Conoscere l’artista attraverso i suoi ritratti: questo è ciò che si prefigge Cézanne Ritratti di una vita il docufilm sul padre dell’arte moderna che ha rivoluzionato il modo di dipingere e che sarà sul grande schermo solo l’8 e il 9 maggio. Una produzione Nexo Digital

Cézanne, Ritratti di una vita

Studio at Jas de Bouffan -Æ David Bickerstaff

Un docufilm molto particolare che racconta la vita di un artista considerato da Picasso e Matisse “il padre di tutti noi”, il padre dell’arte moderna che influenzò Fauves, i cubisti e tutti gli artisti delle avanguardie. Stiamo parlando di Cézanne che ci viene presentato in una versione inedita, ossia partendo dalla ritrattistica, e dall’esposizione “Cézanne’s portraits” che raggruppa ben cinquanta ritratti del pittore di Aix-en-Provence.

Si tratta di opere che hanno viaggiato dalla National Portrait Gallery di Londra, al MoMA di New York, alla National Gallery of Art a Washington DC, fino al Musée d’Orsay a Parigi.

Lo spettatore viene guidato all’interno della mostra e della vita di Cézanne attraverso il volto e la voce degli esperti legati a queste istituzioni. Altra voce narrante è poi quella del pronipote dell’artista, Philippe Cézanne, che racconta storie e mostra ritratti e stralci di vita del pittore.

Molto interessanti le voci narranti prestate agli artisti dell’epoca fra cui il suo grande amico Émile Zola e Camille Pissarro – solo per citarne alcuni – nella lettura degli scambi epistolari con l’artista.

Normalmente Cézanne lo conosciamo per i suoi paesaggi, ma in realtà è stato un grandissimo ritrattista: oltre duecento ritratti di persone che furono importanti per la sua vita. Accanto ai ritratti veri e propri, si contano poi una trentina di autoritratti, un numero davvero notevole nella storia dell’arte. Ed è proprio attraverso l’evoluzione degli autoritratti che conosciamo più a fondo la psicologia e il carattere del grande pittore, che si svelano a noi gli aspetti più nascosti di Cézanne.

Una scelta davvero originale che ci mostra un pittore rivoluzionario nella storia dell’arte, un vero innovatore. A lui, infatti, si sono ispirati tutti i pittori che sono venuti dopo perché ha inventato un modo assolutamente nuovo di stendere le pennellate rendendo la prospettiva attraverso il colore piano: pennellate piatte che, strato dopo strato, restituiscono allo spazio volumi modulati.

“Ritratti di una vita” è la prima retrospettiva dedicata a Cézanne dove a essere protagonisti sono i volti e i ritratti delle persone che lo hanno circondato. Un autore che non si è mai sentito accettato dalla borghesia e dai collezionisti a differenza di coloro che faceva parte del circolo di Manet e degli Impressionisti.

A lui interessava la realtà e quella voleva dipingere. Voleva raccontare l’essenza delle cose e il quotidiano, le persone normali che svolgevano mestieri  ordinari. Ecco il perché, sin dalle prime opere, di pennellate apparentemente impulsive, dove il gesto era più tenace. Per esempio “La donna con la caffettiera” (1895), “Il giardiniere Valler” (1906) e “I giocatori di carte” (1890-95).

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