Dickens – L’uomo che inventò il Natale, il film di Natale per antonomasia. Distribuito da Notorious Pictures, il film  sul più grande scrittore britannico e sulla fiaba di Natale più amata al mondo, uscirà giovedì 21 p.v.

dickens l'uomo che inventò il nataleIl film del regista britannico di origini indiane Bharat Nalluri è il film di Natale per antonomasia, non solo perché parla del Natale a Natale, ma perché descrive le vicissitudini di Charles Dickens alle prese con la scrittura in tempi strettissimi della favola natalizia per eccellenza: Canto di Natale (A Christmas Carol).

Il successo di Canto di Natale consentirà all’autore di essere consacrato per sempre e il tema trattato nella storia diventerà universale codificando in modo definitivo una festa che, fino a quel momento, e cioè in piena era industriale, era vista da parte degli imprenditori solo come una seccatura per la pretesa degli operai di rimanere a casa per un giorno.

Cosa desiderare di più quindi?

Il film, basato sul saggio di Les Standiford “L’uomo che inventò il Natale”, dà vita all’immaginazione e, contemporaneamente, ai tormenti di uno degli autori più amati al mondo raffigurato nelle sei settimane frenetiche che servirono alla creazione di Canto di Natale.

E infatti andò proprio così (anche se nel film sono inserite parti romanzate ed elementi fantastici): Dickens, reduce da tre insuccessi consecutivi, era pieno di debiti e frustrato dalla necessità di dare alla luce un capolavoro che permettesse di mantenere il suo stile di vita e il padre, incallito debitore. L’ansia di non riuscire nella sua folle corsa contro il tempo ma soprattutto nella lotta contro se stesso preda di una febbre creativa costantemente accompagnata dal terrore del blocco dello scrittore, sono rese perfettamente dall’attore Dan Stevens in continua ipercinesia.

Nel film assistiamo a un vero e proprio viaggio all’interno della mente dello scrittore dove prendono vita – e noi spettatori li vediamo muoversi come se fossero davvero reali – tutti i personaggi della fiaba. L’artificio utilizzato per mostrare l’efficacia o meno di un personaggio e della sua storia è la sua continua apparizione e sparizione.

Campeggia su tutti il vero “divo” di Canto di Natale: l’insensibile e cattivissimo Scrooge, qui interpretato da un sempre magistrale Christopher Plummer. La scena che descrive la nascita del nome e di conseguenza “l’arrivo” del personaggio Scrooge è esilarante e costruita alla perfezione. Scrooge inquadra l’imprenditore dal cuore duro assetato di soldi, avido, senza alcuna empatia verso il mondo e nei confronti dei suoi dipendenti.

Riuscire a trovare il “suo” “Canto di Natale” è per Dickens un percorso dolorosissimo attraverso tutti i demoni che hanno popolato la sua infanzia che lo vide, a soli 11 anni, costretto a lavorare e a subire lo sfruttamento all’interno di una fabbrica di lucido da scarpe a causa dell’arresto per debiti del padre. Questa brutta esperienza vissuta dallo scrittore ha trovato però la sua catarsi nel Canto di Natale e nella geniale creazione dei tre fantasmi: del passato, del presente e del futuro.

Dickens appare nel film come un uomo ferito dai ripetuti tradimenti del padre, alle prese con una ricerca dentro e fuori di sé che gli permetta di rimarginare queste ferite. La guarigione, se così possiamo chiamarla, arriverà con l’evoluzione del suo personaggio più cattivo Scrooge – anche grazie ai consigli preziosi di una cameriera che incoraggia sempre il suo lavoro – che si convertirà, seppur tardi, all’altruismo.

Perdono e generosità si legheranno per sempre a Canto di Natale e, più in generale, allo spirito del Natale.

La potenza di quello che Dickens è riuscito a trasmettere con la sua fiaba è incredibile: giunge fino a noi e raggiungerà le generazioni future.

Il film rende bene l’aspetto introspettivo del personaggio scrittore, ne mostra senza manierismi tutte le sue fragilità e i suoi punti di forza. E ci cala completamente nel significato profondo del Natale.

E allora correte a vedere questo piccolo gioiello da condividere con tutta la famiglia perché, citando Dickens e quanto riportato nel film, il Natale è quel periodo in cui  “si assottiglia il velo fra questo mondo e l’altro e allora gli spiriti lo oltrepassano e camminano fra di noi”.

E quegli spiriti sono pronti a insegnarci molto su di noi: su quello che siamo stati, che siamo e che saremo. Iniziamo a metterci all’ascolto.

Buona visione.