lo studio; in questo momento, se c’è ancora qualcuno in Italia che non lo sa visto che l’ho detto a tutto il mondo per quanto ansia ho (dice ridendo), sta facendo la maturità classica e poverina, l’ho caricata di ansie e di aspettative. Pensate che proprio stamattina ho colto un momento di intimità tra noi, per chiederle scusa di tutto il tormento che le ho dato in questi cinque anni di percorso scolastico, perché lei nello studio faticava un po’ di più, avendone scelto uno particolarmente impegnativo!”

Quanto porti di te stessa in ogni personaggio?

“Cerco sempre di costruire personaggi diversi tra di loro, altrimenti mi annoierei oltre che annoiare gli spettatori, perché farei sempre la stessa cosa, quindi cambio look e tutto il possibile, ma è inevitabile che qualcosa di me vada a finire in ogni personaggio, in particolare ci va a finire quella critica, l’ironia, quel distacco che rivolgo a quel personaggio. Ne ho fatti tanti talmente diversi tra loro che è difficile da dire cosa di me finisce in ognuno di loro, ma sicuramente c’è il mio punto di vista, riguardo al personaggio anche se diverso da me o ci sono parti di me, però cerco sempre di fare un lavoro di costruzione diversa da personaggio a personaggio, perché mi piace proprio cambiare.

Elena Sofia Ricci: Grazia in "Noi siamo Francesco"

Elena Sofia Ricci: Grazia in “Noi siamo Francesco”

Come sta il cinema italiano oggi?

“Penso che il nostro cinema stia avendo un momento di rinnovamento. Vediamo questi nostri film in Festival internazionali importanti come quello di Cannes, nuovi registi molto interessanti, anche se credo che ce ne siano molti altri che purtroppo non riescono ad emergere a causa dell’industria cinematografica che è in difficoltà, perché mancano i produttori disposti a rischiare in quanto è difficile oggi che un film incassi, quindi si tende ad andare sempre sull’incasso sicuro. E questo è un po’ limitante, soprattutto per gli emergenti.

Comunque penso che noi italiani abbiamo molto da raccontare in questo momento, siamo portatori di una storia culturale straordinaria che ci viene dall’antica Grecia dalla Roma antica e tutto questo si vede nei nostri film e nell’opera dei nostri registi. Abbiamo una lunga storia alle spalle che anche se non l’abbiamo studiata è nel nostro DNA, quindi sicuramente abbiamo qualcosa da dire di importante, ma purtroppo ci mancano i soldi per farlo!”

Dopo quest’ultima fatica della promozione di “Noi siamo Francesco”, finalmente vacanze? Come sarà la tua Estate?

“Non vedo l’ora di fare “l’orologio di Dalì” spalmato a bordo piscina, quando sarà finita la maturità della mia primogenita, perché è come se l’avessi rifatta io tanta è l’ansia, comunque mi ha molto confortato sapere che anche il mio psicanalista ha vissuto la stessa cosa per la maturità dei suoi figli, quindi se lui è stato così posso stare anch’io tranquillamente in ansia (dice ridendo).

In pratica vorrei riposarmi anche se contemporaneamente sto lavorando ad un progetto teatrale e siccome sono ansiosa comincerò a studiare a più non posso!”

Come prendi il caffè?

“Lo prendo lungo e annacquato, sono un disastro! Da questo punto di vista non sono per niente italiana! (sorride)”