Anche quest’anno, la Design Week è giunta al termine. Ma non è ancora finita del tutto: oggi, ripercorriamo insieme alcuni degli eventi più affascinanti e significativi di questi giorni vissuti all’insegna dell’eleganza e del buon gusto

Design Week 2022La Milano Design Week, che si tiene ogni anno sin dai primi anni Ottanta nel capoluogo lombardo, è appena giunta al termine. Durante la settimana dal 6 al 12 giugno, l’intera città è stata invasa da installazioni, eventi ed esposizioni – ovviamente, tutti a tema design.

Ecco, quindi, che ci troviamo a riconsiderare questa settimana ricca di avvenimenti per trarne le nostre conclusioni. Ognuno di noi ha i propri gusti personali, ma oggi voglio parlarvi dei 5 eventi che mi hanno lasciato un ricordo indelebile per il loro significato, la loro portata simbolica e, ovviamente, il loro fascino estetico.

1. Gin Engine: la street parade per celebrare il mese del Pride

Design Week 2022 Gin EngineGin Engine, il brand di gin 100% italiano, biologico ed artigianale, ha portato la propria estetica legata al mondo dei motori per le strade di Milano in quella che è stata la street parade che celebra il mese del Pride, svoltasi mercoledì 8 giugno. Tra le molteplici iniziative che si inseriscono all’interno della Design Week, infatti, vi è anche il Design Pride: un evento colorato e coinvolgente, che invita chiunque voglia unirsi a prendere parte alla parata che ha origine a Piazza Castello, per portare il corteo fino a Piazza Affari.

Insieme ad altri brand, quali Seletti, design brand ideatore di questo progetto, Save The Duck, Tempo e Sammontana, Gin Engine ha celebrato il mese dedicato all’orgoglio LGBTQIA+ con quello che è stato un vero e proprio fiume di persone, legate da valori e pensieri comuni, riunitesi per festeggiare e per condividere un momento di allegria e spensieratezza.

Così, vetture vintage personalizzate con il logo e i colori di Gin Engine hanno guidato il corteo in questa street parade, riunendo in un evento unico la celebrazione del Pride Month e quella della Design Week, con veicoli d’epoca diventati iconici nel nostro immaginario comune, quali la 500, l’Apecar, la roulotte Graziella e il monster truck Bigfoot. Un vero inno all’identità di Gin Engine, che ha sfilato nel suo abito originale: una tanica di latta che richiama alla mente il classico contenitore per l’olio delle macchine.

In questa occasione, il brand ha anche presentato la sua ultima limited edition: si tratta della Engine Langhe Gin Tonic powered by Baladin. Una capsule edition di gin tonic ready to drink, resa unica dalla particolare lattina dotata di tappo a strappo, che può essere rimosso per trasformare la lattina stessa in un elegante bicchiere. Una novità di cui solo pochi potranno beneficiare, data la disponibilità limitata di soli 20.000 pezzi.

2. Naba e Rum Don Papa: un contest artistico per onorare la bellezza della natura

Design Week 2022 Naba e Rum Don PapaLa giornata dell’8 giugno ci ha regalato un altro evento estremamente ricercato ed affascinante: NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti, è stata infatti la sede di un evento di premiazione per un contest indetto da Rum Don Papa, il primo premium single Island rum delle Filippine, rappresentato in Italia da Rinaldi 1957. Nel corso della serata, ribattezzata “Sugarlandia” in uno slancio creativo e trasognato, gli studenti finalisti del triennio in Graphic Design e Art Direction hanno presentato al pubblico i propri Art Work, realizzati tenendo a mente un obiettivo tanto preciso quanto complesso: creare la grafica per il nuovo pack di Rum Don Papa 2023, ponendo l’enfasi sulla natura selvaggia dell’isola di Negros, luogo d’origine del brand filippino.

Ecco che l’intera serata si è colorata delle sfumature tipiche della flora e della fauna tropicali, portando un piccolo angolo di Filippine nel cuore di Milano. I colori e le figure rappresentate dagli studenti ci hanno fatto sognare, anche se per una notte sola, di trovarci in un luogo magico in capo al mondo, e l’aperitivo a tema ravvivato dal cibo filippino e dal cocktail più iconico di Don Papa non hanno potuto fare altro che prolungare questo sogno ad occhi aperti.

Oltre a quello della realizzazione del nuovo packaging, il nobile scopo di quest’iniziativa era anche quello di contribuire alla salvaguardia dell’isola di Negros. Ciò è stato reso possibile grazie al lavoro congiunto con due fondazioni votate alla protezione e alla conservazione delle specie endemiche dell’isola e delle Filippine in generale, per proteggerne la flora, la fauna e l’ambiente marino: è, questo, il lavoro dignitoso e magnanimo svolto da Talarak Foundation e dalla Philippine Reef and Rainforest Conservation Foundation.

3. Prada Frames: il simposio che riflette sull’ecosistema della foresta e l’industria del legno e del design

Se si parla di iniziative di grande rilievo artistico e, allo stesso tempo, cariche di significato, non si può non nominare Prada Frames. Dal 6 all’8 giugno, all’interno delle sale della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, il noto brand icona dell’alta moda italiana ha tenuto, durante la Design Week, 6 sessioni totali di letture, dibattiti e proiezioni relativi al tema dell’ecosistema della foresta e il modo in cui il design e l’industria del legno influiscono sullo stesso.

