Itinerario di viaggio da Matera alla Puglia attraverso Gravina e Altamura: Sassi, masserie, tradizione enogastronomica, hotel e consigli utili
Viaggio da Matera alla Puglia, attraversando Gravina e Altamura: un percorso tra affinità e differenze di territori che hanno molto in comune, ma conservano identità precise. Tra la Basilicata e la Puglia il passaggio è breve, ma non del tutto scontato. Matera, Gravina in Puglia e Altamura compongono un itinerario nel quale le distanze geografiche sono ridotte, mentre cambiano gradualmente paesaggi, architetture e tradizioni.
Da una parte la Lucania, più appartata e aspra, che a Matera trova una delle sue espressioni più riconoscibili; dall’altra la Murgia pugliese, con la sua cultura agricola e pastorale. Due territori vicini, legati da secoli di relazioni, ma capaci di conservare caratteri distinti. L’itinerario è anche l’occasione per conoscere alcune delle realtà che contribuiscono a costruire intorno a queste destinazioni una proposta di ospitalità, ristorazione ed esperienze sempre più articolata Matera è il punto di partenza per entrare nella Basilicata. I Sassi, con le abitazioni scavate nella roccia, le chiese rupestri e i vicoli che si aprono sulla Gravina, sono ormai un’immagine conosciuta in tutto il mondo. Ma per capire davvero la città bisogna andare oltre i punti panoramici e le fotografie.
Nel Sasso Caveoso, la chiesa rupestre di Santa Maria de Idris, scavata nella roccia, è uno dei luoghi più riconoscibili del paesaggio materano. Poco distante, San Pietro Caveoso si affaccia sulla Gravina, mentre la Casa Grotta di Vico Solitario permette di entrare nella dimensione domestica dei Sassi e di comprendere come si svolgeva la vita quotidiana prima dello spopolamento e della successiva rinascita della città.
Un’altra prospettiva arriva dal Palombaro Lungo, la grande cisterna sotterranea scavata sotto Piazza Vittorio Veneto. Un’opera imponente, pensata per raccogliere e conservare l’acqua, che testimonia quanto fosse importante gestire ogni risorsa in una città costruita in un ambiente difficile.
Per chi vuole accostare alla storia dell’architettura quella dell’arte contemporanea, c’è il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera, ospitato a Palazzo Pomarici. Le opere si confrontano con gli spazi del palazzo e con gli ambienti rupestri, creando un percorso in cui la contemporaneità dialoga con la struttura antica della città. Per guardare Matera da un’altra prospettiva bisogna invece attraversare la Gravina e raggiungere Murgia Timone. Da quel versante i Sassi si leggono nel loro insieme, distesi sulla parete opposta del canyon.
Casa Noha, oltre la cartolina
Per comprendere la trasformazione di Matera è utile fermarsi a Casa Noha, bene del FAI nel cuore dei Sassi. Il percorso racconta la storia recente della città, dalle condizioni di vita difficili degli abitanti allo svuotamento dei rioni rupestri e alla successiva valorizzazione di Matera. È una visita che aiuta a leggere quello che si incontra camminando: le case, le chiese, le grotte e i vicoli acquistano un significato diverso quando si conosce la storia sociale della città.
Per approfondire Matera e spingersi anche fuori dal centro ci si può affidare a Ferula Viaggi, tour operator con sede in città che organizza visite culturali, itinerari nella Murgia Materana, escursioni e percorsi legati anche alla gastronomia locale. È una possibilità particolarmente utile per inserire nel viaggio luoghi che richiedono una maggiore organizzazione, come la Cripta del Peccato Originale, oppure per costruire un itinerario più ampio nei dintorni di Matera.
La cucina come seconda mappa del viaggio
Dopo la pietra, arriva la tavola. La cucina diventa un altro modo per attraversare la Lucania, partendo da prodotti semplici e da preparazioni legate alla vita contadina e pastorale. A Matera, Samuele Olivieri, proprietario della rinomata enogastronomia Il Buongustaio, rappresenta una delle figure legate alla valorizzazione dei prodotti e dei sapori locali.
Pane, formaggi, verdure, salumi e preparazioni della tradizione restituiscono una cucina concreta, nata dalla disponibilità di quello che offrivano la campagna e gli allevamenti. Una gastronomia nella quale ingredienti quotidiani possono ancora diventare protagonisti.
Il panzerotto, lo street food da non perdere
Tra gli assaggi da mettere in programma c’è anche il panzerotto, uno degli street food più immediati da provare durante una passeggiata a Matera. Si tratta di un impasto lievitato preparato con farina, semola rimacinata di grano duro, acqua, sale, lievito e olio extravergine, steso e chiuso a mezzaluna intorno al ripieno. La versione classica è quella con pomodoro e mozzarella, poi fritta fino a diventare dorata e croccante all’esterno, con il formaggio che rimane morbido all’interno. A Matera si trovano anche versioni più elaborate e la variante cotta al forno.
