Recensione in anteprima del nuovo film di Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome, con Armie Hammer e Timothée Chalamet, candidato a 4 premi Oscar. Dal 25 gennaio al cinema distribuito da Warner Bros.

chiamami col tuo nome recensioneChiamami col tuo nome, è il nuovo film di Luca Guadagnino, trasposizione cinematografica del famoso romanzo di André Aciman, che racconta sullo sfondo dell’Italia di inizi anni ’80, l’intensa quanto impossibile storia d’amore e amicizia tra il figlio diciassettenne, Elio Perlman (Timothée Chalamet), di un eminente professore universitario (Michael Stuhlbarg) e uno studente, Oliver (Armie Hammer), che sta ospitando per aiutarlo a completare la tesi di post dottorato.

Nonostante la sua giovane età, Elio, è intellettualmente molto più maturato e preparato dei suoi coetanei, tant’è che si diletta con musica classica e letture. Ma a questa maturità intellettuale si contrappone una certa immaturità nelle questioni di cuore, che lo vedono alle prese con i primi impacciati approcci con la sua amica Marzia (Esther Garrel).

La situazione peggiora all’arrivo di Oliver, un nuovo allievo di suo padre, invitato da quest’ultimo a trascorrere l’estate a casa loro. Oliver è un ventiquattrenne statunitense bello e dai modi disinvolti, da cui Elio viene immediatamente affascinato. Complice la calda estate, le nuotate, le lunghe passeggiate e le stimolanti chiacchierate, tra i due giovani nasce un’intensa e irrefrenabile passione che cambierà per per sempre le loro vite.

Sembra che ci siano voluti quasi 10 anni per realizzare questa trasposizione letteraria, ma a quanto ne dicono coloro che hanno letto il libro e visto il film ne è valsa davvero la pena, perché Guadagnino nel suo Chiamami col tuo nome è riuscito a cogliere il vero spirito, l’essenza profonda del capolavoro letterario di Aciman.

Poche le variazioni effettuate rispetto al libro e tutte funzionali all’economia del film: come l’averlo voluto ambientare nella provincia di Crema anziché sulle coste liguri, per poter sfruttare luoghi ben noti al regista, come la villa, residenza della famiglia di Elio, con quel particolare fontanile usato come piscina dai due protagonisti. Senza lasciare nulla al caso, curando anche il più piccolo dettaglio per creare l’atmosfera perfetta per raccontare questa storia di grande sensualità. Che va al di là della semplice storia d’amore, mescolando la spensieratezza dell’estate alla ricerca di una propria identità sessuale, ma sempre con estremo pudore e delicatezza, senza mai trascendere. Complice anche il modo di girare di Guadagnino, quasi sfuggente, in punta di piedi, che fa correre l’immaginazione dello spettatore accrescendo ancora di più la sensualità e il fascino della pellicola, tutto imperniato su una passione talmente forte da non lasciarsi turbare neanche da ciò che succede nel mondo esterno. Vedi gli accenni sfocati alla scena politica dell’Italia dell’epoca (siamo nel 1983) che fanno da sfondo alla vicenda.

Altra perla di indiscusso valore, un discorso fatto dal padre a Elio, disperato per la partenza di Oliver. Sicuramente uno dei discorsi più belli tra padre figlio ascoltati in un film, per toni, intensità e sincerità. In cui emerge non solo lo straordinario attaccamento per il figlio, ma anche una certa tristezza di fondo per non aver potuto essere, a causa della società dell’epoca, chi avrebbe voluto davvero essere.

Insomma un film che denota una certa maturità di Guadagnino, che inizia un po’ a discostarsi dai suoi eccellenti modelli (Bertolucci in primis), come dimostrano anche le tante nomination ricevute nei festival cinematografici di tutto il mondo e non da ultime le 4 candidature ai 90° Academy Awards: miglior sceneggiatura non originale, musica e infine due Oscar davvero ambiti, Miglior Film e Miglior Attore protagonista con Timothée Chalamet, che sicuramente non avrà vita facile perché dovrà vedersela con uno stratosferico Gary Oldman ne”L’ora più buia”. Ma d’altronde il cinema si nutre di sogni e chissà che la notte delle stelle non riservi qualche piacevole, quanto inaspettata sorpresa al cinema nostrano…