Dalla contestualizzazione, al design, alle percezioni, le sessioni hanno accompagnato gli spettatori in una riflessione che ha avuto origine da una considerazione della foresta come essere vivente e senziente, fino a portarli a soffermarsi sulle possibilità di percepire e comprendere questo ecosistema tramite i propri sensi e considerarlo come rifugio, anche in una prospettiva indigena.

Formafantasma, studio di design con un forte focus sulle forze ecologiche, storiche, politiche e sociali che governano il mondo del design odierno, ha curato per l’occasione il ciclo di incontri. Il duo creativo composto da Andrea Timarchi e Simone Farresin ha voluto porre l’enfasi non solo sull’educazione del pubblico in merito al tema dell’ecosostenibilità, ma anche sulle difficoltà connesse alla sfida di trovare un giusto bilanciamento tra il mondo del design e quello della protezione e dello sviluppo culturale, sociale ed ecologico dei luoghi e delle popolazioni autoctone delle foreste.

Il tutto, naturalmente, nel classico stile Prada, con proiezioni eleganti ed evocative.

4. The Tokyo Toilet e lo spirito dell’omotenashi

Un insieme di installazioni che hanno suscitato grande interesse, e a buona ragione, è quello di The Tokyo Toilet (TTT): ispirato alla cultura giapponese dell’ospitalità, nota come omotenashi, il progetto di TTT nasce con l’obiettivo di ridisegnare le toilette pubbliche in 17 località di Shibuya, quartiere speciale di Tokyo noto agli appassionati di viaggi e di cultura nipponica per i suoi incroci complicati e trafficati, per la vivace vita notturna e molto altro.

A seguito dell’enorme successo e del passaparola positivo suscitato dall’iniziativa in Giappone, TTT è sbarcato anche a Milano in occasione della Design Week: ecco che per tutta la settimana dal 6 al 12 giugno tre luoghi di Milano hanno sorpreso i passanti con queste installazioni di design, minimal ma altamente funzionali. Per l’occasione, sono stati scelti 3 luoghi significativi per TTT: la fermata della metropolitana di Duomo, punto ad elevata frequenza di passaggio di cittadini e turisti, la Triennale di Milano, sede delle iniziative di design più rilevanti per la città e, ultimo ma non per importanza, lo store di Piazza Cordusio di UNIQLO, il brand giapponese di abbigliamento minimale, in perfetto stile nipponico.

L’idea alla base del progetto sembra semplice, ma è in realtà decisamente ambiziosa: TTT, infatti, negli ultimi anni si è posta la sfida di cambiare la visione del pubblico in merito ai bagni pubblici, elemento fondamentale dell’infrastruttura di servizi pubblici urbani per la qualità della vita che, tuttavia, viene spesso trascurato e mal gestito, con la conseguente stigmatizzazione di questi luoghi come posti tutt’altro che igienici.

Ora che i bagni pubblici della stazione metropolitana Duomo sono stati completamente ristrutturati grazie al progetto di TTT, non ci resta che fare del nostro meglio per far sì che un po’ dello spirito dell’ospitalità omotenashi e della pulizia nipponica resti con noi nella città di Milano.

5. Floating Forest: la foresta multisensoriale galleggiante di Timberland in Darsena

Ultimo, ma non per importanza, il progetto di Timberland ha dato un tocco di verde a uno dei luoghi più iconici della città di Milano: con la sua foresta galleggiante, infatti, l’architetto Stefano Boeri ha regalato un innesto di natura alla Darsena.

Realizzata come un ecosistema indipendente, con 610 piante e più di 30 specie, la foresta realizzata per il noto brand di abbigliamento e calzature ha voluto porsi l’obiettivo di attivare benefici ambientali per la città, entrando in connessione con altri spazi verdi di Milano e i loro ecosistemi.

Ancora una volta, l’elemento vincente è sicuramente il forte legame tra il brand e il progetto: Timberland, infatti, è da sempre associato al mondo della montagna e del trekking e, negli ultimi anni, si è impegnato notevolmente per contribuire alla protezione dell’ambiente e al design circolare in una prospettiva di riciclo, oltre ad utilizzare tecniche di produzione ispirate alla natura per ridurre l’impatto sull’ambiente e raggiungere la sostenibilità al 100% entro il 2030.

La sua foresta risulta quindi altamente credibile e coerente con l’identità dell’azienda. Un messaggio importante, in poche parole, per far comprendere l’importanza della trasparenza, della continuità e della concretezza, fattori fondamentali per trasformare semplici progetti per il futuro del nostro pianeta in effettivi passi avanti lungo una strada che dobbiamo percorrere insieme.

Non solo: Floating Forest è stata configurata anche come un vero e proprio rifugio per evadere dalla frenetica vita di città, anche se solo per qualche minuto: così, torna nuovamente il concetto di contatto con la natura come mezzo di ristoro e ricarica, presente, tra gli altri, anche nell’installazione di Prada Frames.

Insomma, questa Design Week ha sicuramente voluto valorizzare la natura e la necessità di tutelarla, diventata ormai un imperativo per la salvaguardia del nostro pianeta, e l’ha fatto in modo impeccabile, puntando sulla sensibilità delle persone e sui profondi legami che ci uniscono all’ambiente circostante. Un tema fondamentale, quindi, insieme a quello della celebrazione dell’orgoglio LGBTQIA+, che si inserisce all’interno della cornice del Design Pride e del più grande Pride Month, e a quello della volontà di creare delle città che siano sempre più a misura d’uomo, a partire dalla qualità delle infrastrutture di servizi.

By Martina Kammerhofer