Per una pausa dedicata proprio a questa specialità si può andare da Panzerotto, in Via Roma 25, dove viene preparato espresso sia fritto sia al forno. Il menu propone il classico pomodoro e mozzarella accanto a farciture che cambiano e giocano anche con prodotti del territorio, come caciocavallo, cardoncelli, salsiccia e peperone crusco.
Dove dormire a Matera
Per soggiornare a Matera si può scegliere tra la suggestione dei Sassi e una dimensione più appartata, tra edifici storici recuperati, terrazze affacciate sulla città e antiche masserie immerse nella campagna. È proprio mettendo insieme esperienze così diverse che si comprende la varietà dell’ospitalità materana.
In questo panorama si inserisce Matera Collection, un progetto di destination marketing nato dall’idea di mettere in relazione, otto hotel indipendenti della città. Strutture diverse per storia, posizione e stile, ma unite dalla volontà di collaborare e di presentarsi sul mercato come parte di una destinazione più ampia. Un modello che, come spiega Giacinto Marchionna, CEO di Matera Collection, permette di creare sinergie ed economie di scala mantenendo al tempo stesso l’identità e la qualità proprie di ciascuna struttura. Il risultato è una rete nella quale l’ospitalità diventa anche un modo per entrare nel territorio: soggiorno, ristorazione ed esperienze si intrecciano e permettono di leggere Matera da prospettive differenti.

Tra queste c’è Alvino Relais – Mulino Contemporaneo, dove il soggiorno parte dalla storia dell’edificio. Un antico mulino dell’Ottocento è stato recuperato e trasformato in una struttura contemporanea, in cui elementi della memoria architettonica convivono con il design e con una dimensione dedicata al benessere. Gli ambienti curati, gli spazi ampi e la SPA offrono una pausa più raccolta dopo le giornate trascorse tra i Sassi.
Per chi vuole invece dormire direttamente nel cuore della città antica, Palazzo del Duca, nella Civita e vicino a Piazza Duomo, porta l’esperienza dentro la pietra. Le camere conservano volte, pareti e altri elementi architettonici originali, mentre alcune si aprono sul paesaggio dei Sassi. All’interno della struttura si trova anche il Ristorante Palazzo del Duca, dove la cucina dello chef Mario David parte dalla tradizione lucana per guardare alla contemporaneità. La proposta lavora soprattutto sui prodotti del territorio e sulla cultura gastronomica della Basilicata, ma senza chiudersi nei confini della cucina regionale: nel menu convivono ingredienti come peperone crusco di Senise, pane di Matera, cime di rapa, fave, cicorie, caciocavallo podolico e funghi cardoncelli con acciughe, crostacei e altre suggestioni mediterranee. È una cucina che mette quindi in dialogo terra e mare e interpreta i sapori della tradizione attraverso accostamenti e tecniche più attuali. Il ristorante occupa inoltre una suggestiva sala scavata nella roccia, mentre all’esterno la vista si apre sui Sassi, legando anche l’esperienza a tavola al paesaggio materano.
Un aperitivo sui Sassi nel viaggio da Matera alla Puglia
Cambiare prospettiva significa anche salire in alto. Al tramonto, la terrazza di Palazzo della Fontana, Terrazza La Vista, diventa un punto privilegiato per osservare i Sassi mentre la luce cambia e il profilo della città si accende. Qui l’esperienza passa anche dal bicchiere, con cocktail e ingredienti legati al territorio. Tra le preparazioni da provare ci sono il Sassi Sunset e il Negroni Lucano, mentre il Gin Millelire, prodotto con botaniche locali, porta nel bicchiere un altro elemento della Basilicata.
Dormire e mangiare in masseria
Fuori dal centro, Masseria Fontana di Vite porta il viaggio nella campagna. La dimensione della masseria, il silenzio e il ritmo più lento diventano parte del soggiorno, mentre la cucina recupera prodotti e preparazioni della tradizione materana e lucana attraverso una sensibilità contemporanea. La cucina segue la stessa idea, partendo dalla tradizione lucana e materana per portarla nel presente. Il ristorante lavora sulla stagionalità, con particolare attenzione alle verdure del periodo, e recupera preparazioni e ingredienti della cucina di casa senza rinunciare a una lettura contemporanea.
