Quante volte avete sentito il fortissimo desiderio di scrivere una lettera d’amore? Beh la prossima volta che vi capita ricordatevi queste mie parole…

lettera d-amoreCome scrivere una lettera d’amore?

Ecco, se lo sapete, ditemelo.

Ne ho scritte di lettere. Uh se ne ho scritte.

Le ho scritte sui diari segreti, quelli con i lucchetti che non funzionavano e che quindi leggevano tutti, in primis i fratelli.

Le ho scritte su fogli profumati.

Le ho scritte sulla Smemoranda al liceo.

Le ho scritte via e-mail.

Le ho scritte al mio professore di Elettronica all’Università. Perché un tempo, a mio parere, soffrivo della sindrome di Stoccolma. Ora, grazie al cielo, non più. Altrimenti mi sarei dovuta innamorare di tutti i capi aguzzini che ho incontrato.

Per quanto riguarda lui, non vi immaginate un ottantenne eh! Era giovane. Ora che ci penso assomigliava a Verdone da ragazzo. Bello pacioccone con la faccia soddisfatta di chi ha appena digerito un lauto pranzo. Vai a capire gli strani meccanismi della mente umana.

Più lui continuava a bocciarmi a quell’esame, più lo amavo. In piena adorazione del mio carnefice, quando finalmente sono riuscita a superare Elettronica (anche se tuttora ho il dubbio che mi abbia fatto passare per togliermi dalle scatole), gli ho consegnato la famosa lettera. Perché volevo che lui – oltre al mio profondo sentimento – apprezzasse anche l’onestà e l’integrità della mia persona che non tenta di corrompere qualcuno per non dover sostenere un esame venti volte. A pensarci oggi mi viene da dire “Ma come ho potuto?”. Ebbene, ho potuto.

Gliel’ho spedita e chi si è visto si è visto. Ovviamente dopo averlo fatto, proprio il secondo successivo, quando la mia mano ha lasciato cadere la lettera nella cassetta delle lettere, mi sono maledetta in tutte le lingue del mondo ma ormai era fatta. Se è destino è destino. Se son rose fioriranno e, se si vuole fare una figuraccia davanti a tutto il mondo accademico, beh… che si faccia! E infatti così è stato.

Poverino, lui ha reagito fin troppo bene. Almeno lo suppongo perché mi guardava come se fossi stata una serial killer. Come Glenn Close in “Attrazione Fatale”. Quando mi vedeva si immobilizzava come fanno gli gnu davanti ai leoni, come i protagonisti di Jurassic Park davanti al T-Rex. In un vano tentativo di mimetizzazione con la parete bianca dei corridoi, rimaneva fisso e non respirava. Ovviamente io interpretavo il tutto con “È troppo innamorato di me ed è come paralizzato”. Era paralizzato dal terrore che la pazza di Ingegneria iniziasse a magnificare il suo nobile sentimento davanti all’aula di Analisi Matematica.

Un’altra volta, sempre da giovane sognatrice in erba, accompagnai la mia lettera a un certificato in cui si attestava che avevo comprato e battezzato una stella col nome Alessandro.

Conoscete quel sito che vende le stelle, no? Che poi mi chiedo: ma sarà vero? Nel senso, davvero nella galassia c’è una povera stella disgraziata che si chiama Alessandro? Gli scienziati della Nasa per citarla useranno il nome che le ho appioppato?

In ogni caso, decisi di comprare una stella, un regalo un po’ diverso diciamo.

La frase a effetto con cui chiusi la mia missiva fu: “Ti vorrei regalare il mondo. Inizio da una stella”. Tadan! Di grande, grandissimo impatto. Ditemi voi se si poteva rimanere indifferenti davanti a una tale celebrazione di amor cortese. Lo rimase. Indifferente, intendo.

Ammetto che quello fu il momento – che prima o poi arriva nella vita di tutti – in cui il Fato decise di mettermi davanti a un bivio, a una sliding door: continuare a scrivere lettere d’amore allegando magari qua e là un pianeta, una sequoia californiana o una murena della barriera corallina per finire magari davanti alla busta di “C’è posta per te” o smettere e sfogare il mio estro su Facebook o su un magazine on line per esempio.

Ho scelto la seconda strada, per vostra (s)fortuna.

Quindi, se volete sul serio scrivere una lettera d’amore a San Valentino o semplicemente quando ne sentirete la tremenda esigenza, quando quel pathos incontenibile sarà lì lì per traboccare, il mio consiglio è soltanto uno: leggete questo articolo e fate esattamente il contrario di quello che ho fatto io!