Venerdì 24 maggio Santo Spirito in Sassia si tinge di rosa con la “Pink parade” dell’evento Donne in rinascita, una sfilata che vedrà protagoniste “modelle” che hanno vinto il cancro al seno o che ancora lo combattono, vestite da Gianfranco Venturi

donne in rinascita pink paradeDonne in Rinascita – 70 modelle per una Pink Parade, è la manifestazione che domani sera, 24 maggio, a partire dalle 21 colorerà di rosa lo splendido Chiostro dei Frati, nel Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia. Una sfilata speciale con settanta modelle d’eccezione che attraverseranno la passerella allestita per l’occasione per aiutare altre donne colpite dal cancro al seno.

Infatti le modelle per un giorno sono tutte pazienti oncologiche operate di cancro al seno, che hanno vinto la malattia o che ancora la stanno combattendo e vogliono trasmettere un messaggio di positività, a chi si trova nella loro stessa condizione, attraverso i colori degli abiti e l’adrenalina della sfilata.

Ad accompagnarle in questa splendida esperienza, i bellissimi abiti e kaftani dalle stampe etniche dello stilista parmigiano Gianfranco Venturi, allievo di Moschino e appassionato di tessuti e pizzi antichi, che da anni lavora a fianco delle associazioni che si occupano di malati oncologici.

Donne in Rinascita – 70 modelle per una Pink Parade è organizzata proprio da Venturi insieme alla ASL Roma 1 e Progettiamo il Presente (onlus nata dalla collaborazione tra il personale che lavora nel Centro di Senologia dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia e le pazienti che sono state in cura presso la struttura) e sarà dalla giornalista Rai, Paola Aristodemo. L’evento è ad ingresso libero e chi vorrà potrà effettuare delle donazioni che verranno utilizzate per l’acquisto di caschi refrigeranti, dispositivi che aiutano le donne sottoposte a chemioterapia a ridurre la perdita di capelli. Perché nel percorso di cura anche l’aspetto estetico è un fattore importante come supporto psicologico. E questa serata è stata concepita in questo modo proprio per lanciare forte e chiaro il messaggio che “la malattia non limita e che la vita è bella sempre perché conta non quanto ma come la si vive”.