Tra i piatti da assaggiare c’è la pecora nera, rilettura contemporanea della tradizione del cutturidd, o pastorale, una delle preparazioni della cucina pastorale lucana e murgiana. La ricetta tradizionale prevedeva la carne di pecora cotta nella pignata di terracotta insieme agli ingredienti disponibili, che potevano comprendere patate, cipolla, pomodoro, sedano e, secondo le zone e la stagione, verdure di campo, cicorie, lampascioni e aromi. La cottura era molto lenta: la pignata veniva lasciata vicino alla brace per molte ore, in alcune preparazioni anche quasi un’intera giornata, fino a rendere tenera una carne che aveva bisogno di tempi lunghi. A Fontana di Vite quella stessa memoria gastronomica viene reinterpretata con una tecnica contemporanea: la pecora nera viene cotta a bassa temperatura, ottenendo una carne morbida e succosa. Il riferimento alla preparazione antica rimane, ma cambia il modo di trattarla e di portarla in tavola.

Anche il pane ha un ruolo importante. La cialledda e le polpette di pane riportano a una cucina essenziale, fatta di recupero e di prodotti semplici, mentre le verdure seguono il ritmo delle stagioni. Per un altro assaggio della cultura gastronomica locale, una tappa interessante è il caseificio Bufala Dolcenera, dove la protagonista è la bufala con i suoi prodotti.
Verso la Puglia: Gravina
Lasciata Matera, il paesaggio cambia gradualmente e il viaggio entra in Puglia. La prima tappa è Gravina in Puglia, poco distante dal confine regionale. Il centro storico conserva palazzi, chiese e strade che seguono la conformazione del territorio, mentre il grande protagonista resta il rapporto con la gravina. Il punto panoramico dal Ponte Acquedotto permette di osservare il canyon e il paesaggio circostante da una prospettiva particolarmente suggestiva.
È qui che il passaggio tra Basilicata e Puglia diventa più evidente: la distanza è minima, ma il paesaggio comincia ad assumere un carattere più apertamente murgiano. Da Gravina ad Altamura sono pochi chilometri. La città è conosciuta soprattutto per il suo pane, ma merita di essere attraversata anche per il centro storico e per la Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno degli edifici più importanti della città.
Il pane di Altamura è parte integrante della cultura locale e una visita alla Casa del Pane permette di avvicinarsi a questa tradizione attraverso il lavoro quotidiano del forno. Anche qui la cucina parla di agricoltura, grano e prodotti semplici. Il pane diventa così il filo che collega le ultime tappe pugliesi al percorso gastronomico iniziato a Matera.
Matera, Gravina e Altamura mostrano quanto Basilicata e Puglia possano essere vicine senza diventare indistinguibili. Cambiano le architetture, il paesaggio, alcune tradizioni e il modo di stare a tavola, ma rimane una base comune fatta di agricoltura, allevamento, pane, pasta, verdure e una lunga storia di scambi. La Lucania è davvero la terra accanto: abbastanza vicina alla Puglia da condividerne molte abitudini, abbastanza diversa da conservare una propria fisionomia. Ed è proprio attraversando il confine, quasi impercettibile in alcuni punti, che questa differenza si comprende meglio.
Informazioni utili. Come arrivare e come muoversi
L’aeroporto di Bari è uno dei principali punti di accesso per costruire un itinerario tra Matera e la Puglia. Il viaggio può iniziare proprio da qui: per questo itinerario l’arrivo è stato a Bari con un volo easyJet da Milano Malpensa, seguito dal ritiro dell’auto. Per un percorso che comprende Matera, Gravina in Puglia e Altamura, l’auto resta la soluzione più pratica, soprattutto se si vogliono alternare città, masserie e luoghi fuori dai centri abitati.
Per questo itinerario GR Car Planning, ha svolto il ruolo di mobility partner per il tour Fly & Drive, organizzando il servizio di noleggio già all’arrivo all’aeroporto di Bari. Per il viaggio abbiamo utilizzato una Mercedes EQA 100% elettrica, una soluzione che ha permesso di affrontare l’itinerario con un mezzo a propulsione completamente elettrica.
A Matera, invece, l’auto non è indispensabile: il centro storico e i Sassi si visitano a piedi. Per raggiungere luoghi più esterni, come Murgia Timone o la Cripta del Peccato Originale, è preferibile organizzarsi in anticipo con un trasferimento o con un tour.
Chi vuole affidarsi a una guida locale può rivolgersi a Ferula Viaggi, che organizza visite ed escursioni in Basilicata e Puglia, dai percorsi nei Sassi e nella Murgia Materana agli itinerari culturali, gastronomici e alle uscite fuori città. È una soluzione utile anche per costruire un programma su misura quando il soggiorno è breve o per raggiungere luoghi che richiedono una prenotazione e una logistica dedicata.
Chi arriva senza auto può raggiungere Matera da Bari con i collegamenti ferroviari e di autobus; anche Gravina e Altamura sono collegate ai principali centri della zona attraverso i servizi regionali. Gli orari vanno verificati in base alla giornata del viaggio. Una volta arrivati a Matera, il modo più semplice per muoversi nel centro resta quello di camminare: nei Sassi le distanze sulla mappa possono sembrare brevi, ma scalinate, salite e discese fanno parte del percorso.